Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

Fatima e il Regno di Maria

di Guido Vignelli

A Fatima la Madonna promise il trionfo del suo Cuore Immacolato. Cosa implica questo trionfo? Camminiamo verso il Regno di Maria? Questo Regno sarà solo religioso, o avrà anche risvolti politici? Ci sono altre profezie?

«Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà!». Com’è noto, il 13 maggio 1917, proprio un secolo fa, al culmine del suo messaggio di Fatima, la Madonna affidò ai tre veggenti questa sorprendente profezia. Sorprendente, perché la Ss.ma Vergine lo annunciò dopo aver tracciato un drammatico panorama, dopo aver ammonito su peccati, tradimenti e apostasie, dopo aver minacciato punizioni che avrebbero colpito individui, nazioni e perfino la Chiesa (1).

Questa solenne profezia ci fa tuttora tremare di timore, perché parla di colpe, castighi e penitenze, ma ci fa anche esultare nella speranza, perché parla di riscossa e di trionfo, promette l’avvento del Regno di Maria.

Per capire il significato e la portata di tale previsione, bisogna rispondere ad alcune inevitabili e problematiche domande.

Un trionfo condizionato o incondizionato?

La prima domanda da porci è la seguente: quella della Madonna sul trionfo del suo Cuore Immacolato, è una profezia condizionata, ossia che si compirà solo se le richieste mariane saranno esaudite, o è una profezia incondizionata, cioè destinata a realizzarsi anche se quelle richieste saranno eluse?

Un serio esame della questione ci spinge a rispondere affermando la seconda ipotesi: quella del trionfo mariano sembra essere una profezia incondizionata che si compirà comunque, anche se le richieste avanzate a Fatima non sono state esaudite, come purtroppo appare evidente.

In effetti, la Madonna annunciò il suo trionfo dopo e nonostante Ella stessa avesse previsto che le sue richieste sarebbero state esaudite insufficientemente e troppo tardi. Questa è la tesi di molti mariologi studiosi di Fatima, i quali si basano soprattutto sul messaggio stesso della Madonna, ma anche sui chiarimenti espressi da suor Lucia a commento delle rivelazioni ricevute.

Scrive ad esempio padre Stefano Manelli: «Da tutto l’insieme del messaggio di Fatima, appare chiaro che, per il ‘castigo’, la Madonna afferma che noi possiamo evitarlo, se non offendiamo più il Signore con tanti peccati, adoperando i mezzi da Lei proposti e raccomandati. (…) Per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, invece, la Madonna non pone condizioni di sorta perché esso avvenga, ma fa capire con chiarezza che, in ogni caso – con la corrispondenza o con la incorrispondenza degli uomini alle sue richieste – il trionfo del suo Cuore Immacolato ci sarà, a conforto e gioia di tutti gli uomini. (…) La Ss.ma vergine pone condizioni soltanto per evitare il castigo, non tuttavia per fare trionfare il suo Cuore Immacolato. Dopo l’annuncio di una serie di calamità, che avverrebbero all’umanità nel caso che questa non si convertisse, la Madonna conclude categoricamente: ‘Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà’. Questo è l’annuncio della Sua vittoria sull’impero del male, ossia il Regno di Maria, previsto da san Luigi Grignion di Montfort e da molti altri santi. Perciò, in questo inizio di millennio, che sprofonda nei peccati più abominevoli, la promessa celestiale della Madonna ci deve incoraggiare e dare speranza. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, in ogni caso, ci sarà e donerà al mondo intero un periodo di pace per la rifioritura della vita cristiana a beneficio di tutta l’umanità» (2).

Infatti, pur essendo così drammatico, il messaggio mariano del 13 luglio 1917 si conclude con questo fausto e categorico preannuncio: «Infine, il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un tempo di pace». In un’apparizione a suor Lucia (Pontevedra, maggio 1936), Gesù stesso, dopo aver ammonito che la consacrazione della Russia verrà fatta “troppo tardi”, tuttavia profetizzò: «Eppure, il Cuore Immacolato di Maria salverà la Russia, perché gli è stata affidata» (3).

Anche il cosiddetto terzo segreto di Fatima, pur descrivendo una drammatica scena di rovina della Cristianità e di cruenta persecuzione della Chiesa, si conclude con un preannuncio di conversione e di riscatto, descrivendo «le anime che si avvicinano a Dio» per merito del sangue versato dai martiri. Dunque, si prevede chiaramente una conclusione immancabilmente vittoriosa.

In una lettera del 1940 al p. Gonçalves, volendo spiegare come mai Dio tollera che le richieste mariane siano eluse per tanti anni, suor Lucia avanzò questa ipotesi: «Il nostro buon Dio (…) si serve di questo tempo per punire il mondo di tanti delitti con la sua giustizia, e per prepararlo a un ritorno più completo a Lui» (4).

Sappiamo che la Madonna apparve a Fatima appena otto giorni dopo che papa Benedetto XV, preoccupato per il perdurare della prima guerra mondiale, aveva stabilito di aggiungere alle Litanie Lauretane l’invocazione “Regina della pace, prega per noi”. Il papa si riferiva a una pace intesa solo come fine della guerra; la Madonna invece andò ben oltre e promise anche una pace gloriosa che sarebbe stata frutto della conversione dell’umanità e del trionfo della Chiesa sui suoi nemici plurisecolari.

Un trionfo escatologico o storico?

La seconda domanda da porci è la seguente: annunciando il trionfo del suo Cuore Immacolato, la Madonna allude a un evento “escatologico”, ossia riguardante la fine dei tempi, o allude a un evento storico, ossia riguardante solo la fine di un tempo, per quanto lungo e importante? La parola “infine”, posta all’inizio della profezia sul trionfo, allude alla fine assoluta, ossia alla conclusione della storia, o allude solo a una fine relativa, ossia alla conclusione di un’epoca storica?

Un serio esame della questione ci spinge a rispondere affermando la seconda ipotesi: il trionfo del Cuore Immacolato di Maria segnerà non la fine dei tempi o della storia, ma la fine dell’epoca rivoluzionaria che stiamo vivendo.

Questo trionfo mariano non allude agli eventi escatologici, ossia alla fine della storia e del mondo determinata dal ritorno visibile di Gesù Cristo come Giudice universale; non allude nemmeno a un millenario Regno di Cristo come culmine della storia sacra, come talvolta si è detto per screditarlo. Questo trionfo allude a un Regno di Maria come epoca che costituirà una rivincita soprannaturale sulla Rivoluzione anticristiana che avrà tentato d’instaurare il dominio del demonio sulla terra.

Il 13 luglio 1917, la Madonna assicurò che «sarà concesso al mondo un tempo di pace». Evidentemente, Ella non allude alla pace definitiva riservata alla Chiesa trionfante alla fine dei tempi e nell’altro mondo, ma a una pace temporanea concessa alla Chiesa militante in un’epoca storica e in questo mondo: ossia l’epoca del Regno di Maria. Si tratta quindi di un Regno che non sarà escatologico ma storico, non sarà celeste ma terreno, dunque temporaneo, parziale e imperfetto, come tutte le vicende della Chiesa sulla Terra; non sarà l’inaugurazione della Chiesa trionfante in Cielo, ma solo un episodio della Chiesa militante nella storia.

Dopo aver ammonito che la profezia di Fatima non si è conclusa, Benedetto XVI nel 2010 espresse un augurio: «Possano questi sette anni, che ci separano dal centenario delle apparizioni, affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Ss.ma Trinità» (5). In quello stesso 2010, mons. Serafim de Sousa, vescovo di Leiria, in una sua intervista smentì che il messaggio di Fatima chiuda la storia del mondo e aggiunse: «Io direi piuttosto che si apre una finestra di speranza su questo secolo, la speranza della conversione personale di ognuno di noi e dell’umanità intera, perché essa possa finalmente trovare la pace» (6).

Profezie sul trionfo del Cuore Immacolato

Del resto, il trionfo storico della Chiesa fu preannunciato nei secoli da molte autentiche e significative profezie concesse all’età moderna.

Fin dal 1454, nel monastero domenicano di Alba dedicato a S. Maria Maddalena, le apparizioni della Madonna a Fatima e la sua vittoria sui nemici della Chiesa furono profetizzate dalla veggente suor Filippina de’ Storgi, figlia di Filippo II di Savoia-Acaia. Esattamente due secoli dopo, per commemorare questa profezia, le suore del suo monastero la riportarono in una pergamena: «Satanasso farà una guerra terribile ma perderà, perché la Vergine Santissima, madre di Dio e del Rosario di Fatima, più forte di ogni esercito schierato in battaglia, lo vincerà per sempre» (7).

Nel 1634, nel monastero della Immacolata Concezione a Quito (Ecuador), la Madonna apparve alla superiora, la beata Mariana Torres Berriochoa, svelandole quanto sarebbe avvenuto alla sua patria e al mondo. Il 2 febbraio 1634, dopo aver previsto per il XX secolo l’apostasia dei popoli e la crisi della Chiesa, la Ss.ma Vergine concluse: «Questa sarà la più orribile delle notti perché, secondo le umane apparenze, la malvagità sarà trionfante. Eppure sarà giunta la mia ora, in cui io, in maniera meravigliosa, detronizzerò il superbo e maledetto Satana, ponendolo sotto il mio piede e incatenandolo nell’abisso infernale, liberando infine la Chiesa e la Patria dalla sua crudele tirannia» (8).

Nel 1689 avvenne la profezia più autorevole: quella contenuta nel messaggio del Sacro Cuore di Gesù. Il Redentore preannunciò a santa Margherita Maria Alacoque un nuovo trionfo storico della Chiesa all’insegna del proprio Cuore divino: «Io regnerò, malgrado i miei nemici! Il mio Cuore adorabile vuole trionfare sui grandi della terra, (…) abbattendo tutti i nemici della Santa Chiesa».

Profezie e avvertimenti analoghi si moltiplicarono lungo il XIX secolo. Nel 1846, la Madonna apparve a La Salette e affidò ai due fanciulli veggenti un suo messaggio. Dopo aver previsto decadenza e persecuzione della Chiesa, la Ss.ma Vergine aggiunse: «Tutti crederanno che sia giunta la fine [del mondo]. Ma il trionfo del male non sarà assicurato per sempre. (…) Improvvisamente, tutti i nemici della Chiesa di Cristo scompariranno e la Terra diventerà un deserto. Poi inizierà lentamente una nuova epoca, in cui gli uomini della Terra si porranno al vero servizio di Cristo. La pace, l’armonia tra gli uomini e Dio e l’amore per il prossimo prevarranno su tutto. (…) Il Vangelo sarà predicato ovunque: tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità divina e gli uomini vivranno dei frutti di Dio» (9).

Nel 1820, la beata Elisabetta Canori Mora ebbe la visione della vittoria della Chiesa sulle sette massoniche che l’avevano infiltrata e inquinata: «Si vide apparire un bello splendore, che annunciava la riconciliazione di Dio con gli uomini. (…) Il santo [Pietro apostolo] scelse il nuovo Pontefice, fu riordinata tutta la Chiesa secondo i veri dettàmi del santo Evangelo (…) In questa maniera si formò in un momento il trionfo, la gloria, l’onore della Chiesa Cattolica: da tutti era acclamata, da tutti stimata, da tutti venerata, tutti si diedero alla sequela di essa, riconoscendo tutti il vicario di Cristo, il sommo Pontefice» (10).

Quasi contemporaneamente, nel 1822, la beata Anna Katharina Emmerich ebbe la visione della Madonna che, «ritta in piedi su un monte e indossando un’armatura», guiderà una battaglia per difendere la Chiesa dagli assalti dei suoi nemici; «alla fine, solo pochi combattenti per la santa causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era per loro» (11).

Infine, bisogna ricordare un famoso sogno profetico di san Giovanni Bosco, quello “delle due colonne” (1862), che descrisse la nave della Chiesa tornare trionfalmente in porto dopo una terribile battaglia marittima vinta da un nuovo pontefice (12).

Insomma, la sapienza e la prudenza ci suggeriscono che non ci troviamo alla fine dei tempi, ma solo alla fine di un tempo o di un’epoca: quella della Rivoluzione gnostica e anticristiana iniziata con l’umanesimo neopagano del XV secolo; non siamo giunti alla fine del mondo, ma solo alla fine di un mondo. Si può quindi prevedere che all’epoca attuale ne succederà una nuova: quella del reiterato trionfo della Chiesa; alla società attuale ne succederà una nuova: quella della risorta Cristianità che realizzerà il Regno sociale di Cristo.

A questa conclusione si potrebbe obiettare: “Ma allora, se la nostra epoca non è quella della fine del mondo, come mai le assomiglia tanto?” La risposta è semplice: le assomiglia perché ne costituisce una prefigurazione storica. L’attuale crisi della Chiesa prefigura la finale apostasia generale; l’attuale persecuzione anticristiana prefigura quella che colpirà i fedeli degli ultimi tempi; gli attuali anticristi prefigurano l’Anticristo come suoi anticipatori; i castighi minacciati a Fatima prefigurano quelli che provocheranno la fine del mondo. Ma proprio questa somiglianza tra il nostro tempo e quello apocalittico ci conferma l’imminenza di un’epoca storica che vedrà un trionfo della Chiesa tale, da prefigurare (sia pure debolissimamente) il finale e definitivo trionfo della “Gerusalemme celeste” nella beata eternità.

Un trionfo solo religioso o anche politico?

La terza domanda da porci è la seguente: il Regno di Maria profetizzato a Fatima consisterà in un evento solamente religioso o comporterà anche una dimensione politica?

Una integra concezione del Cristianesimo ci spinge a rispondere affermando la seconda ipotesi: il Regno di Maria non sarà un evento solamente religioso, consistente nella riforma e riscossa spirituale della Chiesa, ma comporterà anche una dimensione politica, consistente nella ricristianizzazione della società e nella restaurazione della Cristianità.

Ciò è confermato dal fatto che la Madonna ha chiesto non una generica consacrazione dell’umanità, ma la specifica consacrazione di una nazione: quella russa. Il fatto che questa consacrazione sia stata e sia tuttora malvista dalle autorità politiche e religiose russe, ponendo quindi un ostacolo al compimento delle promesse di Fatima, conferma quanto sia importante riaffermare la Regalità mariana su una nazione e il diritto della Chiesa a consacragliela.

Inoltre, in una lettera scritta al patriarca di Lisbona (10 gennaio 1940), suor Lucia lo avvertì che Gesù chiedeva, in subordine, di consacrare almeno il Portogallo al Cuore Immacolato di Maria, e che l’episcopato vi coinvolgesse il governo lusitano, ad esempio vietando le feste pagane di carnevale tornate in auge nella popolazione (13). Due anni dopo, Gesù disse che, se altre nazioni europee si fossero consacrate alla Madonna seguendo l’esempio del Portogallo, sarebbero state come questo risparmiate dalla guerra mondiale che imperversava per punire la loro apostasia (14). Ciò presuppone una soprannaturale Regalità della Madonna, partecipata da quella di Gesù stesso, sulle società politicamente organizzate.

Non si tratta certo di una novità. Basti ricordare il noto precedente del messaggio del Sacro Cuore, trasmesso da Gesù a santa Margherita Maria Alacocque nel XVII secolo. Annunciando le richieste del Redentore, la veggente francese ne sottolineò le conseguenze politiche: «Si vedranno i regnanti umiliarsi davanti al Cuore adorabile del Salvatore e, dai tesori di grazie che vi sono racchiusi, ricavare il modello della loro condotta e il più efficace sostegno del loro potere» (15). Non a caso, in una sua apparizione a suor Lucia (Tuy, 28 agosto 1931), Gesù stesso ha collegato il passato mancato trionfo del suo Sacro Cuore con il futuro trionfo del Cuore Immacolato di Maria (16).

A questo possiamo aggiungere che, profetizzando la vittoria della Fede sulla Rivoluzione, nel 1851 la Madonna precisò ai veggenti di La Salette che «i nuovi governanti diventeranno il braccio destro della Santa Chiesa» (17).

Secondo il Catechismo del Concilio Tridentino, quando recitiamo il Pater noster, chiedendo che “venga il tuo Regno”, «noi chiediamo pure che, scacciati dal suo Regno gli eretici e gli scismatici, banditi gli scandali e le cause dei peccati, il nostro Padre celeste purifichi il campo della sua Chiesa, affinché questa goda di una dolce e tranquilla pace, tributandogli un pio e santo culto. (…) Noi chiediamo dunque ardentemente allo Spirito divino (…) che abbatta il regno di Satana; (…) chiediamo che Cristo vinca e trionfi, che la sua Legge sia in vigore nel mondo intero e che i suoi decreti siano eseguiti» (18).

Del resto, la glorificazione sociale di Gesù Cristo e della Madonna può realizzarsi solo durante la storia e sulla Terra, per cui non può essere rinviata alla fine dei tempi e tantomeno esiliata nell’altro mondo. Pertanto, non solo le “culture” e le “civiltà”, ma anche le comunità, le società, i popoli, le strutture e le istituzioni politiche (sia nazionali che internazionali) hanno il dovere di sacralizzarsi convertendosi a Cristo, sottomettendosi alla Chiesa e contribuendo alla edificazione della Cristianità.

Una evoluzione nella continuità o una rottura nella discontinuità?

La quarta domanda da porci è la seguente: il trionfo del Cuore Immacolato, come accadrà? Si realizzerà mediante una graduale e pacifica evoluzione in continuità con la “modernità”, producendo quella nuova sintesi tra Tradizione e Rivoluzione – una sorta di storico “matrimonio tra il Cielo e l’Inferno” – auspicata dai fautori del “dialogo” e della “riconciliazione”? (19) Oppure si realizzerà mediante una brusca e cruenta rottura storica in discontinuità con la “modernità”, suscitando quello scontro tra forze rivoluzionarie e forze contro-rivoluzionarie auspicato dai fautori della riscossa cristiana?

La prima prospettiva, quella pacifista della evoluzione nella continuità, appare non tanto vile quanto illusoria: «la vittoria del Figlio della Donna non avverrà senza una dura lotta che deve attraversare l’intera storia umana» (20). La Sacra Scrittura ci ammonisce che Dio non concede perdono delle colpe né remissione delle pene senza sofferenze morali e fisiche, anzi senza “spargimento di sangue”: ciò vale anche per espiare i “peccati sociali”, come il “peccato di Rivoluzione” commesso da autorità statali ed assemblee nazionali.

Dobbiamo allora domandarci: quanta sofferenza e quanto sangue purificatore dovranno ancora scorrere, perché l’umanità possa espiare l’empietà di una Rivoluzione plurisecolare che ha portato la ribellione a Dio a una gravità mai vista prima? Se l’empietà della lunga “epoca liberale” (1789-1814) è stata punita con un secolo di devastazioni e poi con due guerre mondiali, come verranno punite le offese a Dio e la rovina delle anime commesse durante decenni di comunismo, di laicismo, di pansessualismo e ormai anche di crisi della Chiesa? La drammatica profezia di sanguinosa persecuzione, contenuta nel “terzo segreto” di Fatima, ci ha avvisato della punizione che sta ormai inevitabilmente arrivando.

Eppure, proprio la drammatica situazione che subiamo ci fa sperare che sia vicina l’ora del pentimento e della conversione. «Il mondo geme nelle tenebre e nel dolore, proprio come il figliol prodigo quando giunse agli estremi della vergogna e della miseria, lontano dal focolare materno. Ma, nel momento in cui l’iniquità sembra trionfare, c’è qualcosa di vano nella sua apparente vittoria. L’esperienza ci mostra che da un simile malcontento nascono le grandi sorprese della storia. Man mano che le deformazioni si acuiranno, si acuità il malessere. Chi potrà dire quali magnifici sussulti ne potranno scaturire? Nell’estremo peccato sta molte volte l’ora della misericordia divina verso il peccatore» (21).

Comunque sia, risulta credibile solo la seconda prospettiva enunciata: quella della discontinuità, della rottura e dello scontro. Si tratta di una prospettiva non tanto eroica quanto realistica, perché conforme al modo di agire tipico della divina Provvidenza nei momenti critici e decisivi.

Infatti, se è vero che natura non facit saltus, il soprannaturale invece suole provocare quei “salti” che sono le grandi conversioni (individuali e sociali) capaci di cambiare il corso della storia e di risolvere le crisi epocali. Dobbiamo quindi attenderci un nuovo “salto” storico, una rottura traumatica, uno scontro cruento che finalmente interromperà quel graduale e indolore processo di avvelenamento che sta estinguendo la vita religiosa, morale e civile dei popoli cristiani e sta mettendo in pericolo la sopravvivenza della Chiesa visibile.

Dobbiamo quindi aspettarci una catastrofe: ma non una catastrofe fallimentare che chiuderà la storia, bensì una catastrofe risanatrice che aprirà una nuova epoca storica, come è già avvenuto più volte nella storia della Chiesa. Il messaggio di Fatima, così in bilico tra minaccia e promessa, tra tragedia e speranza, non mira forse anche a preparare spiritualmente i fedeli ad affrontare questa prospettiva?

Dobbiamo insomma attenderci una sorta di miracolo, un prodigioso intervento divino nella storia che – in modo imprevisto, improvviso e decisivo – all’ultimo momento risolverà una situazione apparentemente disperata, rovesciando la sconfitta in trionfo.

Probabilmente, questo intervento risolutivo sarà preparato da un drammatico evento chiarificatore che produrrà due risultati decisivi. Dapprima ci sarà una folgore che illuminerà l’oscuro panorama, in modo da dissipare quegli errori, equivoci e compromessi che illudono, indeboliscono e dividono i cristiani rendendoli incapaci di smascherare i nemici di Dio. Poi ci sarà una spada che imporrà una separazione di campo tra fede ed empietà, in modo da permettere alle forze cattoliche di riunirsi per sconfiggere la schiera diabolica. Questo sarà il vero “scontro tra civiltà” opposte e inconciliabili (22).

E noi, “piccolo gregge” rimasto fedele, che ruolo abbiamo e forse avremo in questo panorama storico?

Non facciamoci quindi illusioni di una vittoria pacifica e a basso prezzo. Per vincere bisogna combattere, per combattere bisogna sperare nella vittoria, per sperare bisogna amare ciò in cui si spera, per amare bisogna credere in ciò che si ama, rifiutando colpevoli illusioni e false consolazioni. La riscossa tanto auspicata presuppone l’impegno fino all’olocausto di cristiani dall’animo retto, forte e generoso, dotati delle qualità donate dallo Spirito Santo ai “puri di cuore”; infatti «solo un cuore puro può dire senza timore alcuno: “venga il tuo Regno!” (…) Solo colui che si conserva integro nelle azioni, nei pensieri e nelle parole, può chiedere a Dio: “venga il tuo Regno!”» (23). Se il “resto d’Israele”, se i cristiani rimasti fedeli pregheranno, combatteranno e si sacrificheranno per l’avvento del Regno di Cristo in Maria, dimostrando di desiderare quel bene futuro che non possono vedere, essi otterranno da Dio la ricompensa di vedere ciò che hanno desiderato.

1. Lucia racconta Fatima. Memorie, lettere e documenti di suor Lucia, Queriniana, Brescia 2005, pp.80-82.

2. S. MANELLI F.I., Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà, su “Il Settimanale di Padre Pio”, Frigento, 24 marzo 2012.

3. Lucia racconta Fatima, p. 147.

4. Cfr. A BORELLI, Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?, Luci sull’Est, Roma 2000, p. 93.

5. BENEDETTO XVI, discorso a Fatima del 13-5-2010.

6. Avvenire, 27-6-2000.

7. Cfr. C. SICCARDI, Fatima e la passione della Chiesa, Sugarco, Milano 2012 pp. 45-58.

8. M. SOUSA PEREIRA O.F.M., The admirable life of mother Mariana, Quito 1790, vol. II, pp. 211.

9. L’apparition de la T. S. Vierge sur le mont de La Salette, Lecce 1879 – Lyon 1904, pp. 13-14.

10. E. CANORI MORA, La mia vita nel cuore della Trinità, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, parte III, cap. 50, § 7.

11. Visione del 22 ottobre 1822.

12. Cfr. E. PILLA, I sogni di don Bosco, Cantagalli, Siena 2004, pp. 193-196.

13. Lucia racconta Fatima, p. 161.

14. Lucia racconta Fatima, p. 158.

15. S. MARGUERITE MARIE ALACOQUE, Vie et oeuvres, Paris-Fribourg 1990, vol. II, p. 327.

16. Fra MICHEL DE LA SAINTE TRINITÉ, op. cit., vol. II, pp. 344-346.

17. L’apparition de la T. S. Vierge sur le mont de La Salette, cit., p. 14.

18. Concilii Tridentini catechismus romanus, §§ 383 e 385.

19. The marriage of Heaven and Hell (1793) è il titolo di una nota poesia esoterica dell’inglese William Blake.

20. GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris Mater, enciclica del 25-3-1987, § 11.

21. P. CORRÊA DE OLIVEIRA, La cornice iniziale del risorgimento contro-rivoluzionario, in A. BORELLI, op. cit., pp. 102-103.

22. Cfr. H. DELASSUS S.J, Il problema dell’ora presente. Antagonismo tra due civiltà, Desclée, Roma 1910, vol. I.

23. S. CIRILLO DI GERUSALEMME, Catechesi mistagogiche, V, 13.

Fonte: https://www.atfp.it/rivista-tfp/2017/249-giugno-2017/1305-fatima-e-il-regno-di-maria-significato-di-una-profezia

Come sarà il Regno di Maria?

Ogni immaginazione sul trionfo del Cuore Immacolato di Maria non è altro che un semplice abbozzo rispetto alle meraviglie che il Signore opererà per glorificare la sua Figlia prediletta, la sua Madre verginale, la sua Sposa immacolata.

Sarebbe fuorviante pensare che gli eletti, partendo per il Cielo, considerino conclusa la loro missione sulla terra. Al contrario, la vera azione di coloro che si salvano inizia una volta varcata la soglia dell’eternità. Questo è ciò che il Dott. Plinio Corrêa de Oliveira denominava la post storia di un’anima, ancora più ricca ed efficace di quella della sua esistenza terrena, anche se quest’ultima può essere stata risonante e piena di splendore.

Alla luce di ciò, dovremmo chiederci: come avviene l’intervento materno della Madonna negli eventi successivi alla sua Assunzione nella dimora celeste?

Per l’Autore, la post storia della Santissima Vergine si divide in tre grandi fasi: il diluculo, l’aurora e lo splendore meridiano. L’era del diluculo è trascorsa dagli albori della Chiesa primitiva fino al culmine del Medioevo. L’aurora ha avuto inizio con lo scoppio della Rivoluzione,1 nefasto processo di deterioramento della Civiltà Cristiana che sfocia nei giorni nostri, segnati dal caos, dall’ateismo e dalla stravaganza. E lo splendore meridiano inizierà con il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, preceduto, come tutto indica, da un castigo di proporzioni apocalittiche.

Occorre qui trattare l’ultima di queste tappe, cioè quella del regno di Gesù Cristo per mezzo di sua Madre.

Glorioso avvenire, superiore a qualsiasi immaginazione

All’Autore risulta impossibile trasmettere ciò che gli attraversa l’anima riguardo al futuro glorioso riservato alla Santa Chiesa durante il Regno della Vergine Celeste. Gli mancano le parole per descriverla rinnovata e ricolma di  grazia per l’azione del Divino Spirito Santo, che agirà in suo favore in Maria, con Maria e per mezzo di Maria.

Un passaggio della profezia di Baruc offre una pallida idea delle intuizioni che riempiono di entusiasmo il suo cuore: “Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione, rivèstiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre. Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul capo il diadema di gloria dell’Eterno, perché Dio mostrerà il tuo splendore ad ogni creatura sotto il cielo. Sarai chiamata da Dio per sempre Pace della giustizia e gloria della pietà!” (5, 1-4).

Tuttavia, il piano dell’Altissimo sorprenderà anche gli spiriti di più ampie vedute, infatti Egli “in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare” (Ef 3, 20). Ogni immaginazione sul trionfo del Cuore di Maria e della conseguente esaltazione della Chiesa non è altro che un semplice abbozzo rispetto alle meraviglie che il Signore degli Eserciti opererà per glorificare la sua Figlia prediletta, la sua Madre verginale, la sua Sposa immacolata.

Desideri che anticipano l’intervento divino

Questa sublime realtà non ne esclude però un’altra ancora più bella, segnalata dal Dott. Plinio: “A mano a mano che i giusti vanno generando l’idea di come sarà il Regno di Maria, questo si avvicina a noi”.2 È proprio del profetismo non solo prevedere e annunciare, ma in qualche modo anticipare e già pregustare i fatti percepiti a distanza.

Elia avvista la nuvoletta – Cattedrale di Autun (Francia)

Ricevuta la notizia che una piccola nuvola, con l’aspetto di una mano, si stava alzando all’orizzonte, Elia vide la pioggia torrenziale che sarebbe caduta su Israele e che avrebbe fatto rinverdire il suolo reso sterile a causa dell’incessante siccità con cui Dio aveva punito per tre anni i peccati del popolo. Immediatamente mandò a dire al re Acab di affrettarsi a tornare al suo palazzo, in modo che la pioggia non lo fermasse durante il cammino (cfr. I Re 18, 41-46).

Ora, al di là del fenomeno fisico, il profeta igneo scorse nella nuvoletta una prefigurazione della Vergine che avrebbe portato sulla terra un altro diluvio, non di acqua ma di grazia: la stessa Fonte divina della grazia, che avrebbe riscattato il genere umano reso sterile dalla disobbedienza dei nostri progenitori. E la Beata Anna Caterina Emmerick3 narra che, scegliendo tre dei suoi discepoli, Elia li inviò come messaggeri ai pagani del nord e del sud, anche nel lontano Egitto, per annunciare loro di prepararsi, perché stava per arrivare una Vergine da cui sarebbe nato il Salvatore degli uomini.

Questo episodio dimostra che, quando certe anime vengono portate dal soffio della grazia a volare nel firmamento della futura esaltazione della Madonna, devono lasciarsi condurre senza paura. Sebbene rimangano sempre al di sotto della realtà, il loro desiderio elevato di vedere vendicato l’onore della Madre di Dio affretta la manifestazione della giustizia e della misericordia divina.

Di conseguenza, l’Autore desidera svolgere alcune considerazioni riguardo al futuro, sulla base dei commenti profetici del suo maestro spirituale, Plinio Corrêa de Oliveira, per incoraggiare così le ispirazioni della grazia che parlano nell’intimo delle anime al fine di attendere con fiducia l’intervento divino negli eventi, determinando la fine del dominio rivoluzionario e l’instaurazione del regno di Gesù per mezzo di Maria.

“Le anime respireranno Maria”

Nell’aspettativa profetica del Dott. Plinio, l’era mariana sarà un’epoca di trasmissione di doni celesti senza precedenti: “Spero che la Madonna ci dia doni inimmaginabili, sovrabbondanti, tanto più belli e tanto più pregevoli di quelli già conosciuti, da non sapere nemmeno cosa dire”.4 Ora, perché si verifichi tale comunicazione di grazie e disegni, l’umanità deve seguire la stessa via percorsa da Maria Santissima: quella della Sacra Schiavitù.

Nel Regno della Vergine, gli uomini parteciperanno in altissimo grado all’amore che unisce il Divino Spirito Santo alla Madonna. Secondo l’espressione di San Luigi Grignion de Montfort, “le anime respireranno Maria”,5 ossia, si sentiranno pervase dal Suo incommensurabile e gratuito amore e, di conseguenza, La ameranno con fiducia, estasi e affetto. Da questo amore ineffabile nascerà un discernimento degli spiriti reciproco, attraverso il quale contempleranno le une nelle altre l’aspetto specifico della Madre di Dio su cui sono chiamate a riflettere.

Tuttavia, questo si realizzerà soltanto attraverso uno strettissimo vincolo di schiavitù spirituale con la Sovrana dell’Universo, tutto fatto di elevazione, venerazione e tenerezza, oltre che di disposizione radicale al servizio, all’obbedienza e all’olocausto. In questo modo tutta la società sarà innalzata ad un nuovo livello di vita soprannaturale, adempiendo in pienezza le parole di San Paolo: “Se uno è in Cristo, è una creatura nuova” (II Cor 5, 17). Nella globalità dell’Opinione Pubblica risplenderà l’immagine e somiglianza di Gesù, attraverso la Mediazione Universale di Maria.

Regno della clemenza, della pietà e della dolcezza

In funzione di questa prospettiva, come definire il Regno di Maria?

Mons. João venera la statua di Maria Ausiliatrice della
Casa di Formazione Thabor nel giugno 2015

Sarà il regno della clemenza, della pietà e della dolcezza della Madonna, l’era storica in cui lo spirito di Lei sarà presente in ogni creatura e il Suo amore coprirà, come una nebbia bianca e discreta, tutta la terra. Così come al giorno d’oggi si respira ovunque l’alito pestilenziale e immondo della Rivoluzione, caratterizzato dalla rivolta, dall’egualitarismo e dalla sensualità sguaiata, durante il Regno di Maria si respirerà il soave profumo della presenza e delle virtù della Regina Celeste, sia nelle anime che negli ambienti, nei costumi e persino nelle civiltà.

Il grande profeta e apostolo di Maria, San Luigi Grignion de Montfort,6 spiega che la Madonna susciterà nelle anime dei paladini del suo regno una santità talmente superiore, perché si tratterà di una partecipazione alle sue stesse virtù, che essi avranno, nell’ordine della grazia, la proporzione che hanno i cedri del Libano rispetto ai cespugli se paragonati ai Santi delle epoche precedenti.

A questi eletti Ella Si mostrerà e Si darà completamente, come non ha mai fatto. Ci sarà un momento in cui ciascuno dei Suoi figli e schiavi La vedrà trasfigurata davanti a sé e sperimenterà i torrenti di amore e di misericordia che emanano dal Suo Cuore. Tutto sarà purificato, perdonato e restaurato. Il Regno di Maria, realizzazione massima del Regno di Cristo, sarà fondato nelle anime.

Sarà svelato il Segreto di Maria

Un tale slancio di vitalità soprannaturale farà della Chiesa e della società un’immagine del Corpo glorioso di Cristo. Sostanzialmente sarà sempre lo stesso e unico Corpo Mistico, ma sarà adornato di qualità  nuove che gli conferiranno una luce intensissima. Da parte loro, gli uomini continueranno ad essere soggetti alle tendenze malvagie instillate dal peccato originale; tuttavia, si spera che, nella maggior parte dei casi, queste rimangano sottomesse alla ragione illuminata dalla fede, come risultato di una straordinaria mozione della grazia concessa dalla misericordia divina.

Per raggiungere questo grado di santificazione e di rinnovamento della sua Sposa Mistica, Nostro Signore realizzerà a favore dell’umanità qualcosa di analogo a quanto è accaduto ai discepoli nei giorni successivi alla Pasqua di Risurrezione: Egli aprirà la loro mente, affinché comprendano le Scritture (cfr. Lc 24, 45). Sarà allora svelato il Segreto di Maria,7 che consiste in una verità conosciuta, ma non interamente compresa e amata. In questo senso, il Dott. Plinio afferma:

“Ho l’impressione, non posso avere la certezza, che il Segreto di Maria sarà una luce nuova su una verità già manifestata, ma la cui interpretazione salterà agli occhi particolarmente in questa epoca della Storia. Una tale verità, contenuta nella Rivelazione ufficiale, riguarderebbe l’essenza stessa di Dio e, a partire da essa, le relazioni di Dio con la Madonna, con la Chiesa e con tutte le anime. Di conseguenza, il rapporto degli uomini con l’universo – in ambito culturale, politico, sociale ed economico – sarà profondamente condizionato da questo nuovo dato, sul quale risplenderà una luce speciale”.8

Quadro del Cuore Immacolato di Maria appartenente al
Dott. Plinio Corrêa de Oliveira

Il Segreto di Maria non si limiterà però alla semplice assimilazione di una verità, sebbene essa sia necessaria visto che non si ama ciò che non si conosce. La chiara nozione rispetto alla Madonna produrrà nei cuori un effetto simile a quello sperimentato dai discepoli di Emmaus quando ascoltarono gli insegnamenti del Divin Maestro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24, 32).

Per un’azione della grazia, questa cognizione sarà accompagnata da un aumento di amore, devozione e pietà verso di Lei, che ridonderà, come indica il Dott. Plinio, in “una certa unione di cogitazioni e di vie con Maria e, attraverso di Lei, con Gesù, che noi ora non comprendiamo ancora come potrà essere. Si tratta di qualcosa di sublime e misterioso”.9

Da queste grazie sorgerà una nuova civiltà

La piena rivelazione di questo Segreto schiuderà le menti e i cuori a due aspetti specifici della Madonna. Da un lato, si verificherà un enorme approfondimento nella comprensione dei Suoi rapporti con le Tre Persone Divine, come menzionato sopra. Alla luce di questa comunione, l’intreccio tra le anime acquisirà un tale tenore che, come spiega il Dott. Plinio, “si stabilirà una sorta di pace e di tranquillità tra gli uomini, dando luogo a una nuova civiltà”.10 E, in special modo, “si inaugurerà un modo di relazionarsi con i Cuori di Gesù e di Maria, segnato da una nota di intimità che prima non esisteva”.11

D’altra parte, in virtù di uno sviluppo teologico favorito da grazie insigni e, forse, da doni mistici, diventerà evidente la Mediazione Universale della Madonna e il suo ruolo nella salvezza degli uomini, mettendo in evidenza la sovraeccellenza della Sua santità. Come corollario, si farà luce sull’enigmatico processo rivoluzionario e sui falsi profeti che lo sostengono, che hanno avvolto nelle tenebre la Chiesa stessa.

Il Dott. Plinio sottolinea inoltre che “questa nuova comprensione aprirà agli uomini una tale vastità di grazie, darà un carattere così filiale e, allo stesso tempo, così umile al vincolo con Lei, che innalzerà il livello di pietà dei fedeli e, a fortiori, del clero ad un’altezza solo vagamente presentita dai secoli precedenti. Così, giunto il momento della rivelazione del Segreto di Maria, le nostre speranze di santità si moltiplicheranno all’infinito!”12

Di conseguenza, il bene sarà esaltato come mai prima, e il male sarà esecrato fino alle estreme conseguenze. A mano a mano che quest’epoca benedetta progredirà e raggiungerà il suo apogeo, saranno gettate le basi affinché l’onore dovuto al Creatore sia reso pienamente, ponendo così un glorioso termine alla Storia. 

Estratto, con adattamenti, da:
Maria Santissima! Il Paradiso di Dio rivelato agli uomini.
San Paolo: Araldi del Vangelo,
2020, vol.III, pp.59-67; 117-129
Note

1 Può suscitare perplessità il fatto di qualificare come aurora un periodo che si distingue per la sistematica demolizione dei valori cristiani e per la decadenza della Chiesa stessa, ferita dai peccati dei suoi figli. Tuttavia, in mezzo alle battaglie della Sposa dell’Agnello contro la Rivoluzione gnostica ed egualitaria, sono emersi uomini e donne la cui virtù racchiudeva una forza e uno splendore caratteristici preannuncianti una fase storica di raffinata santità. San Luigi Maria Grignion de Montfort, ad esempio, è un Santo che travalica di molto la sua epoca, pienamente degno dell’era mariana che egli stesso ha annunciato.
2 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Conferenza. San Paolo, 19 dicembre 1981.
3 Cfr. BEATA ANNA CATERINA EMMERICK. Visiones y revelaciones completas. Madrid: Ciudadela Libros, 2012, vol.II, p.316.
4 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Conversazione. San Paolo, 6 gennaio 1981.
5 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Traité de la vraie dévotion à la Sainte Vierge, n.217.
6 Cfr. Idem, n.47.
7 Nei suoi scritti, San Luigi Grignion si riferisce alla schiavitù d’amore a Maria da lui preconizzata come un segreto rivelato dall’Altissimo di una sicura via verso la santità. Più che in pratiche pie, questo segreto consiste nel fare tutte le cose con Maria, in Maria, per mezzo di Maria e per Maria (cf. SÃO LUÍS MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Le secret de Marie, n.1; 28).
8 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Conferenza. San Paolo, 28 luglio 1980.
9 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Conferenza. San Paolo, 30 agosto 1986.
10 Idem, ibidem.
11 Idem, ibidem.
12 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Conversazione. San Paolo, 28 aprile 1987.

Fonte: https://rivistacattolica.it/come-sara-il-regno-di-maria/

Vedi anche: Cosa significherà il trionfo di Maria Immacolata per tutti noi

Vedi anche: La grande prospettiva di Fatima: verso il Regno di Maria

Pubblicato da gianluca05

Gesù Cristo è la nostra unica salvezza, Cristo è il vero affare della mia vita Ogni persona è come l'erba, e ogni sua gloria come il fiore dell’erba. L’erba si secca, e il fiore cade; ma la Parola del Signore permane in eterno. L’ultima profezia di Fatima: «Non uscite di casa, ci sarà un grande terremoto, città e villaggi rasi al suolo» Svelata una lettera con la drammatica visione di suor Lucia: «Vedo la terra scuotersi e tremare, città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti, montagne di gente indifesa, vedo i fiumi e i mari che trabordano e inondano e le anime che dormono il sonno della morte» Nel libro Fatima. Tutta la verità, scritto da Saverio Gaeta per le Edizioni San Paolo (240 pagine, 15 euro), si trova la più aggiornata e completa inchiesta sulla storia e il messaggio delle apparizioni ai tre pastorelli portoghesi. Pubblichiamo in esclusiva l’ anticipazione che riguarda uno dei temi più significativi e attuali: quello relativo all’ ipotesi di un testo scritto da suor Lucia in allegato al cosiddetto “terzo Segreto”, che ne spiegherebbe con chiarezza la visione e la profezia. Le apparizioni di Fatima furono sei e si susseguirono mensilmente fra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917, sempre in presenza di Lucia e dei suoi cuginetti Francisco e Jacinta, proclamati beati nel 2000 (anche per suor Lucia è in corso il processo di beatificazione). Come riporta Famigliacristiana.it, il 13 luglio ci fu la rivelazione di un Segreto diviso in tre parti: le prime due vennero rese note nel 1942, mentre l’ ultima è stata comunicata soltanto nel 2000, per decisione di papa Wojtyla, con un commento dell’ allora cardinale Joseph Ratzinger, che all’ epoca ricopriva l’ incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. La prima e la seconda parte del Segreto contengono la spaventosa visione dell’ inferno, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la Seconda guerra mondiale e i problemi causati al mondo dalla Russia e dall’ ateismo comunista. La terza propone l’ immagine delle sofferenze della Chiesa e del Papa, nel quale si riconobbe Giovanni Paolo II. Ma diversi accenni, fatti in passato da personalità ecclesiastiche che avevano letto integralmente il terzo Segreto, non coincidono con il testo reso pubblico, avallando l’ idea che motivi prudenziali abbiano fatto mantenere riservata una parte dello scritto di suor Lucia. Fu sostanzialmente il timore che Lucia potesse morire senza aver comunicato a nessuno la terza parte del Segreto a spingere il vescovo di Leiria, monsignor José Alves Correia da Silva, durante la visita che le fece il 15 settembre 1943 e la lettera che le inviò il 15 ottobre successivo, a chiederle per obbedienza di mettere tutto per iscritto. In effetti in quei mesi la veggente (ultima sopravvissuta dei tre pastorelli, ndr), aveva seri problemi di salute e dovette anche subire un’ operazione chirurgica alla gamba, a causa di un’ infezione che la debilitò molto. Quando le forze glielo permisero, provò a eseguire l’ ordine per ben cinque volte, fra novembre e dicembre, senza risultati: «Non so che cos’ è, ma, nel momento in cui tento di accostare la penna alla carta, la mano si mette a tremare e non sono capace di scrivere neanche una parola: mi sembra che non sia nervosismo naturale, perché, nel momento in cui mi metto a scrivere una cosa differente, la mia mano è ferma. Mi sembra che non sia nemmeno timore morale, perché la mia coscienza agisce secondo la fede, e credo che sia Dio che mi dice di farlo tramite sua eccellenza. Allora non so che fare». Il 3 gennaio 1944 avvenne la risolutiva svolta, chiarita soltanto di recente con la scoperta degli scritti inediti di suor Lucia: «Mi inginocchiai vicino al letto che, a volte, mi serve da tavolo per scrivere, e provai di nuovo, senza riuscire a fare niente; quello che più mi impressionava era che riuscivo a scrivere senza difficoltà qualsiasi altra cosa. Chiesi allora alla Madonna che mi facesse sapere qual era la volontà di Dio. E mi diressi alla cappella. Sentii allora che una mano amica, affettuosa e materna mi toccava la spalla, sollevai lo sguardo e vidi la cara Madre celeste». L’ indicazione della Vergine fu precisa: «Non temere, poiché Dio ha voluto provare la tua obbedienza, fede e umiltà; stai serena e scrivi quello che ti ordinano, tuttavia non quello che ti è dato intendere del suo significato. Dopo averlo scritto, mettilo in una busta, chiudila e sigillala e fuori scrivi “che può essere aperta nel 1960 dal cardinale patriarca di Lisbona o dal vescovo di Leiria”». In quel momento Lucia ebbe una nuova visione interiore: «Sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii: - la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l’ asse terrestre; - e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti; - il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso; - l’ odio, l’ ambizione provocano la guerra distruttrice!; - quindi nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva: “Nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’ eternità, il Cielo!”. Questa parola “Cielo” riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo: “Il Cielo! Il Cielo!”. Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale, mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo». Indubbiamente le frasi che si leggono nel diario di Lucia del 3 gennaio risultano molto forti e drammatiche, con le immagini delle acque che debordano e uccidono. Però, mentre qui si trattava di fogli personali, già in una lettera di ben sei anni prima la veggente aveva descritto immagini ancor più intense e sconvolgenti. Infatti, sul finire del 1937, il vescovo Correia da Silva inviò a Lucia, per verificare che il contenuto fosse esatto, la bozza della biografia su Jacinta scritta da José Galamba de Oliveira, pubblicata in prima edizione nel maggio del 1938. Nella lettera di risposta, la veggente non suggerì particolari modifiche, ma piuttosto approfittò della circostanza per lasciarsi andare a un’ intima confessione con il vescovo di Leiria, parlando di particolari che si intuiscono correlati al Segreto, soprattutto in relazione all’ immagine della «luce immensa che è Dio» presente anche nella “terza parte” rivelata. Innanzitutto un auspicio: «Se solo il mondo riconoscesse il momento di grazia che ancora gli è concesso e facesse penitenza»; quindi la confidenza: «Vedo, nella luce immensa che è Dio, la terra scuotersi e tremare dinanzi al soffio della Sua voce: città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti; montagne di gente indifesa; vedo le cataratte fra tuoni e lampi, i fiumi e i mari che trabordano e inondano e le anime che dormono il sonno della morte!...» (e la frase si conclude con dei puntini sospensivi, simili a quell’ «ecc.» che si legge al termine della “seconda parte” del Segreto, dopo l’ annotazione sul Portogallo e la fede). "Quando il mondo chiederà pace e sicurezza e rimpianti per tutto il male che ha fatto, l’improvvisa distruzione della nuova armagedon è arrivata e soffriranno". Queste sono state le profezie della vergine di Fatima quando sono comparsi tre bambini nel 1917 e ha detto che in queste date del 2005 sarebbe finita. Lucia aveva solo 10 anni quando avvennero le apparizioni, iniziate il 13 maggio 1917. Lucia e i suoi due cugini videro la Vergine Maria su un albero per un periodo di sei mesi. La religiosa carmelita Lucia del Cuore Immacolato, ultima sopravvissuta dei tre bambini che hanno garantito di vedere la Vergine Maria nella località portoghese di Fatima, deceduta all’età di 97 anni febbraio 14, 2005. Morì nel convento di Coimbra dove viveva dal 1948. Questo messaggio è stato letto da Papa Giovanni Paolo II che ha deciso di non rivelare questo segreto perché ha considerato che facendolo avrebbe portato al mondo panico e disperazione. Ora viene rivelato un’altra parte di questo messaggio. NON PER CAUSARE IL PANICO, MA PERCHÉ SI CONSIDERA CHE LE PERSONE SONO GIÀ PREPARATE A CONOSCERLO E POSSONO PRENDERE COSCIENZA DI QUELLO CHE SI AVVICINA NELLE PROSSIME DATE. La sorella Lucia ha diffuso il messaggio prima di tutto a Papa Giovanni Paolo II, che al termine di leggerlo stava tremando e ha deciso di non renderlo pubblico per paura della reazione. La vergine ha detto testualmente a Lucia: "Non aver paura, piccola mia. Sono la Madre del Cielo, che ti parla e ti chiede di rendere pubblico questo messaggio al mondo intero. Facendo questo troverai forti resistenze. Ascoltate bene e fate attenzione a quello che dico: gli uomini devono essere corretti. Con umili suppliche, dovete chiedere perdono per i peccati commessi e che potete commettere. Vuoi che ti dia un segnale affinché ognuno accetti le mie parole che, dal tuo intermediario, dico al genere umano. Hai visto il prodigio del sole e tutti, credenti, miscredenti, contadini, cittadini, saggi, giornalisti, laici, preti, lo hanno visto tutti. Una grande punizione cadrà sul genere umano intero, non oggi né domani, ma nella seconda metà del XX secolo. L ‘ avevo già rivelato ai bambini Melania e Maximino, in ′′ la Salette “, e oggi lo ripeto a te perché il genere umano ha peccato e ha calpestato il dono che gli concede. Da nessuna parte del mondo esiste l’ordine e Satana regna sulle più alte postazioni determinando il piano delle cose. ′′ poiché gli uomini sono guidati dal demonio, seminando odio e vendetta ovunque Gli uomini fabbricano armi mortali che possono distruggere il mondo in pochi minuti. Metà dell’umanità può essere spaventosamente distrutta Ci saranno conflitti tra ordini religiosi Dio consentirà a tutti i fenomeni naturali come fumo, grandine, freddo, acqua, fuoco, riempimenti, terremoti, tempo inclemente, disastri terribili e inverni estremamente freddi come quelli di questi tempi di finire con la terra poco a poco, Ci saranno malattie senza cura, la gente prende in giro i santi e la chiesa. Ci saranno omicidi fuori controllo, la gente si ucciderà a vicenda, molte persone soffriranno. Alcuni fenomeni naturali avverranno prima del 2005 e continueranno da lì in poi con maggiore intensità e distruzione, il clima cambierà improvvisamente, clima estremo. Non sopravviveranno, mancanza di carità verso il prossimo e non amatevi l’un l’altro come mio figlio li ha amati. Molti vorranno essere tra i morti, poiché milioni di persone perderanno la vita in pochi secondi e soffriranno troppo, arriveranno nuove forme di vita e contribuiranno alla distruzione per ottenere più potere per loro e procreare la loro nuova razza. Le punizioni davanti a noi sulla Terra sono inimmaginabili, ma arriveranno senza dubbio. Dio aiuta il mondo, ma chi non di testimonianza di fedeltà e fedeltà verso El sarà distrutto in modo irrimediabile, poiché molti gli hanno già voltato le spalle e lui non può fare nulla di fronte a questo ′′ Padre Agostino, che risiede a Fatima, ha ricevuto il permesso da Papa Paolo VI, di visitare la sorella Lucia. Il padre Agostino esprime che lei lo ha ricevuto molto congoiato, con le lacrime agli occhi gli ha detto: ′′Padre, la Madonna è molto triste perché nessuno si è interessato alla sua profezia del 1917, alla gente non interessa questa profezia. Così, mentre i buoni devono percorrere una strada stretta; i cattivi stanno percorrendo un sentiero ampio che li porta direttamente alla distruzione e credi, padre, che la punizione arriverà molto presto a partire dal 2006 e arriverà senza potersi fermare. Molte anime possono perdersi e molte nazioni e stati scompariranno dalla Terra; il mondo può essere perso per sempre. È giunto il momento per tutti di trasmettere il messaggio di Nostra Signora ai suoi familiari, ai suoi amici e al mondo intero. Siamo vicini all’ultimo minuto, all’ultimo giorno e la catastrofe sta arrivando. (ATTENZIONE) CHE CI ASPETTI? Ovunque si parla di pace e sicurezza, ma la punizione arriverà senza nulla che possa fermarlo. UNA GUERRA SENZA precedenti PROVOCERÀ UNA DISTRUZIONE NUCLEARE. Questa guerra può distruggere tutto, sarà un disastro. L ‘ oscurità cadrà poi su di noi per 72 ore (3 giorni) e la terza parte che sopravviverà a queste 72 ore di buio e sacrificio; inizierà a vivere in una nuova era. In una notte molto fredda, 10 minuti prima di mezzanotte UN GRANDE TERREMOTO stravolgerà la terra per 8 ore I buoni, quelli che diffondono la profezia della Vergine di Fatima, NON DEVONO TEMERE, ma gli altri subiranno le conseguenze di ignorare questo avviso, il terremoto causerà la distruzione di gran parte della terra, alcune parti si separeranno e causerà grande disastro!. COSA FARE? .. Mamma Lucia dice che la Vergine chiede: ′′Non uscite di casa e non fate entrare nessuno estraneo, arriveranno persone nuove e sconosciute che sembrano buone e diranno di unirsi a loro, alla loro nuova razza e forma di vita, non fate caso!.. Queste nuove ‘ ‘ persone ‘ ‘ approfitteranno della catastrofe che avverrà nel mondo (terra)…. La madre Lucia procede secondo quanto le è stato rivelato: Affinché voi vi prepariate e possiate rimanere vivi, come i miei figli che lo siete; vi darò i seguenti segnali :. La notte sarà molto fredda Soffiaranno venti forti .. Ci sarà angoscia e presto inizierà un terremoto che farà tremare fortemente la Terra. .. A casa chiudi porte e finestre e non parlare con nessuno che non sia dentro di lei. .. Non guardare fuori, non essere curioso, perché questa sarà l’ira del Signore. Accendete candele benedette, perché per tre giorni nessun’altra luce potrà illuminare. .. Il movimento sarà così violento che sposterà la terra di 23 gradi e poi ritornerà alla sua posizione normale. .. Poi arriverà una totale e totale oscurità che coprirà tutta la Terra. Ogni spirito maligno sarà sciolto facendo molto male alle anime che non hanno voluto ascoltare questo messaggio e a coloro che non vogliono pentirsi. Tutto sarà buio e apparirà in cielo una grande croce mistica, per ricordarci il prezzo che tuo Figlio ha pagato per la nostra redenzione.. Mamma Lucia continua a riferire quello che la Vergine le ha affidato :. Implorate il prossimo: ′′O Dio perdona i nostri peccati, salvaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia “.. Coloro che credono nel messaggio che Dio invia e portano il messaggio agli altri, non devono temere nulla nel Grande Giorno del Signore. .. Coloro che tacciono ora saranno responsabili di questo gran numero di anime perse per ignoranza. .. Quando la Terra non trema più, coloro che ancora non credono nel nostro Signore moriranno terribilmente. Il vento porterà gas e innaffiarà ovunque. Così sorgerà il sole. Molti possono vivere dopo questa catastrofe .. Una volta iniziato, non devono guardare fuori per nessun motivo, perché Dio non vuole che nessuno dei suoi figli veda quando punire questi peccatori, non vuole che vedano come soffrono e non vuole che vedano il dolore che provoca loro queste persone cattive. ..

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Il tempo passa e l'Eternità si avvicina

La salvezza dell'anima

La Madonna apparve a Fatima per ricordarci soprattutto la necessità della salvezza dell’anima. Perciò Ella raccomandò con insistenza ai tre pastorelli di pregare e fare sacrifici per la conversione dei peccatori: «Molte anime vanno all’Inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro».
Prima di ogni altra cosa, la Madonna ha a cuore le nostre anime da salvare. È vero che Ella si preoccupa maternamente anche dei nostri bisogni temporali; ma la grazia che Ella vuole concederci più di tutte le altre è certamente la grazia della salvezza dell’anima.
Questa è senza alcun dubbio la grazia delle grazie, la grazia che vale l’eternità del Paradiso. L’apostolo san Pietro scriveva ai cristiani: «Conseguite la meta della vostra fede, cioè la salvezza delle vostre anime» (1 Pt 1,9). Ma noi che conto facciamo della salvezza della nostra anima? Ci sta veramente a cuore? Ci preoccupiamo sul serio Come è triste, purtroppo, dover rispondere che spesso noi facciamo come quei figlioli ammalati, i quali anziché pensare a far la debita cura per riacquistare la salute, sono insofferenti della cura e pensano soltanto a divertirsi e a godere.
«Che giova all’uomo... ». Possibile che non comprendiamo come sia di primaria importanza lavorare anzitutto alla salvezza dell’anima? Guadagno, studio, lavoro, divertimenti, commercio, famiglia, carriera, sono cose del tutto secondarie rispetto alla salvezza dell’anima. «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?» (Mt 16,26). E ancora, in parabola: «Le terre di un ricco avevano dato abbondante raccolto.
Ed egli, fra sé, così andava ragionando: come farò che non ho posto dove ammassare i molti raccolti? Ecco, disse, farò così: demolirò i miei granai, ne costruirò dei più grandi, vi ammasserò tutto il mio raccolto e tutti i miei beni; poi dirò all’anima mia: O anima, tu hai una gran riserva di beni per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti! Ma Dio gli disse: Stolto! Questa notte stessa ti verrà richiesta la vita; e quello che hai preparato per chi sarà? Così avverrà pure a chi accumula tesori per sé, ma non si cura di avere ciò che vale per Iddio» (Lc 12,16-21).
Poteva parlare più chiaro Gesù nel suo Vangelo? Perché lo dimentichiamo o non ci badiamo come si dovrebbe?
La cosa più necessaria
Chi si prende cura della salvezza dell’anima somiglia a Maria di Betania che sta ai piedi di Gesù, attenta alle sue parole di vita eterna. Marta, invece, che «si affanna dietro molte cose», è immagine di quelli che si preoccupano delle cose terrene e secondarie, e non hanno mai tempo di badare all’anima. Eppure, la salvezza dell’anima resta sempre «l’unica cosa necessaria» (Lc 10,42).
Quanta stoltezza nella nostra vita se fra i pericoli del mondo trascuriamo quest’unica cosa necessaria! C’è una lettera scritta da san Gabriele dell’Addolorata a un suo compagno di liceo, in cui tra l’altro è scritto: «Hai ragione di dire che il mondo è pieno di pericoli e d’inciampi, e che è molto difficile salvarsi l’unica anima nostra; per questo, però, non devi perderti di coraggio...
Ami la salvezza? Fuggi i compagni cattivi, i teatri dove spesso si entra in grazia di Dio, e se n’esce dopo averla perduta o messa in gran pericolo.
Ami la salvezza? Fuggi le conversazioni troppo libere, i libri cattivi che possono fare un male indicibile a tutti... ». Diamo ascolto ai santi! Adoperiamo i mezzi di salvaguardia per non rovinarci l’anima. Non c’è niente che possa valere la salvezza della nostra anima. «Che cosa potrà dare l’uomo in cambio della sua anima? (Mt 16,26). «Coloro che presumono di non aver bisogno di salvezza, - dice il Catechismo della Chiesa Cattolica - sono ciechi sul proprio conto» (n. 588).
La scala bianca
Un giorno, mentre il beato Pio da Pietrelcina passava lentamente tra una folla di uomini, un giovane gli gridò da lontano: «Padre, mi dica una parola decisiva, che cosa debbo fare?». Padre Pio lo guardò di uno sguardo profondo e gli rispose subito: «Salvarti l’anima!». Ecco l’essenziale. Tutto il resto passa. La salvezza dell’anima dura in eterno. E la Madonna vuole assicurarci la salvezza con la nostra collaborazione nell’uso dei mezzi di salvezza: la preghiera, i sacramenti, la penitenza, le opere buone, e particolarmente la devozione mariana.
Anche san Francesco d’Assisi nella celebre visione di frate Leone sulla scala bianca e la scala rossa, ci assicura che la devozione alla Madonna è garanzia di salvezza. Difatti, tutti coloro che salivano sulla scala bianca in cima alla quale c’era la Beata Vergine, arrivavano in Paradiso; quelli della scala rossa, invece, quanti sforzi a vuoto!
Tratto da Padre stefano Manelli