Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

Padre Gruner Apostolo di Fatima risponde

Premessa

In memoria di Padre Gruner

domenica 17 maggio 2015

images 4 1

Come Padre Gruner avrebbe voluto, il lavoro del Centro di Fatima proseguirà, così come la mia colonna in questo spazio. Oggi, tornato dalla magnifica Messa funebre offerto dal vescovo Fellay della Fraternità San Pio X il 9 maggio, hanno partecipato più di 600 persone provenienti dal Nord America e in tutto il mondo, che offro queste poche parole come espressione del mio dolore per la perdita di un caro amico e la perdita della Chiesa di un grande sacerdote Mariano. Devo dire, in primo luogo, che, come sconvolgente e improvvisa fu la scomparsa del padre per molti, per coloro che hanno lavorato a stretto contatto con lui nel corso degli anni, come ho fatto io, non é stato un fulmine a ciel sereno, ma piuttosto qualcosa che tutti noi temevamo potesse accadere – scioccante, anche devastante, ma non del tutto inaspettato. Come la sorella di Padre Gruner ha osservato nel suo elogio funebre dopo il ricevimento post-funerale, nel corso degli ultimi 55 mesi tutti e cinque i fratelli Gruner sono morti, uno dopo l’altro. Il padre è stato l’ultimo perché era il più giovane dei cinque. Nessuno di loro ha vissuto per vedere il suo ottantesimo anno. Sembra che nei disegni della Divina Provvidenza, il padre non dovesse essere risparmiato dai limiti della sua costituzione ereditaria.
Ha continuato a lavorare su se stesso oltre i limiti della sopportazione umana, nonostante la sua età avanzata, resistendo a tutte le suppliche per rallentare e cambiare il suo “stile di vita” penitenziale. Ma il padre aveva la sua mente e il cuore uniti su obiettivi infinitamente superiori all’ estensione della vita. La sua é stata la morte di un eroe, lavorando fino alla fine, senza paga e nella più modesta situazione personale (come posso testimoniare personalmente per aver visto il modo in cui ha vissuto nel corso degli oltre 20 anni di lavoro con lui). Non ho mai conosciuto un prete più devoto alla Beata Vergine. In nessun luogo su questa terra oggi c’è un uomo come il padre si sia dedicato  al vedere l’adempimento delle richieste della Vergine nella cosiddetta “apparizione privata” che i Papi stessi sono ancora ponendo al centro della vita della Chiesa, quasi un secolo dopo che apparve la Madonna a Fatima. In effetti, l’importanza capitale del lavoro della vita di padre è dimostrato da un solo fatto: che i Papi stessi, anche adesso, non possono lasciare cadere l’evento Fatima. Quattro consecutivi Romani Pontefici hanno fatto pellegrinaggi là, se si include il futuro Giovanni Paolo I, quando era ancora cardinale Luciani (che Suor Lucia ha misteriosamente indicato come “Santo Padre”, quando la incontrò a Fatima nel 1975, tre anni prima della sua elezione a Papa ). Giovanni Paolo II vi si recò due volte. Papa Francesco ha avuto tutto il suo pontificato consacrato a Nostra Signora di Fatima e ha promesso di fare il suo pellegrinaggio lì per il centenario delle apparizioni nel 2017. Questa preoccupazione papale di continuare con Fatima non ha spiegazione puramente umana o naturale. Era nientemeno che il cardinale Ratzinger che ha pubblicamente riconosciuto nel 2000 (durante la conferenza stampa in cui la visione del “Vescovo vestito di Bianco” è stato rivelato), che Padre Gruner è ” un uomo serio. ” Nessun osservatore obiettivo del suo lavoro potrebbe negarlo. Quasi da solo, Padre Gruner ha tenuto in vita i temi della Consacrazione della Russia e la completezza della rivelazione da parte del Vaticano del Terzo Segreto, che ora sappiamo con una certezza morale che non è completo nonostante le smentite attentamente formulate del Vaticano, che non negano la questione precisa in questione: l’esistenza di un testo in cui la Vergine spiega la visione con le Sue stesse parole, piuttosto di quelle del Cardinale Sodano ( di un testo la cui esistenza è confermata in una biografia pubblicata da proprio convento di Suor Lucia nel 2013 ). Padre Nicholas Gruner è di gran lunga l’uomo più straordinario che abbia mai avuto il privilegio di chiamare amico. Come ho detto nel mio breve elogio (durante il quale riuscivo a malapena a mantenere la compostezza), in questo mondo ci sono morti e poi ancora tanti morti. Alcuni decessi coinvolgono più della perdita e del dolore per uno di famiglia e della cerchia di amici e collaboratori. Alcuni decessi lacerano un buco nel tessuto della vita di un’intera comunità. Nel caso di Padre Gruner la comunità non è altro che la comunità mondiale dei fedeli cattolici, in cui il padre aveva amici e sostenitori in ogni nazione. Con la grazia di Dio, tuttavia, le fatiche instancabili del Padre per la Madonna daranno i loro frutti a lungo dopo la sua morte. Come ho scritto del padre quasi tre anni fa, in parole che erano involontariamente profetica:

Solo Dio sa se il Sacerdote di Fatima vivrà per vedere il compimento della missione della Madonna di Fatima in un mondo caduto e sempre più ribelle. Ma lui ha già vissuto almeno abbastanza per assistere all’avvicinamento accelerato di quel glorioso compimento.

E non importa quanto tempo Dio ha assegnato a Padre Nicholas Gruner, la storia registrerà la sua parte in quello che deve essere l’atto finale del dramma che è Fatima.

Padre Gruner è morto indossando lo Scapolare. Aveva anche praticato per decenni le devozioni primo venerdì e primo sabato, con le loro promesse di assistenza e di perseveranza finale del Privilegio Sabatino . Anche mentre preghiamo per il riposo della sua anima, dunque, possiamo avere grande fiducia che la Luce Perpetua splenderà su di lui, e che lui sarà sempre a godere della compagnia di Nostro Signore e della Sua Santissima Madre, a cui ha dato il suo tutto.

di Christopher A. Ferrara
13 maggio 2013

In memoria di Padre Gruner

Padre Gruner risponde – Fatima Tv –

Pubblicato da gianluca05

Pace: l’altra condizione della Madonna di Julio Loredo Da quando Papa Francesco ha annunciato che consacrerà la Russia (e l’Ucraina) al Cuore Immacolato di Maria, insieme a tutti i vescovi del mondo – ai quali ha rivolto un preciso appello in questo senso – tutto il mondo cattolico vive nell’attesa di questo storico evento. C’è chi, mosso da spirito pio, vede nel gesto pontificio una soluzione definitiva che metterà fine alla guerra, porterà alla conversione della Russia e al risanamento morale del mondo moderno. Altri, invece, mossi da spirito critico, vi segnalano possibili omissioni e contraddizioni. In ogni caso, bisogna rimarcare come l’annuncio di Papa Francesco – mettendo Fatima al centro degli avvenimenti contemporanei – abbia toccato una fibra profonda nell’opinione pubblica mondiale. L’atto di Francesco si collega a una precisa richiesta fatta dalla Madonna a Fatima nel 1917. Parlando ai pastorelli, la Madonna volle parlare al mondo intero, esortando tutti gli uomini alla preghiera, alla penitenza, all’emendazione della vita. In modo speciale, Ella parlò al Papa e alla sacra Gerarchia, chiedendo loro la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Queste richieste, la Madre di Dio le fece di fronte alla situazione religiosa in cui si trovava il mondo intero all’epoca delle apparizioni. La Madonna indicò tale situazione come estremamente pericolosa. L’empietà e l’impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini sarebbe esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra 1914-1918. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi, secondo il richiamo fatto a Fatima. Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per i cattolici: “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa (...) I buoni saranno martirizzati. Il Santo Padre dovrà soffrire molto”. “Per impedire tutto questo – continua la Madonna – verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”. Dopo un periodo di estrema tribolazione e di terribili castighi “come non si sono mai visti” (santa Giacinta di Fatima), la Madonna promette il trionfo finale: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. Ancor oggi gli esperti discutono sulla validità o meno delle varie consacrazioni fatte da Pio XII e da Giovanni Paolo II. La Madonna aveva posto tre condizioni: che la consacrazione fosse fatta dal Sommo Pontefice, che menzionasse la Russia, e che fosse fatta in unione con tutti i vescovi del mondo. In un modo o nell’altro, a tutte le consacrazioni – 1942, 1952, 1982, 1984 – mancava almeno una di delle condizioni. Dopo aver affermato perentoriamente che la consacrazione del 1984, fatta da Giovanni Paolo II, non era valida, la veggente suor Lucia aveva cambiato opinione, attestando invece la sua conformità a quanto richiesto dalla Madonna. Questa è la posizione più diffusa negli ambienti della Chiesa e fra i fedeli in generale. Non vogliamo entrare in un tema tanto complesso. Facciamo però notare che, alla Cova da Iria, la Madonna indicò due condizioni, entrambe indispensabili, perché si allontanassero i castighi con cui ci minacciava. Una di queste condizioni era la consacrazione. Supponiamo che sia stata fatta nel modo richiesto dalla santissima Vergine. Rimane la seconda condizione: la divulgazione della pratica della comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Ci sembra evidente che questa devozione non si è propagata fino a oggi nel mondo cattolico nella misura desiderata dalla Madre di Dio. E vi è ancora un’altra condizione, implicita nel messaggio ma anch’essa indispensabile: è la vittoria del mondo sulle mille forme di empietà e di impurità che oggi, molto più che nel 1917, lo stanno dominando. Tutto indica che questa vittoria non è stata ottenuta, e, al contrario, che in questa materia ci avviciniamo sempre più al parossismo. Così, un mutamento di indirizzo dell’umanità sta diventando sempre più improbabile. E, nella misura in cui avanziamo verso questo parossismo, diventa più probabile che avanziamo verso la realizzazione dei castighi. A questo punto bisogna fare una osservazione, e cioè che, se non si vedessero le cose in questo modo, il messaggio di Fatima sarebbe assurdo. Infatti, se la Madonna affermò nel 1917 che i peccati del mondo erano giunti a un tale livello da richiedere il castigo di Dio, non parrebbe logico che questi peccati siano continuati ad aumentare per più di mezzo secolo, che il mondo si sia rifiutato ostinatamente e fino alla fine di prestare ascolto a quanto gli fu detto a Fatima, e che il castigo non arrivi. Sarebbe come se Ninive non avesse fatto penitenza e, nonostante tutto, le minacce del profeta non si fossero realizzate. Per di più, la stessa consacrazione richiesta dalla Madonna non avrebbe l’effetto di allontanare il castigo se il genere umano dovesse restare sempre più attaccato alla empietà e al peccato. Infatti, fintanto che le cose staranno così, la consacrazione avrà qualcosa di incompleto. Insomma, siccome non si è operato nel mondo l’enorme trasformazione spirituale richiesta alla Cova da Iria, stiamo sempre più avanzando verso l’abisso. E, nella misura in cui avanziamo, tale trasformazione sta diventando sempre più improbabile. Applaudiamo l’atto di Papa Francesco e ci sommiamo toto corde a esso se seguirà i requisiti posti dalla Madonna a Fatima. Tuttavia, finché a questo atto non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro l’immoralità dilagante – aborto, omosessualità, LGBT, mode indecenti, pornografia, gender e via dicendo – la semplice consacrazione della Russia – per quanto gradita alla Divina Provvidenza – non allontanerà il castigo. Mi sia permesso di sollevare un’altra perplessità, e non di piccolo peso. A Fatima la Madonna indicò, come l’elemento allora più dinamico del processo rivoluzionario che portava l’umanità verso l’abisso, gli “errori della Russia”, ossia il comunismo, che proprio nell’Unione Sovietica trovò la sua sede e fuoco di espansione. Non ci sarà una vera conversione finché questa ideologia non sarà rigettata in ogni sua manifestazione. Ora, proprio in questo campo il pontificato di Papa Francesco si è contraddistinto per la sua prossimità all’estrema sinistra: dalla vicinanza alla dittatura cubana, al sostegno ai “movimenti popolari” latinoamericani di matrice marxista, senza dimenticare i contatti col patriarca Kiryll, che della dittatura sovietica fu fedele servitore e propagandista. Anche qui, salvo miglior giudizio, ci sembra che, finché all’atto di venerdì a San Pietro non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro il comunismo e i suoi epigoni, la sola consacrazione della Russia non fungerà da toccasana per risparmiare una catastrofe alla civiltà contemporanea. Fonte: TFP - Tradizione Famiglia Proprietà -