Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

Giacinta la santa bambina che ci ricorda le realtà ultime

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Le apparizioni e il messaggio di Fatima
secondo i manoscritti di suor Lucia

di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

III. ALCUNE VISIONI PRIVATE

Nel poco tempo passato sulla terra dopo le apparizioni, e nello stesso periodo da esse abbracciato, Francesco e Giacinta, ma soprattutto quest’ultima, ebbero separatamente diverse visioni. Riferiremo ora le principali, che sono quelle di Giacinta.

«VIDI IL SANTO PADRE…»

Una volta, circa a mezzogiorno, presso il pozzo della casa dei genitori di Lucia, Giacinta chiese a Lucia:
«-“Non hai visto il Santo Padre?”
«-“No”.
«-
Non so come è andata, ma ho visto il Santo Padre in una casa molto grande, in ginocchio davanti a un tavolo, piangente con le mani sul viso; fuori dalla casa vi era molta gente e alcuni gli tiravano pietre, altri gli lanciavano imprecazioni e gli dicevano molte brutte parole. Povero Santo Padre, dobbiamo pregare molto per lui!”».
Una sera d’agosto del 1917, mentre i veggenti erano seduti sulle rocce del colle del Cabeço, Giacinta si mise improvvisamente a recitare la preghiera loro insegnata dall’Angelo, e dopo un profondo silenzio disse alla cugina:
«-“Non vedi tante strade, tanti sentieri e campi pieni di gente che piange perché ha fame e non ha niente da mangiare? E il Santo Padre in una chiesa che prega davanti al Cuore Immacolato di Maria? E tanta gente che prega con lui?”».
Un giorno, in casa di Giacinta, Lucia la trovò molto pensierosa e le chiese:
«-“Giacinta, a che cosa stai pensando?”
«-“Alla guerra che deve venire. Deve morire tanta gente! E va quasi tutta all’inferno! Devono essere distrutte molte case e devono morire molti sacerdoti. Vedi io vado in cielo, e tu, quando vedrai di notte la luce che quella Signora ha detto che viene prima, vienci anche tu”»

ULTIME VISIONI DI GIACINTA

Alla fine di ottobre del 1918, Francesco e Giacinta si ammalarono quasi nello stesso tempo. Andando a fare loro visita, Lúcia trovò Giacinta al sommo della gioia. Ella gliene spiegò la ragione:
«La Madonna ci è venuta a trovare, e ha detto che molto presto viene a prendere Francesco per portarlo in cielo. E a me ha chiesto se volevo convertire ancora altri peccatori. Le ho detto di sì. Mi ha detto che sarei andata in un ospedale, e che là avrei sofferto molto. Di soffrire per la conversione dei peccatori, in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria e per amore di Gesù. Ho chiesto se tu saresti venuta con me. Mi ha detto di no. Questo è quello che mi spiace di più. Mi ha detto che mi ci porterà mia madre e che poi resterò là da sola!».

Durante la malattia dei due veggenti, Lucia faceva loro visita di frequente. Allora conversavano a lungo sugli avvenimenti di cui erano stati protagonisti. Trascriviamo alcune osservazioni di Giacinta:
«Ormai mi manca poco per andare in cielo. Tu resterai qui per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando sarà il momento di dirlo, non nasconderti, dì a tutti che Dio ci concede le grazie attraverso il Cuore Immacolato di Maria, di chiederle a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che, al suo fianco si veneri il Cuore Immacolato di Maria. Si chieda la pace al Cuore Immacolato di Maria, ché Dio l’ha affidata a Lei. Se potessi mettere nel cuore di tutti la luce che ho qui dentro nel petto a bruciarmi e a farmi amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!».
«Vedi, sai? Nostro Signore è triste perché la Madonna ci ha detto di non offenderLo più, che era già molto offeso e che nessuno ci fa caso; continuano a fare gli stessi peccati»
Alla fine di dicembre del 1919, la Madonna comparve nuovamente a Giacinta, che riferì il fatto alla cugina in questi termini:
«Mi ha detto che andrò a Lisbona in un altro ospedaleche non rivedrò né te né i miei genitori; che dopo aver sofferto molto, morirò sola ma che non devo avere paura, che mi viene a prendere Lei là per portarmi in cielo»

«CHI TI HA INSEGNATO TANTE COSE?»

Trasportata a Lisbona, Giacinta rimase prima in un orfanotrofio vicino alla chiesa di Nossa Senhora dos Milagres, poi fu portata all’ospedale Dona Estefánia. Nel primo di questi istituti fuassistita dalla madre Maria da Purificação Godinho, che prese nota -anche se non sempre letteralmente- delle sue ultime parole.
Ne riproduciamo di seguito alcune, impregnate di tono profetico e piene di unzione e di insegnamenti. De Marchi le pubblica raccolte per argomento.

* Riguardo alla guerra:

«La Madonna disse che nel mondo ci sono molte guerre e discordie.
«Le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo.
«La Madonna non può più trattenere il braccio del suo amato Figliolo sul mondo.
«Bisogna fare penitenza. Se non si emendano, verrà il castigo.
«Gesù è profondamente indignato per i peccati e delitti che si commettono in Portogallo. Per questo un terribile cataclisma di ordine sociale minaccia il nostro paese e specialmente la città di Lisbona. Si scatenerà, come pare, una guerra civile di carattere anarchico e comunista, accompagnata da saccheggi, uccisioni, incendi e distruzioni d’ogni specie. La capitale si convertirà in una vera immagine dell’inferno. Nell’occasione in cui la Giustizia divina, offesa, infliggerà tanto spaventoso castigo tutti quelli che potranno fuggano da questa città. Questo castigo, ora predetto, conviene che sia annunziato a poco a poco, con la debita discrezione».
«Se gli uomini non si emenderanno, la Madonna invierà al mondo un castigo quale non si vide mai e, prima che alle altre nazioni, alla Spagna».
Giacinta parlava anche di «altri avvenimenti che si sarebbero realizzati intorno al 1940».

* Sui sacerdoti e sui governanti:

«Mia Madrina, preghi molto per i peccatori!
«Preghi molto per i sacerdoti!
«Preghi molto per i religiosi!
«I sacerdoti devono occuparsi solo delle cose di Chiesa!
«I sacerdoti devono essere puri, molto puri!
«La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi ai loro superiori ed al S. Padre offende molto Gesù.
«Mia Madrina, preghi molto per i governanti!
«Guai a quelli che perseguitano la Religione di Gesù.
«Se il Governo lasciasse in pace la Chiesa e lasciasse libertà alla santa religione, sarebbe benedetto da Dio»).

* Sopra il peccato:

«I peccati che portano più anime all’inferno sono i peccati della carne.
«Verranno mode che offenderanno molto Gesù.
«Le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha moda. Gesù è sempre lo stesso.
«I peccati del mondo sono molto grandi.
«Se gli uomini sapessero ciò che è l’Eternità, farebbero di tutto per cambiare vita.
«Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza.
«Molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù, non sono di Dio».

* Sulle virtù cristiane:

«Mia Madrina, non vada in mezzo al lusso: fugga le ricchezze!
«Sia molto amica della santa povertà e del silenzio.
«Abbia molta carità anche con chi è cattivo.

«Non parli male di nessuno e fugga chi dice male.
«Abbia molta pazienza, perché la pazienza ci porta in Cielo.
«La mortificazione e i sacrifici sono molto graditi a Gesù.
«La confessione è un sacramento di misericordia. Per questo bisogna avvicinarsi al confessionale con compiacenza e gioia. Senza confessione non c’è salvezza.
«La Madre di Dio desidera molte anime vergini, che si leghino a lei con il voto di castità.
«Per essere religiosa bisogna essere molto pura nell’anima e nel corpo».
«E sai che vuol dire essere pura?»,chiede madre Godinho.
«Lo so, lo so. Essere pura nel corpo vuol dire custodire la castità. Ed essere pura nell’anima vuol dire non fare peccati: non guardare ciò che non si deve vedere; non rubare; non mentire; dire sempre la verità, anche quando ci costa…».
«Chi non adempie le promesse che fa alla Madonna, non avrà mai pace.
«I medici non hanno luce e scienza per curare bene gli ammalati, perché non hanno amor di Dio».
«Chi t’insegnò tante cose?»chiede madre Godinho.
«Fu la Madonna, ma alcune cose le penso io. Mi piace tanto pensare!».

Notando che molti visitatori conversavano e ridevano nella cappella dell’orfanotrofio, Giacinta chiese a madre Godinho di fare loro presente che questo comportamento costituiva mancanza di rispetto verso la Presenza reale. Poiché questa misura non diede risultati soddisfacenti, chiese che si facesse questa comunicazione al cardinale: «La Madonna non vuole che la gente parli in chiesa».

ULTIMI GIORNI DI GIACINTA

Durante la sua breve permanenza all’ospedale, Giacinta fu favorita da nuove visite della Madonna, che le annunciò il giorno e l’ora in cui sarebbe morta. Quattro giorni prima di portarla in cielo, la santissima Vergine le tolse tutti i dolori.
La vigilia della sua morte, qualcuno le chiese se voleva vedere la madre. Giacinta rispose:
«La mia famiglia durerà poco tempo. Presto ci incontreremo in Cielo. La Madonna apparirà un’altra volta, non a me, p
erché di certo morrò, come mi disse Lei».
La Madonna venne a prendere Giacinta il 20 febbraio 1920. Francesco aveva reso la sua anima a Dio il 4 aprile dell’anno precedente.
Giacinta fu sepolta nel cimitero di Vila Nova de Ourém. Francesco era stato precedentemente sepolto in quello di Fátima. Il 12 settembre 1935, i resti mortali di Giacinta furono traslati al cimitero di Fátima, dove furono deposti in un sepolcro nuovo appositamente costruito per lei e per suo fratello. Sulla lapide, una semplice iscrizione diceva: «Qui riposano i resti mortali di Francesco e Giacinta, a cui è apparsa la Madonna».
Più tardi, rispettivamente nel 1951 e nel 1952, le preziose spoglie furono portate nella cripta della basilica di Fátima, ove si trovano ancora.
I processi canonici preparatori per la beatificazione dei due veggenti di Fátima sono stati iniziati ufficialmente nel 1949.

da Antonio A. Borelli Machado, Le apparizioni e il messaggio di Fatima secondo i manoscritti di suor Lucia, Piacenza: Cristianità, 1977; pp. 19-63.

RICORDA CHE:

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100esimo anniversario della morte di Giacinta Marto

33 Giacinta Marto e Lucia dos Santos

Pubblicata dalla FSSPX il 15 febbraio 2020

Giacinta Marto era la più giovane dei tre pastorelli di Fatima. Col suo fratello maggiore, Francesco, e sua cugina Lucia de Santos, è stata testimone delle apparizioni della Madonna. Secondo la testimonianza di Lucia, Giacinta fu quella che ricevette dalla Madonna la più grande abbondanza di grazie: una migliore comprensione di Dio e della virtù, insieme con un amore ed una particolare intimità col Cuore Immacolato di Maria.

Lucia descrive la piccola Giacinta come naturalmente sensibile e delicata. Presto ella si sentì offesa e in seguito venne difficilmente consolata. Uno dei suoi difetti era anche l’essere avara nel giuoco. Tuttavia,  ella aveva molto buon cuore e il buon Dio l’aveva dotata di un carattere dolce e fiducioso che la rendeva amabile.
Fin dalla più tenera età, ella imparò ad amare con gran passione il Salvatore crocifisso; e quando comprese che Gesù soffriva a causa dei nostri peccati, si svegliò in lei un profondo disgusto per il peccato. Cosa che l’aiutò con forza a disfarsi delle sue cattive abitudini.

Sul cammino della perfezione

Al momento delle apparizioni della Madonna, Giacinta fu profondamente impressionata dalla celeste bellezza e dalla bontà di Maria. Ella ricevette tutti gli insegnamenti e i messaggi della Madonna con profonda serietà e soffrì molto per gli insulti rivolti al Cuore Immacolato di Maria e per le numerose anime che cadono nell’Inferno.
Tutto questo provocò in lei un accresciuto amore per Gesù, per Maria e per i peccatori.

Questi insegnamenti la spinsero alla preghiera intima e allo spirito di sacrificio fino all’eroismo.
Lucia scrisse: «La visione dell’Inferno la riempì di un orrore così profondo che ogni penitenza e ogni umiliazione per lei erano niente se così poteva salvare delle anime e impedire che cadessero nell’Inferno. Ella diceva spesso: “dobbiamo pregare molto per salvare le anime dall’Inferno”. Ve ne sono così tante che ci vanno! Talmente tante! Come soffro con gioia per Nostro Signore e per la Madonna, proprio per consolarli, poiché loro amano quelli che soffrono per la conversione dei peccatori».

La missionaria

Il Cuore Immacolato di Maria ha fatto della piccola Giacinta una missionaria. Con la sua preghiera ella ha guadagnato a Dio numerosi peccatori. Fu così che una donna che insultava sempre i ragazzi ogni volta che li vedeva, si convertì. La conversione di questa donna avvenne perché un giorno aveva osservato come Giacinta levava le mani e gli occhi in cielo ed offriva la sua preghiera sacrificale per la conversione dei peccatori. La cosa la impressionò talmente che ella credette immediatamente e supplicò i ragazzi di chiedere alla Vergine Maria il perdono dei suoi peccati.

La sua familiarità con il Cuore Immacolato di Maria

La Santa Vergine si compiacque con Giacinta, la visitava personalmente e le rivelava le preoccupazioni del suo Cuore, che oggi sono così importanti per noi: «Le persone sono perdute perché non pensano alle sofferenze e alla morte di Nostro Signore e che esse non si ripetano. I peccati del mondo sono troppo grandi. Se le persone sapessero cos’è l’eternità, farebbero di tutto per cambiare la loro vita. Vi saranno delle mode che offenderanno molto Nostro Signore. La Chiesa non conosce mode, Nostro Signore non cambia. Essere puri nel corpo significa conservare la castità. Essere puri nell’anima consiste nel non peccare».

Il 20 febbraio, la stessa Santa Madre venne a liberare la sua piccola serva dai suoi dolorosi tormenti. In lei noi abbiamo un bell’esempio del modo in cui possiamo amare di più Gesù e Maria.

Vedi anche: La Beata Giacinta: piccolo gigante di eroiche virtù

SPEC 12 CFN 010 – Padre Gruner interviene sulla Beata Giacinta, una dei tre veggenti che ricevettero le apparizioni della Madonna di Fatima nel 1917. Giacinta, davvero un piccolo gigante di eroiche virtù!

Pubblicato da gianluca05

Pace: l’altra condizione della Madonna di Julio Loredo Da quando Papa Francesco ha annunciato che consacrerà la Russia (e l’Ucraina) al Cuore Immacolato di Maria, insieme a tutti i vescovi del mondo – ai quali ha rivolto un preciso appello in questo senso – tutto il mondo cattolico vive nell’attesa di questo storico evento. C’è chi, mosso da spirito pio, vede nel gesto pontificio una soluzione definitiva che metterà fine alla guerra, porterà alla conversione della Russia e al risanamento morale del mondo moderno. Altri, invece, mossi da spirito critico, vi segnalano possibili omissioni e contraddizioni. In ogni caso, bisogna rimarcare come l’annuncio di Papa Francesco – mettendo Fatima al centro degli avvenimenti contemporanei – abbia toccato una fibra profonda nell’opinione pubblica mondiale. L’atto di Francesco si collega a una precisa richiesta fatta dalla Madonna a Fatima nel 1917. Parlando ai pastorelli, la Madonna volle parlare al mondo intero, esortando tutti gli uomini alla preghiera, alla penitenza, all’emendazione della vita. In modo speciale, Ella parlò al Papa e alla sacra Gerarchia, chiedendo loro la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Queste richieste, la Madre di Dio le fece di fronte alla situazione religiosa in cui si trovava il mondo intero all’epoca delle apparizioni. La Madonna indicò tale situazione come estremamente pericolosa. L’empietà e l’impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini sarebbe esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra 1914-1918. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi, secondo il richiamo fatto a Fatima. Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per i cattolici: “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa (...) I buoni saranno martirizzati. Il Santo Padre dovrà soffrire molto”. “Per impedire tutto questo – continua la Madonna – verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”. Dopo un periodo di estrema tribolazione e di terribili castighi “come non si sono mai visti” (santa Giacinta di Fatima), la Madonna promette il trionfo finale: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. Ancor oggi gli esperti discutono sulla validità o meno delle varie consacrazioni fatte da Pio XII e da Giovanni Paolo II. La Madonna aveva posto tre condizioni: che la consacrazione fosse fatta dal Sommo Pontefice, che menzionasse la Russia, e che fosse fatta in unione con tutti i vescovi del mondo. In un modo o nell’altro, a tutte le consacrazioni – 1942, 1952, 1982, 1984 – mancava almeno una di delle condizioni. Dopo aver affermato perentoriamente che la consacrazione del 1984, fatta da Giovanni Paolo II, non era valida, la veggente suor Lucia aveva cambiato opinione, attestando invece la sua conformità a quanto richiesto dalla Madonna. Questa è la posizione più diffusa negli ambienti della Chiesa e fra i fedeli in generale. Non vogliamo entrare in un tema tanto complesso. Facciamo però notare che, alla Cova da Iria, la Madonna indicò due condizioni, entrambe indispensabili, perché si allontanassero i castighi con cui ci minacciava. Una di queste condizioni era la consacrazione. Supponiamo che sia stata fatta nel modo richiesto dalla santissima Vergine. Rimane la seconda condizione: la divulgazione della pratica della comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Ci sembra evidente che questa devozione non si è propagata fino a oggi nel mondo cattolico nella misura desiderata dalla Madre di Dio. E vi è ancora un’altra condizione, implicita nel messaggio ma anch’essa indispensabile: è la vittoria del mondo sulle mille forme di empietà e di impurità che oggi, molto più che nel 1917, lo stanno dominando. Tutto indica che questa vittoria non è stata ottenuta, e, al contrario, che in questa materia ci avviciniamo sempre più al parossismo. Così, un mutamento di indirizzo dell’umanità sta diventando sempre più improbabile. E, nella misura in cui avanziamo verso questo parossismo, diventa più probabile che avanziamo verso la realizzazione dei castighi. A questo punto bisogna fare una osservazione, e cioè che, se non si vedessero le cose in questo modo, il messaggio di Fatima sarebbe assurdo. Infatti, se la Madonna affermò nel 1917 che i peccati del mondo erano giunti a un tale livello da richiedere il castigo di Dio, non parrebbe logico che questi peccati siano continuati ad aumentare per più di mezzo secolo, che il mondo si sia rifiutato ostinatamente e fino alla fine di prestare ascolto a quanto gli fu detto a Fatima, e che il castigo non arrivi. Sarebbe come se Ninive non avesse fatto penitenza e, nonostante tutto, le minacce del profeta non si fossero realizzate. Per di più, la stessa consacrazione richiesta dalla Madonna non avrebbe l’effetto di allontanare il castigo se il genere umano dovesse restare sempre più attaccato alla empietà e al peccato. Infatti, fintanto che le cose staranno così, la consacrazione avrà qualcosa di incompleto. Insomma, siccome non si è operato nel mondo l’enorme trasformazione spirituale richiesta alla Cova da Iria, stiamo sempre più avanzando verso l’abisso. E, nella misura in cui avanziamo, tale trasformazione sta diventando sempre più improbabile. Applaudiamo l’atto di Papa Francesco e ci sommiamo toto corde a esso se seguirà i requisiti posti dalla Madonna a Fatima. Tuttavia, finché a questo atto non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro l’immoralità dilagante – aborto, omosessualità, LGBT, mode indecenti, pornografia, gender e via dicendo – la semplice consacrazione della Russia – per quanto gradita alla Divina Provvidenza – non allontanerà il castigo. Mi sia permesso di sollevare un’altra perplessità, e non di piccolo peso. A Fatima la Madonna indicò, come l’elemento allora più dinamico del processo rivoluzionario che portava l’umanità verso l’abisso, gli “errori della Russia”, ossia il comunismo, che proprio nell’Unione Sovietica trovò la sua sede e fuoco di espansione. Non ci sarà una vera conversione finché questa ideologia non sarà rigettata in ogni sua manifestazione. Ora, proprio in questo campo il pontificato di Papa Francesco si è contraddistinto per la sua prossimità all’estrema sinistra: dalla vicinanza alla dittatura cubana, al sostegno ai “movimenti popolari” latinoamericani di matrice marxista, senza dimenticare i contatti col patriarca Kiryll, che della dittatura sovietica fu fedele servitore e propagandista. Anche qui, salvo miglior giudizio, ci sembra che, finché all’atto di venerdì a San Pietro non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro il comunismo e i suoi epigoni, la sola consacrazione della Russia non fungerà da toccasana per risparmiare una catastrofe alla civiltà contemporanea. Fonte: TFP - Tradizione Famiglia Proprietà -