Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

9Sacra Sindone: nuove prove di autenticità

Sacra Sindone: nuove prove di autenticità

Dopo cinque anni di studi e ricerche sulla Sacra Sindone, un organismo scientifico di altissima competenza conclude che la Scienza, anche la più avanzata, non è in grado di produrre nulla di simile. È impossibile imitarlo o falsificarlo.

La Sacra Sindone di Nostro Signore Gesù Cristo è certamente la reliquia più preziosa e venerata in tutta la cristianità. Dopo aver attraversato ogni tipo di vicissitudini e disastri nel corso della storia, anche un incendio rapidamente domato, si trova attualmente nel Duomo di Torino, in Italia, dove di tanto in tanto viene esposto ai fedeli.

È il lenzuolo che avvolse il sacro corpo del Salvatore, sepolto nel sepolcro dove rimase per tre giorni, dopodiché risorse. La Divina Provvidenza ha voluto miracolosamente che la figura di Nostro Signore rimanesse impressa indelebilmente nel tessuto in un modo del tutto inspiegabile per l’uomo. Fu il modo che Dio Padre trovò per lasciare in eredità agli uomini la fotografia stampata del Suo Divino Figlio.

Sempre presente nella vita della Chiesa

La Sacra Sindone alimentò la fede e la pietà dei primi cristiani di Gerusalemme, sostenne i martiri e i perseguitati nelle catacombe, ispirò l’espansione dei cattolici nel vasto Impero Romano, entusiasmò gli uomini del Medioevo e , in particolare, suscitò lo zelo dei crociati. Nelle epoche successive, di decadenza religiosa, la Sacra Sindone fu ancora una luce che rafforzava la fedeltà dei fedeli e una speranza di perdono per tutta l’umanità.

Arriviamo così ai giorni nostri, in cui molti atei, eretici e cattolici decadenti vedono il notevole sviluppo della scienza come una campana a morto per la venerazione della Sacra Sindone, che ai loro occhi non ha più alcuna missione da compiere. Ora verrebbe studiato a fondo dalla scienza, il che dimostrerebbe che si tratta semplicemente di un capo di abbigliamento realizzato dall’uomo, forse addirittura di un falso realizzato nel Medioevo.

Ciò che in realtà accadde fu esattamente il contrario. Attratti dall’originalità di quel misterioso tessuto, eminenti scienziati di diversi paesi, rappresentanti i più diversi rami della scienza, si sono concentrati sulla Sacra Sindone per studiarla e interpretarla con gli strumenti più sofisticati che la scienza abbia mai potuto inventare, e hanno applicato le conoscenze più recenti e le tecniche più avanzate. Il risultato è stato piuttosto sorprendente per i detrattori della Sacra Sindone: è stato dimostrato che la figura stampata su di essa non ha alcuna spiegazione naturale.

Inoltre, gli studi hanno dimostrato che la Sindone ha avuto origine in Palestina nel I secolo; che la figura in esso raffigurata coincide con la descrizione dei Vangeli; e che la scienza non è del tutto in grado di spiegare come sia stato stampato sul lino.

La bufala del carbonio 14

Sacra Sindone di Torino

Ci fu un’eccezione nel 1987, quando il cardinale Anastasio Ballestrero, allora arcivescovo di Torino, convocò alcuni specialisti del metodo di datazione al carbonio 14, i quali conclusero, contro tutto quanto la scienza aveva dimostrato fino ad allora, che la Sindone era un falso prodotto in epoca medievale. .

Dopo una piccola diffusione della notizia di “falsificazione” nei media, molti scienziati passarono a studiare la Sindone – oggetto di continuo fascino per la scienza – e dimostrarono che il metodo del Carbonio 14 era stato applicato erroneamente dagli specialisti del cardinale Ballestrero e si dimostrò Niente.

Gli scienziati hanno anche cercato di ottenere i “dati grezzi” dai laboratori che hanno eseguito il test del carbonio 14 per avere a portata di mano le prove necessarie, ma non hanno ottenuto nulla nonostante le ripetute richieste. Già questo getta seri dubbi sull’intera autenticità scientifica dell’accusa di falsificazione.

Si direbbe che Nostro Signore abbia operato il miracolo della Sindone per i nostri tempi, poiché solo ora, con l’enorme bagaglio di conoscenze a disposizione, è scientificamente possibile dimostrarne l’autenticità.

Una nuova ed importante conferma

Una nuova e portentosa conferma arriva ora, dall’Italia. L’autorevole agenzia scientifica del governo italiano, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), ha pubblicato alla fine del 2011 un rapporto che copre i cinque anni di test (2005-2010) effettuati sulla Sindone per accertare “come tale una particolare immagine era stampata sul paravento di lino della Sindone di Torino”.

In questo rapporto gli scienziati dell’ENEA Di Lazzaro, Murra, Santoni, Nichelatti e Baldacchini “smentiscono con grande correttezza, quasi di sfuggita, ma in modo molto categorico, l’ipotesi che la Sindone possa essere opera di un falsario medievale”.

Nel rapporto si legge: “La doppia immagine (fronte e retro) di un uomo flagellato e crocifisso, appena visibile sul telo di lino della Sindone di Torino, presenta molte caratteristiche fisiche e chimiche così particolari che la colorazione, identica in tutte le sue sfaccettature, sarebbe impossibile da ottenere oggi in laboratorio, come discusso in numerosi articoli elencati nella bibliografia. Questa incapacità di ripetere (e quindi falsificare) l’immagine sindonica rende impossibile formulare un’ipotesi attendibile su come è stata realizzata l’impronta”.

“In effetti, ancora oggi la scienza non è in grado di spiegare come si sia formata l’immagine corporea sulla Sindone. A parziale giustificazione gli scienziati lamentano l’impossibilità di effettuare misurazioni dirette sul telo sindonico…. finora tutti i tentativi di riprodurre su lino un’immagine con le stesse caratteristiche sono falliti”.

Risparmiamo al lettore i tanti e complessi dati scientifici presentati dagli scienziati dell’ENEA. Chi fosse interessato può trovarli al link sottostante.

Uno sguardo divinamente soave e severo

Di fronte a qualcosa di così sacro come la Sacra Sindone, dovremmo chiudere con una nota che non è quella di uno scienziato (per quanto rispettabile e importantissimo), ma di un uomo di fede. Lo troviamo in questo commento di Plinio Corrêa de Oliveira, contemplando l’immagine di Nostro Signore impressa sulla Sindone:

“Attraverso esso possiamo intravedere come il Suo sguardo fosse divinamente dolce e affabile, come le Sue parole e il tono della Sua voce fossero estremamente affabili. Ciò è il risultato della coesistenza di tutte le virtù, di tutte le perfezioni, di tutti i gradi che potrebbero rientrare nella Sua natura umana come riflesso della natura divina unita alla prima attraverso l’unione ipostatica.

“Inoltre, notate la severità della Sua espressione. Nostro Signore è morto vittima di un crimine atroce. Il peggiore di tutti i crimini, il delitto deicidio, prodotto e operato dal più grande tormento mai sentito nella storia.

“Guardando questa fisionomia, vedi come Egli si pone come Giudice davanti ai suoi aguzzini. E come manifesta un rifiuto, una censura, un disaccordo e una condanna verso coloro che lo hanno ucciso. È come se dicesse: ‘Io sono la Legge, io sono il Giudice e io sono la Vittima! E giudico in queste tre qualità il delitto che è stato perpetrato contro di Me.’ Questo è veramente divino, maestoso e fantastico.

Cid Alencastro 15 maggio 2012

Articoli correlati

Papa Francesco, la guerra e i Luoghi Santi

La storia dell’albero di Natale e perché i cattolici lo decorano

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.