Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

La visione dell’Inferno nella società moderna e le rivelazioni di Fatima

Fatima,la visione dell'inferno

Oggi molti non credono più all’Inferno e vivono come se non

esistesse: ma i negatori di satana sono anche i suoi

principali ed indiretti testimoni

L’Inferno non esiste?                                                

Oggi molti non credono più all’Inferno e vivono come se non esistessenon credono nell’esistenza di satana, il male personificato, considerato al pari di un personaggio delle favole, malgrado l’aumento dei casi di possessioni diaboliche. Così facendo, rinunciando a priori alla ricerca della verità, costoro cercano di deresponsabilizzarsi illudendosi di ottenere una sorta di salvacondotto morale universale, astenendosi dal seguire certi principi etici e religiosi, creandosi facili alibi al fine di legittimare le loro cattive azioni, i loro soprusi ai danni del prossimo. E’ il festival dell’indifferentismo e del relativismo – un dì tipico di certi ambienti élitari e oramai divenuto cultura popolare – in cui tutto può essere escluso o concesso, a condizione che ciò importi un appagamento momentaneo dei sensi o un beneficio materiale immediato.

                    L’usura monetaria, l’arte alchemica dello sterco di satana,

                             è l’ago della bilancia di questo infinito dramma.

Non si avverte più né il senso né il peso del male, in un attacco di bestiale schizofrenia che sembra aver annullato le coscienze: quei metri unici e formidabili di misurazione dell’essere che ben descrisse Victor Hugo.

                 La coscienza è uno strumento di precisione di una sensibilità estrema.
                                                             Victor Hugo

E’ il profumo dell’Inferno! E’ il retaggio della rottamazione della gloriosa società organica e teocentrica, rimpiazzata dal modello egoistico della società strumentale hegeliana, plasmata dai “sacri lumi” delle rivoluzioni e dell’Illuminismo, a loro volta nobili eredi dei processi di cabalizzazione dell’Occidente cristiano, acutizzatisi ad opera dei nemici della Chiesa durante il cosiddetto Rinascimento.

Inferno: l’atavico paradiso degli illusi                

Ma se per alcuni il demonio non esiste, altri ancora – giudeo-massoni, satanisti, seguaci di sette, seguaci di religioni pagane o di falsi credi mondialisti – addirittura hanno fatto di satana il proprio dio, il proprio punto di riferimento, spesso celato sotto differenti nomi, cogliendo la “mela della conoscenza” e contemplando il padre dell’inganno e dell’omicidio come angelo di luce e maestro di vita, nella spasmodica ricerca di gloria e potere terreni. Ma sull’esistenza dell’Inferno e sul fatto che molte anime allontanatesi da Dio si siano dannate per l’eternità, esistono prove schiaccianti in duemila anni di storia, e ancor prima. La Bibbia è il libro che meglio testimonia tale realtà storica. Fin dagli albori della storia, l’uomo iniquo ha cercato l’appoggio delle forze telluriche ed oscure per realizzare i suoi infidi piani, vendendo la propria anima.

                L’arcano ha purtroppo destato sempre un certo fascino,

                d’intensità proporzionale alla rinuncia, da parte dell’uomo,

             all’adempimento dei doveri più sacri verso Dio e gli uomini:

                     trasposizione dell’antico tradimento della Genesi.

Già presso molte popolazioni pagane del Nord Europa, dell’Asia Minore, dell’Africa, delle Americhe e del Medioriente il culto di satana (anche se sotto nomi differenti) trovò piede e si diffuse contestualmente all’abominevole pratica dei sacrifici umani. Nell’Antico Testamento si narra ad esempio del dio-faraone, devoto ad Iside ed Horus (figure care al repertorio simbolico della giudeo-massoneria) o  trasposizione del maligno che pose in schiavitù il popolo eletto; si narra anche dell’idolatria delle popolazioni caldee e mesopotamico-babilonesi; di Baal e Moloch e della deriva del popolo d’Israele che, durante la cattività babilonese, cioè durante il periodo della grande deportazione sotto Nabucodonosor, contaminò in gran parte i propri costumi, bruciando incensi nel tempio di Dio a divinità pagane ed attirandosi per questo la maledizione dell’Altissimo, per bocca dei profeti. Dunque, per molti di questi popoli

                   l’Inferno è divenuto una sorta di paradiso ideale,

                   in cui dar sfogo a tutte le proprie basse passioni,

      concepito in un orizzonte di dominio terreno su beni e uomini:

                                    il falso paradiso degli illusi.

L’eterna contrapposizione                                         

Ma, d’altra parte, numerosi sono i santi, i mistici e gli esorcisti che in duemila anni e più hanno fatto esperienza dell’Inferno e del diavolo e che ci hanno lasciato prove documentali concrete, terribili ed inconfutabili, sull’esistenza del nemico antico, quale immagine speculare ed opposta a quella del bene assoluto: se infatti Dio esiste ed agisce nella storia, ispirando santi uomini, non possono che esistere anche il male (satana, il nemico di Dio), il suo potere seduttivo e le sue schiere. Due eserciti irriducibili e mossi da fini antitetici posti in luoghi diametralmente opposti. Tra le opere regalate all’eternità che meglio narrano l’antica contrapposizione tra le tenebre e la luce, satana e Dio, abbiamo il dovere di citare il “De Civitate Dei” (413-426) di Sant’Agostino d’Ippona (354-430): la metafora di due città rivali, la città terrena e la città celeste – rispettivamente animate dalla cupidigia e dall’amore – diviene l’immagine speculare dell’atavico scontro tra satana, l’angelo ribelle e decaduto, e Dio; l’inferno e il Paradiso.

                « L’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio genera la città terrena;

                    l’amore di Dio portato fino al disprezzo di sé genera la città celeste.

Quella aspira alla gloria degli uomini, questa mette al di sopra di tutto la gloria di Dio. […]

        I cittadini della città terrena son dominati da una stolta cupidigia di predominio

                                             che li induce a soggiogare gli altri;

       i cittadini della città celeste si offrono l’uno all’altro in servizio con spirito di carità

                        e rispettano docilmente i doveri della disciplina sociale. »

                                           S. Agostino – La città di Dio, XIV, 28

I migliori testimoni dell’esistenza di satana          

L’eresia Protestante (1517), la Rivoluzione Francese (1789) e la nascita del Comunismo (1917)furono gli esempi più emblematici della manifestazione delle forze del male e di satana, nella storia e della neo-paganizzazione dell’Occidente. Il cataclisma rosso, in particolare, si rivelò una vera e propria rivoluzione satanica, retta da riti, preghiere, simbolismi, distruzione di chiese e cattedrali, atti blasfemi in odio al Cristianesimo ed esecuzioni sommarie rituali. Il nazismo seguì lo stesso modello esoterico-luciferino del comunismo, sia pur sotto altri vessilli. Ma per avvertire la sulfurea presenza del male personificato, qualora non si abbia dimestichezza con la storia o la religione, basta guardarsi intorno con un pizzico di onestà intellettuale: allora non sarà difficile comprendere come coloro i quali oggi negano pubblicamente l’esistenza del diavolo e dell’Inferno dai grandi palcoscenici, scagliandosi contro Cristo, invero – nella maggior parte dei casi – sono coloro i quali lo servono e venerano segretamente, negli oscuri meandri delle logge massoniche (vere e proprie cattedrali a satana o sinagoghe di satana), dietro l’ipocrita velo della filantropia e del progresso sociale. Sono proprio essi che, con i loro copiosi frutti di perdizione, rendono presente l’essenza di satana; sono costoro i migliori testimoni della sua esistenza. Infatti, a parte i vangeli e la vita dei santi,

                      Un’altra inconfutabile prova dell’esistenza del diavolo

       si evince dal livello impressionante di male esistente oggi nel mondo,

           dalle guerre e dalle rivoluzioni, militari, economiche e culturali

                              innescate con sottilissimi metodi scientifici

                dalle sette e dalle potenze giudeo-massoniche e luciferine.

 Il capolavoro di satana: il “nuovo ordine”            

                       Oggi il mondo è avvolto dalle tenebre del maligno

         – definito dalle sacre Scritture come “Il principe di questo mondo” –

               che dal suo trono detta la danza macabra della distruzione,

          corrompendo i suoi fedeli seguaci con l’arma della moneta-debito,

                  emessa come per magia – dal nulla e a debito dei popoli –

                 dalla moderne chiese sataniche chiamate banche centrali.

Lo sterco di satana, la moneta-debito, è dunque un’altra potente prova dell’esistenza del Male personificato. Ovunque false ideologie totalitarie, falso pacifismo, disintegrazione delle famiglie, attacco alla vita, attacco alla sessualità, pornografia, rinuncia ai sacramenti, rinuncia alla partecipazione alla Santa Messa, guerre, terrorismo, fame nel mondo, diffusione di virus letali, povertà di massa, crisi economiche indotte, distruzione della natura, manipolazioni genetiche, contraccezione, aborto, divorzi, adulterio, violenze domestiche, separazioni, omosessualità, omicidi, bestemmie, pedofilia, usura monetaria, divisioni, invidie, menzogne di ogni sorta propinateci dai media, disonestà e corruzione degli uomini di responsabilità, ecc… Tutto il denaro muove e plasma, tutto corrompe. Tutto ciò che a noi appare incomprensibile e assurdo, assume senso dinanzi al trono del diavolo: colui che divide e che lavora instancabilmente per la perdizione del genere umano e per l’edificazione di un “Mondo Nuovo”. Lo stesso evocato dallo scrittore inglese Aldous Huxley (1894-1963), tra i profeti del mondialismo satanico, nella sua delirante omonima opera: un nuovo equilibrio mondiale, un “Nuovo Ordine Mondiale“, da imporre alle nazioni sulle ceneri del “vecchio” mondo cristiano. A questo progetto lavorarono nel segreto i padri della teosofia e dell’esoterismo-massonico, del comunismo, del femminismo e delle rivoluzioni culturali del Novecento.

Satana e il modernismo                                       

Oggi, una parte della Chiesa Cattolica – malgrado tutto, il primo ed ultimo baluardo contro satana e i suoi angeli decaduti – sembra quasi tollerare il nuovo disordine mondiale, omettendo di porvi i giusti rimedi spirituali o di denunciarne chiaramente gli oscuri mentori. Una parte della Chiesa sembra quasi corteggiare e stendere la mano all’atavico nemico, la giudeo-massoneria, levando così tutti i freni alla furia di satana. Ma com’è possibile? Purtroppo il modernismo, corrente eretica di stampo giudeo-protestante che negli ultimi 50 anni, dopo il Concilio Vaticano II, si è infiltrata subdolamente nella chiesa di Cristo, contaminandola in parte, ha prodotto i suoi effetti nefasti anche in molti seminari, dove non si insegnano più e – di conseguenza – non si conoscono affatto le encicliche papali contro satana e la massoneria e dove, nei casi più estremi, si insegna che l’Inferno in fondo non c’è perché sarebbe contrario alla misericordia di Dio; o se c’è è poco affollato o addirittura vuoto. Allora accade che neppure molti pseudo-sacerdoti “moderni”, assuefatti a queste eresie, credano più nell’Inferno, preoccupandosi di predicarlo come dovrebbero. Essi così facendo partecipano in prima persona alla grande opera satanica del Nuovo Millennio.

L’abolizione della preghiera a San Michele   

Tale deriva fu palese quando si giunse all’abolizione della preghiera, di Leone XIII, a San Michele Arcangelo – principe-guerriero delle milizie celesti e baluardo contro satana e i suoi angeli – recitata alla fine della S. Messa, quale potente protezione dal maligno.

                         “San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia,

                contro le malvagità e le insidie del demonio sii nostro aiuto.

                         Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi!

         E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio,

                       ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni

                    che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime”. 

                                                     Papa Leone XIII

La preghiera fu inspiegabilmente abolita da Paolo VI il 26 settembre 1964, con l’istruzione “Inter oecumenici” n. 48§1 che decretò la soppressione delle “preghiere leoniane”. Tale decisione non fu affatto condivisa dal contemporaneo San Pio da Pietrelcina, che continuò a recitarla fino alla sua morte (1968).

I papi e l’invocazione a San Michele                  

Secondo una testimonianza del cardinal Nasalli Rocca, in sintonia con le rivelazioni del segretario particolare del Papa, mons. Rinaldo Angeli, Leone XIII scrisse di proprio pugno quella preghiera, dopo aver visto, per grazia divina, una schiera di spiriti infernali infestare i cieli della Città Eterna. Egli scrisse anche uno speciale esorcismo contenuto nel Rituale Romano. San Giovanni Paolo II, ritornò sulla centralità della preghiera a San Michele, in almeno due occasioni:

«Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele,

       è attuale anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo.

          In questa lotta, l’Arcangelo Michele è a fianco della Chiesa per difenderla

                                           contro le tentazioni del secolo,

                              per aiutare i credenti a resistere al demonio

               che come leone ruggente va in giro cercando chi divorare».

 Giovanni Paolo II – 1987 Santuario di San Michele (Gargano)

                       «Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata

            al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla,

ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre

                                      e contro lo spirito di questo mondo».

       Giovanni Paolo II – 1994

Benedetto XVI fece di meglio: ripristinò la messa in rito antico, comprendente la preghiera contro satana, al termine dell’eucaristia. Tali pontefici, dunque, avevano ben chiaro il fatto che l’Inferno oltre ad esistere fosse molto popolato: necessitava pertanto ritornare a pregare Dio e San Michele, chiedendo continua protezione dal male. Il monito sui pericoli dell’Inferno ritornò centrale presso la cattedra di Pietro e il messaggio provvidenziale di Fatima contro gli inferi riecheggiò nuovamente tra le navate delle chiese, malgrado i tentennamenti e le verità parziali rivelate sul cosiddetto “Terzo Segreto”. Fatima resta ancora oggi, probabilmente, il principale sigillo posto da Dio alle porte dell’inferno e al dominio incontrastato di satana, nonché la testimonianza più nitida della sua esistenza, rivelata direttamente dalla bocca della Vergine Maria il 13 luglio 1917, a due mesi esatti dalla prima apparizione. A Fatima la Beata Vergine Maria rivelò ai tre piccoli veggenti come molte anime andassero all’inferno per mancanza di preghiere e sacrifici dei loro cari. Nelle sue Memorie Suor Lucia descrisse la visione dell’inferno che Nostra Signora mostrò ai tre fanciulli: uno dei moniti più potenti che Dio diede all’umanità sull’orlo del baratro mondiale, mettendola in guardia dai pericoli del comunismo, dei totalitarismi e degli atavici nemici della Chiesa.

                 Oggi molti non credono più all’Inferno e vivono come se non

                          esistesse: ma i negatori di satana sono anche i suoi

                                            principali ed indiretti testimoni

 Visione dell’inferno dei tre pastorelli di Fatima    

Essa ancora una volta aprì le Sue mani, come aveva fatto i due mesi precedenti. I raggi [di luce] apparvero per penetrare la terra e noi vedemmo come un vasto mare di fuoco e vedemmo i dèmoni e le anime [dei dannati] immersi in esso. Vi erano poi come tizzoni ardenti trasparenti, tutti anneriti e bruciati, con forma umana. Essi fluttuavano in questo grande conflagrazione, ora lanciati in aria dalle fiamme e poi risucchiati di nuovo, insieme a grandi nuvole di fumo. Talvolta ricadevano su ogni lato come scintille su fuochi enormi, senza peso o equilibrio, fra grida e lamenti di dolore e disperazione, che ci terrorizzavano e ci facevano tremare di paura (deve essere stata questa visione a farmi piangere, come dice la gente che mi udì). I demoni si distinguevano [dalle anime dei dannati] per il loro aspetto terrificante e repellente simile a quello di animali orrendi e sconosciuti, neri e trasparenti come tizzoni ardenti. Questa visione è durata solamente un attimo, grazie alla nostra buona Madre Celeste, che nella sua prima apparizione aveva promesso di portarci in Paradiso. Senza questa promessa, credo che saremmo morti di terrore e spavento“(dalla testimonianza di Suor Lucia, veggente di Fatima).

Vedi anche: Fatima e la visione dell’inferno…

Padre ( Stefano Maria Manelli… )

L’INFERNO – Visioni, rivelazioni, esperienze e testimonianze

Ben diciotto volte il Vangelo parla dell’Inferno e otto volte parla dell’eternità delle pene. Gesù stesso ci ha presentato l’Inferno come “fornace ardente” (Lc 16,23-24), dove c’è appunto il «fuoco eterno» (Mt 18,8) e nello stesso tempo ci sono «tenebre, pianto e stridore di denti» (Mt 8,12), con un tormentoso «verme che non muore» (Mc 9,48). Là gli empi e dannati si troveranno fra i demoni (cf Mt 25,41), con la privazione di Dio (cf Lc 13,27-28), per sempre, eternamente «in preda ai tormenti» (Lc 16,23). Il Catechismo della Chiesa Cattolica, che riassume tutta la dottrina della Tradizione cattolica, da parte sua insegna chiaramente: “La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, « il fuoco eterno ». 631 La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira” (CCC 1035). Le testimonianze e gli insegnamenti letti in questa catechesi sono tratti dal libro di Padre Stefano Maria Manelli (Fondatore dei Francescani dell’Immacolata): I Novissimi. Meditazioni per ogni giorno del mese di novembre, Casa Mariana Editrice, Frigento 2016.

Tutto gira intorno a Fatima. Penitenza o inferno!

Perché le apparizioni di Fatima sono così importanti? E qual è il centro del loro messaggio profetico? A questa e ad altre domande cerchiamo di rispondere in questa tavola rotonda. Papi e Chiesa? Tutto gira intorno a Fatima: https://oracolocooperatoresveritatis…. Fatima, le linee del tempo: https://oracolocooperatoresveritatis…. Coincidenze, quanti indizi fanno una prova? https://oracolocooperatoresveritatis….

Mons. Bux e il prof S.Fontana: Nuovo Ordine Mondiale?

Ringraziando il canale Scuola Ecclesia Mater IPC e la pagina FB Il Pensiero Cattolico https://www.facebook.com/ilpensieroca… – presentiamo questo confronto tra mons. Nicola Bux e il professore Stefano Fontana (titolo originale Chiesa in uscita o in ritirata?) di cui tanto apprendiamo e del quale vi abbiamo presentato il libro “La nuova Chiesa di Karl Rahner”, vedi qui: https://www.youtube.com/watch?v=lOvQa… – nel quale ci sentiamo filialmente confermati nella buona battaglia che il nostro sito porta avanti da dieci anni…. NUOVA FRATELLANZA UNIVERSALE? Un anno fa abbiamo fatto questo video: Gesù è venuto per la Fratellanza Universale, ma a determinate condizioni: https://www.youtube.com/watch?v=kgIkl… ed oggi ci sentiamo confermati nell’unica vera dottrina cattolica… così come l’audio su: Una fratellanza umana senza Gesù? https://www.youtube.com/watch?v=UtyZB… Ascoltateli, per favore…

Pubblicato da gianluca05

Gesù Cristo è la nostra unica salvezza, Cristo è il vero affare della mia vita Ogni persona è come l'erba, e ogni sua gloria come il fiore dell’erba. L’erba si secca, e il fiore cade; ma la Parola del Signore permane in eterno. L’ultima profezia di Fatima: «Non uscite di casa, ci sarà un grande terremoto, città e villaggi rasi al suolo» Svelata una lettera con la drammatica visione di suor Lucia: «Vedo la terra scuotersi e tremare, città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti, montagne di gente indifesa, vedo i fiumi e i mari che trabordano e inondano e le anime che dormono il sonno della morte» Nel libro Fatima. Tutta la verità, scritto da Saverio Gaeta per le Edizioni San Paolo (240 pagine, 15 euro), si trova la più aggiornata e completa inchiesta sulla storia e il messaggio delle apparizioni ai tre pastorelli portoghesi. Pubblichiamo in esclusiva l’ anticipazione che riguarda uno dei temi più significativi e attuali: quello relativo all’ ipotesi di un testo scritto da suor Lucia in allegato al cosiddetto “terzo Segreto”, che ne spiegherebbe con chiarezza la visione e la profezia. Le apparizioni di Fatima furono sei e si susseguirono mensilmente fra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917, sempre in presenza di Lucia e dei suoi cuginetti Francisco e Jacinta, proclamati beati nel 2000 (anche per suor Lucia è in corso il processo di beatificazione). Come riporta Famigliacristiana.it, il 13 luglio ci fu la rivelazione di un Segreto diviso in tre parti: le prime due vennero rese note nel 1942, mentre l’ ultima è stata comunicata soltanto nel 2000, per decisione di papa Wojtyla, con un commento dell’ allora cardinale Joseph Ratzinger, che all’ epoca ricopriva l’ incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. La prima e la seconda parte del Segreto contengono la spaventosa visione dell’ inferno, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la Seconda guerra mondiale e i problemi causati al mondo dalla Russia e dall’ ateismo comunista. La terza propone l’ immagine delle sofferenze della Chiesa e del Papa, nel quale si riconobbe Giovanni Paolo II. Ma diversi accenni, fatti in passato da personalità ecclesiastiche che avevano letto integralmente il terzo Segreto, non coincidono con il testo reso pubblico, avallando l’ idea che motivi prudenziali abbiano fatto mantenere riservata una parte dello scritto di suor Lucia. Fu sostanzialmente il timore che Lucia potesse morire senza aver comunicato a nessuno la terza parte del Segreto a spingere il vescovo di Leiria, monsignor José Alves Correia da Silva, durante la visita che le fece il 15 settembre 1943 e la lettera che le inviò il 15 ottobre successivo, a chiederle per obbedienza di mettere tutto per iscritto. In effetti in quei mesi la veggente (ultima sopravvissuta dei tre pastorelli, ndr), aveva seri problemi di salute e dovette anche subire un’ operazione chirurgica alla gamba, a causa di un’ infezione che la debilitò molto. Quando le forze glielo permisero, provò a eseguire l’ ordine per ben cinque volte, fra novembre e dicembre, senza risultati: «Non so che cos’ è, ma, nel momento in cui tento di accostare la penna alla carta, la mano si mette a tremare e non sono capace di scrivere neanche una parola: mi sembra che non sia nervosismo naturale, perché, nel momento in cui mi metto a scrivere una cosa differente, la mia mano è ferma. Mi sembra che non sia nemmeno timore morale, perché la mia coscienza agisce secondo la fede, e credo che sia Dio che mi dice di farlo tramite sua eccellenza. Allora non so che fare». Il 3 gennaio 1944 avvenne la risolutiva svolta, chiarita soltanto di recente con la scoperta degli scritti inediti di suor Lucia: «Mi inginocchiai vicino al letto che, a volte, mi serve da tavolo per scrivere, e provai di nuovo, senza riuscire a fare niente; quello che più mi impressionava era che riuscivo a scrivere senza difficoltà qualsiasi altra cosa. Chiesi allora alla Madonna che mi facesse sapere qual era la volontà di Dio. E mi diressi alla cappella. Sentii allora che una mano amica, affettuosa e materna mi toccava la spalla, sollevai lo sguardo e vidi la cara Madre celeste». L’ indicazione della Vergine fu precisa: «Non temere, poiché Dio ha voluto provare la tua obbedienza, fede e umiltà; stai serena e scrivi quello che ti ordinano, tuttavia non quello che ti è dato intendere del suo significato. Dopo averlo scritto, mettilo in una busta, chiudila e sigillala e fuori scrivi “che può essere aperta nel 1960 dal cardinale patriarca di Lisbona o dal vescovo di Leiria”». In quel momento Lucia ebbe una nuova visione interiore: «Sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii: - la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l’ asse terrestre; - e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti; - il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso; - l’ odio, l’ ambizione provocano la guerra distruttrice!; - quindi nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva: “Nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’ eternità, il Cielo!”. Questa parola “Cielo” riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo: “Il Cielo! Il Cielo!”. Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale, mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo». Indubbiamente le frasi che si leggono nel diario di Lucia del 3 gennaio risultano molto forti e drammatiche, con le immagini delle acque che debordano e uccidono. Però, mentre qui si trattava di fogli personali, già in una lettera di ben sei anni prima la veggente aveva descritto immagini ancor più intense e sconvolgenti. Infatti, sul finire del 1937, il vescovo Correia da Silva inviò a Lucia, per verificare che il contenuto fosse esatto, la bozza della biografia su Jacinta scritta da José Galamba de Oliveira, pubblicata in prima edizione nel maggio del 1938. Nella lettera di risposta, la veggente non suggerì particolari modifiche, ma piuttosto approfittò della circostanza per lasciarsi andare a un’ intima confessione con il vescovo di Leiria, parlando di particolari che si intuiscono correlati al Segreto, soprattutto in relazione all’ immagine della «luce immensa che è Dio» presente anche nella “terza parte” rivelata. Innanzitutto un auspicio: «Se solo il mondo riconoscesse il momento di grazia che ancora gli è concesso e facesse penitenza»; quindi la confidenza: «Vedo, nella luce immensa che è Dio, la terra scuotersi e tremare dinanzi al soffio della Sua voce: città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti; montagne di gente indifesa; vedo le cataratte fra tuoni e lampi, i fiumi e i mari che trabordano e inondano e le anime che dormono il sonno della morte!...» (e la frase si conclude con dei puntini sospensivi, simili a quell’ «ecc.» che si legge al termine della “seconda parte” del Segreto, dopo l’ annotazione sul Portogallo e la fede). "Quando il mondo chiederà pace e sicurezza e rimpianti per tutto il male che ha fatto, l’improvvisa distruzione della nuova armagedon è arrivata e soffriranno". Queste sono state le profezie della vergine di Fatima quando sono comparsi tre bambini nel 1917 e ha detto che in queste date del 2005 sarebbe finita. Lucia aveva solo 10 anni quando avvennero le apparizioni, iniziate il 13 maggio 1917. Lucia e i suoi due cugini videro la Vergine Maria su un albero per un periodo di sei mesi. La religiosa carmelita Lucia del Cuore Immacolato, ultima sopravvissuta dei tre bambini che hanno garantito di vedere la Vergine Maria nella località portoghese di Fatima, deceduta all’età di 97 anni febbraio 14, 2005. Morì nel convento di Coimbra dove viveva dal 1948. Questo messaggio è stato letto da Papa Giovanni Paolo II che ha deciso di non rivelare questo segreto perché ha considerato che facendolo avrebbe portato al mondo panico e disperazione. Ora viene rivelato un’altra parte di questo messaggio. NON PER CAUSARE IL PANICO, MA PERCHÉ SI CONSIDERA CHE LE PERSONE SONO GIÀ PREPARATE A CONOSCERLO E POSSONO PRENDERE COSCIENZA DI QUELLO CHE SI AVVICINA NELLE PROSSIME DATE. La sorella Lucia ha diffuso il messaggio prima di tutto a Papa Giovanni Paolo II, che al termine di leggerlo stava tremando e ha deciso di non renderlo pubblico per paura della reazione. La vergine ha detto testualmente a Lucia: "Non aver paura, piccola mia. Sono la Madre del Cielo, che ti parla e ti chiede di rendere pubblico questo messaggio al mondo intero. Facendo questo troverai forti resistenze. Ascoltate bene e fate attenzione a quello che dico: gli uomini devono essere corretti. Con umili suppliche, dovete chiedere perdono per i peccati commessi e che potete commettere. Vuoi che ti dia un segnale affinché ognuno accetti le mie parole che, dal tuo intermediario, dico al genere umano. Hai visto il prodigio del sole e tutti, credenti, miscredenti, contadini, cittadini, saggi, giornalisti, laici, preti, lo hanno visto tutti. Una grande punizione cadrà sul genere umano intero, non oggi né domani, ma nella seconda metà del XX secolo. L ‘ avevo già rivelato ai bambini Melania e Maximino, in ′′ la Salette “, e oggi lo ripeto a te perché il genere umano ha peccato e ha calpestato il dono che gli concede. Da nessuna parte del mondo esiste l’ordine e Satana regna sulle più alte postazioni determinando il piano delle cose. ′′ poiché gli uomini sono guidati dal demonio, seminando odio e vendetta ovunque Gli uomini fabbricano armi mortali che possono distruggere il mondo in pochi minuti. Metà dell’umanità può essere spaventosamente distrutta Ci saranno conflitti tra ordini religiosi Dio consentirà a tutti i fenomeni naturali come fumo, grandine, freddo, acqua, fuoco, riempimenti, terremoti, tempo inclemente, disastri terribili e inverni estremamente freddi come quelli di questi tempi di finire con la terra poco a poco, Ci saranno malattie senza cura, la gente prende in giro i santi e la chiesa. Ci saranno omicidi fuori controllo, la gente si ucciderà a vicenda, molte persone soffriranno. Alcuni fenomeni naturali avverranno prima del 2005 e continueranno da lì in poi con maggiore intensità e distruzione, il clima cambierà improvvisamente, clima estremo. Non sopravviveranno, mancanza di carità verso il prossimo e non amatevi l’un l’altro come mio figlio li ha amati. Molti vorranno essere tra i morti, poiché milioni di persone perderanno la vita in pochi secondi e soffriranno troppo, arriveranno nuove forme di vita e contribuiranno alla distruzione per ottenere più potere per loro e procreare la loro nuova razza. Le punizioni davanti a noi sulla Terra sono inimmaginabili, ma arriveranno senza dubbio. Dio aiuta il mondo, ma chi non di testimonianza di fedeltà e fedeltà verso El sarà distrutto in modo irrimediabile, poiché molti gli hanno già voltato le spalle e lui non può fare nulla di fronte a questo ′′ Padre Agostino, che risiede a Fatima, ha ricevuto il permesso da Papa Paolo VI, di visitare la sorella Lucia. Il padre Agostino esprime che lei lo ha ricevuto molto congoiato, con le lacrime agli occhi gli ha detto: ′′Padre, la Madonna è molto triste perché nessuno si è interessato alla sua profezia del 1917, alla gente non interessa questa profezia. Così, mentre i buoni devono percorrere una strada stretta; i cattivi stanno percorrendo un sentiero ampio che li porta direttamente alla distruzione e credi, padre, che la punizione arriverà molto presto a partire dal 2006 e arriverà senza potersi fermare. Molte anime possono perdersi e molte nazioni e stati scompariranno dalla Terra; il mondo può essere perso per sempre. È giunto il momento per tutti di trasmettere il messaggio di Nostra Signora ai suoi familiari, ai suoi amici e al mondo intero. Siamo vicini all’ultimo minuto, all’ultimo giorno e la catastrofe sta arrivando. (ATTENZIONE) CHE CI ASPETTI? Ovunque si parla di pace e sicurezza, ma la punizione arriverà senza nulla che possa fermarlo. UNA GUERRA SENZA precedenti PROVOCERÀ UNA DISTRUZIONE NUCLEARE. Questa guerra può distruggere tutto, sarà un disastro. L ‘ oscurità cadrà poi su di noi per 72 ore (3 giorni) e la terza parte che sopravviverà a queste 72 ore di buio e sacrificio; inizierà a vivere in una nuova era. In una notte molto fredda, 10 minuti prima di mezzanotte UN GRANDE TERREMOTO stravolgerà la terra per 8 ore I buoni, quelli che diffondono la profezia della Vergine di Fatima, NON DEVONO TEMERE, ma gli altri subiranno le conseguenze di ignorare questo avviso, il terremoto causerà la distruzione di gran parte della terra, alcune parti si separeranno e causerà grande disastro!. COSA FARE? .. Mamma Lucia dice che la Vergine chiede: ′′Non uscite di casa e non fate entrare nessuno estraneo, arriveranno persone nuove e sconosciute che sembrano buone e diranno di unirsi a loro, alla loro nuova razza e forma di vita, non fate caso!.. Queste nuove ‘ ‘ persone ‘ ‘ approfitteranno della catastrofe che avverrà nel mondo (terra)…. La madre Lucia procede secondo quanto le è stato rivelato: Affinché voi vi prepariate e possiate rimanere vivi, come i miei figli che lo siete; vi darò i seguenti segnali :. La notte sarà molto fredda Soffiaranno venti forti .. Ci sarà angoscia e presto inizierà un terremoto che farà tremare fortemente la Terra. .. A casa chiudi porte e finestre e non parlare con nessuno che non sia dentro di lei. .. Non guardare fuori, non essere curioso, perché questa sarà l’ira del Signore. Accendete candele benedette, perché per tre giorni nessun’altra luce potrà illuminare. .. Il movimento sarà così violento che sposterà la terra di 23 gradi e poi ritornerà alla sua posizione normale. .. Poi arriverà una totale e totale oscurità che coprirà tutta la Terra. Ogni spirito maligno sarà sciolto facendo molto male alle anime che non hanno voluto ascoltare questo messaggio e a coloro che non vogliono pentirsi. Tutto sarà buio e apparirà in cielo una grande croce mistica, per ricordarci il prezzo che tuo Figlio ha pagato per la nostra redenzione.. Mamma Lucia continua a riferire quello che la Vergine le ha affidato :. Implorate il prossimo: ′′O Dio perdona i nostri peccati, salvaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia “.. Coloro che credono nel messaggio che Dio invia e portano il messaggio agli altri, non devono temere nulla nel Grande Giorno del Signore. .. Coloro che tacciono ora saranno responsabili di questo gran numero di anime perse per ignoranza. .. Quando la Terra non trema più, coloro che ancora non credono nel nostro Signore moriranno terribilmente. Il vento porterà gas e innaffiarà ovunque. Così sorgerà il sole. Molti possono vivere dopo questa catastrofe .. Una volta iniziato, non devono guardare fuori per nessun motivo, perché Dio non vuole che nessuno dei suoi figli veda quando punire questi peccatori, non vuole che vedano come soffrono e non vuole che vedano il dolore che provoca loro queste persone cattive. ..

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Il tempo passa e l'Eternità si avvicina

La salvezza dell'anima

La Madonna apparve a Fatima per ricordarci soprattutto la necessità della salvezza dell’anima. Perciò Ella raccomandò con insistenza ai tre pastorelli di pregare e fare sacrifici per la conversione dei peccatori: «Molte anime vanno all’Inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro».
Prima di ogni altra cosa, la Madonna ha a cuore le nostre anime da salvare. È vero che Ella si preoccupa maternamente anche dei nostri bisogni temporali; ma la grazia che Ella vuole concederci più di tutte le altre è certamente la grazia della salvezza dell’anima.
Questa è senza alcun dubbio la grazia delle grazie, la grazia che vale l’eternità del Paradiso. L’apostolo san Pietro scriveva ai cristiani: «Conseguite la meta della vostra fede, cioè la salvezza delle vostre anime» (1 Pt 1,9). Ma noi che conto facciamo della salvezza della nostra anima? Ci sta veramente a cuore? Ci preoccupiamo sul serio Come è triste, purtroppo, dover rispondere che spesso noi facciamo come quei figlioli ammalati, i quali anziché pensare a far la debita cura per riacquistare la salute, sono insofferenti della cura e pensano soltanto a divertirsi e a godere.
«Che giova all’uomo... ». Possibile che non comprendiamo come sia di primaria importanza lavorare anzitutto alla salvezza dell’anima? Guadagno, studio, lavoro, divertimenti, commercio, famiglia, carriera, sono cose del tutto secondarie rispetto alla salvezza dell’anima. «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?» (Mt 16,26). E ancora, in parabola: «Le terre di un ricco avevano dato abbondante raccolto.
Ed egli, fra sé, così andava ragionando: come farò che non ho posto dove ammassare i molti raccolti? Ecco, disse, farò così: demolirò i miei granai, ne costruirò dei più grandi, vi ammasserò tutto il mio raccolto e tutti i miei beni; poi dirò all’anima mia: O anima, tu hai una gran riserva di beni per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti! Ma Dio gli disse: Stolto! Questa notte stessa ti verrà richiesta la vita; e quello che hai preparato per chi sarà? Così avverrà pure a chi accumula tesori per sé, ma non si cura di avere ciò che vale per Iddio» (Lc 12,16-21).
Poteva parlare più chiaro Gesù nel suo Vangelo? Perché lo dimentichiamo o non ci badiamo come si dovrebbe?
La cosa più necessaria
Chi si prende cura della salvezza dell’anima somiglia a Maria di Betania che sta ai piedi di Gesù, attenta alle sue parole di vita eterna. Marta, invece, che «si affanna dietro molte cose», è immagine di quelli che si preoccupano delle cose terrene e secondarie, e non hanno mai tempo di badare all’anima. Eppure, la salvezza dell’anima resta sempre «l’unica cosa necessaria» (Lc 10,42).
Quanta stoltezza nella nostra vita se fra i pericoli del mondo trascuriamo quest’unica cosa necessaria! C’è una lettera scritta da san Gabriele dell’Addolorata a un suo compagno di liceo, in cui tra l’altro è scritto: «Hai ragione di dire che il mondo è pieno di pericoli e d’inciampi, e che è molto difficile salvarsi l’unica anima nostra; per questo, però, non devi perderti di coraggio...
Ami la salvezza? Fuggi i compagni cattivi, i teatri dove spesso si entra in grazia di Dio, e se n’esce dopo averla perduta o messa in gran pericolo.
Ami la salvezza? Fuggi le conversazioni troppo libere, i libri cattivi che possono fare un male indicibile a tutti... ». Diamo ascolto ai santi! Adoperiamo i mezzi di salvaguardia per non rovinarci l’anima. Non c’è niente che possa valere la salvezza della nostra anima. «Che cosa potrà dare l’uomo in cambio della sua anima? (Mt 16,26). «Coloro che presumono di non aver bisogno di salvezza, - dice il Catechismo della Chiesa Cattolica - sono ciechi sul proprio conto» (n. 588).
La scala bianca
Un giorno, mentre il beato Pio da Pietrelcina passava lentamente tra una folla di uomini, un giovane gli gridò da lontano: «Padre, mi dica una parola decisiva, che cosa debbo fare?». Padre Pio lo guardò di uno sguardo profondo e gli rispose subito: «Salvarti l’anima!». Ecco l’essenziale. Tutto il resto passa. La salvezza dell’anima dura in eterno. E la Madonna vuole assicurarci la salvezza con la nostra collaborazione nell’uso dei mezzi di salvezza: la preghiera, i sacramenti, la penitenza, le opere buone, e particolarmente la devozione mariana.
Anche san Francesco d’Assisi nella celebre visione di frate Leone sulla scala bianca e la scala rossa, ci assicura che la devozione alla Madonna è garanzia di salvezza. Difatti, tutti coloro che salivano sulla scala bianca in cima alla quale c’era la Beata Vergine, arrivavano in Paradiso; quelli della scala rossa, invece, quanti sforzi a vuoto!
Tratto da Padre stefano Manelli