Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

9L’ “Hermetic Order of the Golden Dawn”, Massoneria e Massoni… (9a ed ultima parte)

3.10. Un Corso di Studi di W.Bro/Fra. John Paternoster, IX° SRIA

Ritorno sulla figura di John Paternoster, Maestro Massone della UGLE, “Supreme Magus” della SRIA dal 2006 al 2019 (qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Societas_Rosicruciana_in_Anglia), autore di ben due relazioni alla Conferenza sulla Golden Dawn del 1997 guidata dal suo “confratello” massone (UGLE) e rosacrociano (SRIA) Robert Gilbert. La scorsa puntata ho esaminato “The Society of the Inner Light” di cui Paternoster è «Director» dal 1996 (qui: https://www.ilregnodimaria.it/8l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-8a-parte/). 

Nel marzo 2015, con la firma del “Supreme Magus” [IX° ed ultimo grado] della SRIA, John Paternoster (a p. 1) e con il copyright della Societas Rosicruciana in Anglia (a p. 2), viene pubblicato un libro rilegato a spirale, dal titolo “Study Course” (pp. 171). Sono 10 lezioni suddivise per un totale di 18 capitoli. Vediamo alcuni punti.

3.10.1. Autori preferiti: Westcott, Dion Fortune, Gray, Z’ev ben Shimon Halevi

Nella Prefazione («Preface») Paternoster IX° spiega che il testo è un Corso di Studi sulla Cabala ebraica («a Study Course on the Qabalah»). Egli scrive di essere stato introdotto allo studio della Cabala da un membro della SRIA, anziano di grado e di età («one of our senior members both in grade and age»), che gli diede un foglietto che annunciava «a Qabalistic Summer School». Poi Paternoster partecipò a un altro corso cabalistico il cui libro di testo era il volume “The Mystical Qabalah” di Dion Fortune. Paternoster usò anche i due volumi di Gareth Knight “A Practical Guide to Qabalistic Symbolism” e il libro “The Ladder of Lights” di William Gray che Paternoster definisce «a wonderful book» (cf. John Paternoster (Supreme Magus), Societas Rosicruciana in Anglia – Study Course, Charlesworth Press, [Wakefield – United Kingdom]  2015, p. 5).

Ma i libri preferiti da Paternoster, usati come libri di testo nel suo corso sulla Cabala, sono quelli di «Z’ev Ben Shimon Halevi» (ossia «Warren Kenton»), che Paternoster presenta come il Maestro a cui deve molto («the Teacher to whom I owe so much»: p. 6).

Poi nella “Introduction”, Paternoster ribadisce i suoi autori di riferimento:

William Wynn Westcott (SRIA), Dion Fortune, William Gray, Z’ev ben Shimon Halevi (cf. pp. 7-12). 

3.10.2. Sul I° grado SRIA 

Nella prima lezione (“Lesson One – The Zelator”: pp. 25-30), Paternoster si rivolge ai membri del I° grado della SRIA, «The Zelator», e traccia questa sintesi dell’iter rituale massonico già intrapreso dal nuovo membro SRIA: «When you first entered into the world of Freemasonry you took three Craft degrees and in the first you entered the Lodge poor and penniless; you then passed the second degree and you were finally raised from a figurative death in the third degree» (pp. 25-26).

Paternoster ritiene che la maggioranza dei massoni non riesce a comprendere che già nei primi tre gradi è racchiusa tutta la Tradizione Misterica Occidentale («the whole of the Western Mystery Tradition»: p. 26). 

Paternoster spiega che nel Tempio SRIA il candidato al I° grado trova 4 Anziani («four Ancients») che indossano rispettivamente i colori rosso, blu, giallo e nero, e portano rispettivamente i simboli astrologici di Leone, Scorpione, Acquario,  Toro. Essi rappresentano anche i 4 Elementi, Fuoco-Acqua-Aria-Terra, e il Candidato viene iniziato da ciascuno di loro, dunque riceve 4 iniziazioni, come 4 sono gli Elementi (cf. p. 27).

Con enfasi Paternoster spiega al nuovo “Zelator” (SRIA) che il cammino iniziatico lo ricondurrà all’Eden : «So my Frater this completes your opening ceremony but one which I hope will start you on a new course in life and an appreciation of it. We do not have all the answers; we can only point the Way; life itself is your instructor but I will guarantee to you that Life will lead you back to the Garden of Eden and back to your Heavenly Home. You chose to leave Eden and you will choose to go back. This is your final destination and it is for you to take hold of the Tree of Knowledge and unite it with the Tree of Life and so open the Heavenly Portal of Daleth – that little door of the “eye of the needle” – and like Enoch, walk and talk with Him and come not forth again» (p. 30).

3.10.3. La Verità assoluta non esiste…

La seconda lezione (“Lesson Two – On Truth”: pp. 33-36) è un testo di «D.F.» (presumo si tratti di Dion Fortune) secondo cui: la Dualità è la legge della Manifestazione; la legge fondamentale della Manifestazione è la relatività; la Verità Assoluta non esiste o perlomeno non è percepibile da una coscienza finita. Dovere dell’Iniziato («Frater») èil congiungere gli opposti o complementari, e tenerli in perfetto equilibrio nella terza colonna centrale (cf. pp. 34-35). Dion Fortune afferma che nessuna scuola occulta o società ha la verità intera, ma può avere una porzione di verità, poiché – spiega Fortune – 12 sono le tribù di Israele e 12 sono i segni dello Zodiaco; Unità e Sapienza sono la sintesi di tutte parti di Verità (cf. p. 36).

3.10.4.  Qabalah e Massoneria…

Nella quinta lezione, sui 10 Comandamenti (“Lesson Five – The Ten Commandments”), Paternoster collega quei divini precetti alle 10 Sephirot della Cabala ebraica; poi collega anche i versetti della preghiera del Padre Nostro alle Sephirot cabalistiche (cf. pp. 81-83).

Nella sesta lezione, sulla Massoneria (“Lesson Six – A Mystery within Masonry”), Paternoster collega gli Ufficiali della Loggia “azzurra” («Within the Craft») alle Sephirot dell’Albero cabalistico, e poi, a queste ultime, collega anche gli Ufficiali del Capitolo del “Royal Arch” (cf. pp. 91-94).  

Ancora nella sesta lezione, circa la Tavola di Tracciamento del Terzo Grado di Maestro Massone (“Lesson Six – Deeper within the 3rd Tracing Board”: pp. 95-99), Paternoster osserva che sul sepolcro di Hiram è collocato un ramo di Acacia; la parola “Acacia” corrisponderebbe all’ebraico “Shittah” il cui valore numerico è 314. Anche il nome dell’Arcangelo cabalistico Metatron ha come valore numerico 314. Secondo alcune leggende Metatron si è incarnato come i grandi maestri del passato, in Elia, Eliseo e Melchisedek; gli estensori del rituale massonico hanno visto in Hiram un essere superiore, l’architetto del Tempio di Dio in terra: «According to some legends, Metatron has incarnated as our great teachers of the past in the persons of Elijah, Elisha and even as Melchizedek. This was the highest accolade that our ritual writers could reasonably give to Hiram to convey their strongest intent that Hiram was indeed a supreme being; the architect of God’s Temple here on Earth» (p. 97).

3.10.5.  Lucifero-Luce, guida nell’involuzione, nell’evoluzione e nel ritorno all’Unità

Ritengo molto importante l’ottava lezione, del cui autore sono indicate solo le iniziali «J.W.G.». In ogni caso è un testo che John Paternoster IX° approva, avendolo inserito nel suo corso. Il titolo della lezione è «Lesson Eight – Lucifer as Light Bearer» (pp. 111-118).

Attingendo dal libro “The Secret Doctrine” di Madame Blavatsky, l’autore «J.W.G.» spiega che Lucifero è il primo degli Angeli ad essere emerso dal caos primordiale, è la prima Luce brillata nelle tenebre, è Portatore di Luce… La Caduta cosmica non è avvenuta nel peccato e nel male, ma nella materia… All’involuzione seguirà l’evoluzione, e così Lucifero illuminerà il sentiero che riconduce dalla Manifestazione materiale all’Unità primordiale del Logos: «To understand the Lucifer legend thoroughly one requires to have some idea of the nature of the functions that great being has to perform. In “The Secret Doctrine” Madame Blavatsky states that Lucifer was the first of the angelic hierarchy to emerge out of primordial chaos. He it was who first appeared when unorganised substance made its initial faint stirrings in response to the cosmic vibrations pulsating through it, i.e., when light first shone in the darkness over, the waters of chaos. Hence Lucifer’s title of “Light-bringer”. From a complete misunderstanding of the Cosmic process just described arises the doctrine of “The Fall”. It will be seen that the Fall was not, as generally believed, into sin and evil as such, but an emergence into manifestation, and, finally, into matter. Evil was an off-shoot, a by-product of the process, and no more permanent than is matter itself. The path of involution is succeeded by that of evolution. That which emerged from the Logos into diversity will eventually be reabsorbed again into unity. What more natural and probable than that the Light-bringer who blazed the trail of involution should also light the way ahead on the return journey along the path of evolution?» (p. 111).

J.W.G.  afferma che il compito dell’Umanità è l’evoluzione della mente («the evolution of mind») e che all’immaginazione umana è più facile raffigurarsi un Dio personale piuttosto che ammettere  un potere cosmico impersonale («an impersonal cosmic power»). A questo proposito J.W.G. afferma che l’individuo-Gesù è stato il canale attraverso cui la forza del Cristo cosmico è stata convogliata verso il mondo per permettere agli uomini di ascendere nel sentiero di evoluzione(cf. pp. 111-112).

Poi J.W.G. afferma che poiché la mente identifica il suo concetto di Bene con un Dio personale, così il male è personificato nel Diavolo; vi è antitesi tra il Bene e il Male, come tra Dio e il Diavolo («between God and Devil»)Il Diavolo sarebbe personificazione del male, dunque solo un’idea, una convinzione in qualche modo impiantata nella mente umana (cf. p. 113).

J.W.G. spiega che ogni «Sephirah» dell’Albero Cabalistico della Vita («the Qabalistic Tree of Life»)è un centro di energia, e ciascuna Sephirah ha una controparte, dunque un aspetto positivo e un aspetto negativo, bene e male, buono e cattivo… L’aspetto di bene rappresenta la forza o energia bilanciata, l’aspetto negativo o cattivo rappresenta la forza non-bilanciata… Le «Qliphoth» sono appunto le oggettivazioni astrali delle forze-non-bilanciate («unbalanced forces») delle Sephiroth cabalistiche (cf. pp. 113-115).

Dunque, secondo J.W.G. e John Paternoster, non esiste il Diavolo come essere personale e maligno, Dio e il Diavolo non sono forze opposte co-esistenti e perpetuamente in conflitto (cf. pp. 115-116), perché una tale Dualità personificata andrebbe contro l’Unità di Dio e contro la possibilità di redenzione attraverso l’armonico bilanciamento di tutte le forze attive nella Manifestazione (cf. p. 116)…  J.W.G. non crede che sia avvenuta l’espulsione degli Angeli ribelli dal Cielo, quanto piuttosto il passaggio o processo dall’Unità alla Dualità della Manifestazione esteriore (cf. p. 116)…  

J.W.G. afferma che occorre rivolgersi alla Cabala ebraica per comprenderela funzione di Lucifero e il male (cf. p. 116).  J.W.G.parla del lavoro della gerarchia angelica di assistere le Sephiroth nel processo di formazione usando dei propri poteri angelici per stabilizzare la sovrabbondante corrente di energia. Ma la gerarchia angelica non è ben riuscita nella sua opera di bilanciamento dell’intera energia («force») disponibile e così è sorto l’aspetto negativo e maligno di ciascuna Sephirah («the evil aspect of the Sephirah»)… Le forze maligne vengono usate dall’uomo per re-indirizzarle all’evoluzione cosmica… La stessa energia o forza può essere diretta al bene o al maleperciò – secondoJ.W.G. – «“Demon est Deus inversus”»… La re-direzione o bilanciamento della forza, o energia, è il compito di alcuni membri della gerarchia angelica dotati di grandi poteri (cf. p. 117). Lucifero («Lucifer») è appuntol’intelligenza angelica («Intelligence») chiamata a dirigere, ispirare e controllare tale opera, compito che egli (Lucifero) sta ancora compiendo (cf. p. 118)…  Dunque J.W.G. interpreta la “cacciata di Lucifero” dal Paradisonon come una punizione per un peccato di superbia, bensì come la discesa volontaria e temporanea nel Pozzo, o Abisso, per conquistare e rigenerare i “Re di Edom” («the Kings of Edom, the Lords of unbalanced force»), ossia i Signori della forza non-bilanciata (cf. p. 118). 

Circa questi membri della gerarchia angelica («such members of the angelic hierarchy»: p. 117), chiamati a quel compito di re-indirizzamento dell’energia ancora squilibrata o sbilanciata, J.W.G. scrive: «They would clearly require at their head a directing, inspiring, and controlling Intelligence of a very high order. This, it is suggested, is the office that Lucifer undertook, and is still engaged upon. If this is so, Lucifer’s so-called expulsion from Heaven was no fall from grace as a punishment for rebellion, but was a voluntary and temporary renouncement of his high estate that he might descend into the pit to conquer and regenerate the Kings of Edom, the Lords of unbalanced force. While the cleansing of the cosmic Augean stables is a necessary task, it is far from enviable. He who undertook it was bound to incur odium from those lacking insight and a full realisation of the purpose of his emergence from the higher realms into the lower. We all recognise that great credit is due to those who perform the disagreeable and distasteful tasks of life, especially when they do so voluntarily. Than service rises to a high pinnacle indeed. This, it is suggested, is the real position of Lucifer as the head of the hierarchy charged with the task of re-directing cosmic evil, and so transmuting it into cosmic good. This task we may share with him if we choose. Indications of how the adept may play his part in that beneficent work are given in Dion Fortune’s “Psychic Self Defence”. Those of us who are yet far from the stage of adept-hood, however, need not delay our participation in this work on that account. Plenty of humbler but necessary tasks are well within the capacity of all aspirants whether still in the outer court or actually on the earlier stages of the Path. Every time we react to evil by returning other than evil, we have lessened the mighty task of Lucifer, and eased the burden he has shouldered» (p. 118).

J.W.G. prosegue affermando che alla fine le energie del cosmo saranno bilanciate, Lucifero tornerà dal suo volontario esilio, riassumerà il suo posto risplendente come Portatore di Luce: «If the point of view herein outlined is correct, then Lucifer is a much-maligned being. In the far distant future his task will be completed, and the cosmic refuse heap will be cleaned up. At last the unbalanced  forces of the cosmos will all be balanced and harmonised, then Lucifer will be able to return from his voluntary exile, and resume his rightful place among the company of shining ones resplendent in the glory of achievement. Then, indeed, shall he be known once again, not as Prince of Darkness, but as he who by combating darkness on its own plane has dispelled it and justified his title of Light-bringer.:  J.W.G.» (p. 118). 

3.10.6.  La Morte iniziatica e l’Unione con Dio attraverso la Cabala ebraica.

Ancora nell’ambito dell’ottava lezione, ci sono alcuni articoli di Dion Fortune («D.F.») sulla Morte (“The Great Anaesthetist”: pp. 119-122; “The Appointed Time”: pp. 131-133;“How the Adept meets Death”: pp. 138-140). Dion Fortune vede la morte come la grande anestetista. La morte è ritenuta il Re dei Terrori, ma nelle Iniziazioni agli Antichi Misteri Greci ed Egiziani, ai candidati si insegnava a liberarsi dalla paura della morte (cf. p. 119). D.F. afferma che è solo l’uomo sprofondato nella materia a chiamare l’Angelo della Morte come il grande Nemico; il nome esoterico di quell’Angelo è l’Apritore delle Porte della Vita: «It is only the man sunk in matter who calls the Angel of Death that Great Enemy. His esoteric name is the Opener of the Gates of Life» (p. 133)

Dion Fortune afferma che l’Adepto non ha timore della morte, quando essa giunge l’adepto lascia questa vita terrena per poi ritornarvi e proseguire il suo lavoro iniziatico di perfezionamento... Quando muore, l’Adepto incontra l’Arcangelo dell’Ordine, «the Archangel of his Order», il Grande Iniziatore, «the Great Initiator» (cf. pp. 138-140).

Dall’insieme dei tre articoli della decima ed ultima lezione (“Lesson Ten – Evolution. Schools of the Soul. Jacob’s Ladder”), John Paternoster fa capire che attraverso la conoscenza della Cabala ebraica, l’Anima (l’Iniziato) può arrivare all’unione con Dio, alla somiglianza con Cristo (cf. pp. 157-167)… Ma è il Dio e il Cristo della Qabalah.

Conclusioni

Ripercorro, in sintesi, le precedenti puntate di questo saggio, sottolineando i punti che ritengo più importanti.

Da circa 30 anni di studi sulla Massoneria vedo che alcuni studiosi, sia massoni che non massoni, minimizzano il rapporto tra Massoneria & Esoterismo, e in questo caso anche il rapporto tra Massoneria & Golden Dawn. Almeno in certi casi, si tratta di depistaggio consapevole? 

È certo che la Golden Dawn delle origini ha avuto supporto da personaggi e ambienti della Massoneria regolare inglese (UGLE, SRIA, Mark Masonry…). La tesi secondo cui in Massoneria la magia riguarda solo la “Fringe Masonry”, ovvero Massonerie marginali o periferiche, è un’abile contro-informazione, è una menzogna. Inoltre nella Golden Dawn, e da parte di Maestri Massoni regolari (e membri della SRIA), vengono rivalutati il Dragone Rosso, il Diavolo dei Tarocchi, la necessità del Male… (qui: https://www.ilregnodimaria.it/1l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-1a-parte/; qui : https://www.ilregnodimaria.it/2l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-2a-parte/; qui: https://www.ilregnodimaria.it/3l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-3a-parte/).

Bro. Arthur Edward Waite afferma che secondo la tradizione della Golden Dawn i Capi di questa devono essere Maestri Massoni della UGLE o di Grandi Logge regolari (qui: https://www.ilregnodimaria.it/1l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-1a-parte/).

La Golden Dawn non è morta negli anni ’20 del Novecento. Almeno fino al 1999 circa (ma forse, fino al presente), la SRIA possiede e pratica il grado 0°=0° della Golden Dawn (qui: https://www.ilregnodimaria.it/1l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-1a-parte/).

Contenuti della Golden Dawn (Magia, Cabala, Alchimia, ecc.) si ritrovano anche in ambienti e personaggi della Massoneria regolare (qui: https://www.ilregnodimaria.it/3l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-3a-parte/). A questo riguardo sono molto emblematici i casi del massone Walter Leslie Wilmshurst, del massone Arthur Edward Waite e della Masonic Study Society (nata nel 1921 a “Mark Masons’ Hall”). Un membro prominente della “Masonic Study Society” è stato il massone R.A.L. Harland, 31° grado Ancient & Accepted Rite, che da giovane fu iniziato nella Golden Dawn.

Membri di Ordini massonici sedicenti cristiani (es.: Ancient & Accepted Rite e/o SRIA) sono stati anche membri della Golden Dawn, membri o leaders della Masonic Study Society e/o del Dormer Masonic Study Circle (qui: https://www.ilregnodimaria.it/4l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-4a-parte/).

Nel 1987 si svolge la prima Conferenza sulla Golden Dawn animata da Maestri Massoni della UGLE. A quel tempo, prominenti massoni inglesi (UGLE, SRIA, ecc.) animano ancora il mondo Golden Dawn e altri gruppi magico-esoterici. A questo riguardo è molto interessante la figura di W.Bro. Desmond Bourke (qui: https://www.ilregnodimaria.it/5l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-5a-parte/).

Nel 1997 la seconda Conferenza sulla Golden Dawn è di fatto animata da Massoni membri della SRIA. Non è vero che la SRIA non opera magia o che si limita solo a studiarla (qui: https://www.ilregnodimaria.it/6l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-6a-parte/).

Infine, circa il caso Paternoster-SRIA-satanismo, sollevato da David Griffin, “Imperator” di una delle varie Golden Dawn (qui: https://www.ilregnodimaria.it/8l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-8a-parte/), osservo che gli Studi Esoterici e Cabalistici (con, o senza, pratiche di magia), condotti da Massoni regolari (anche membri della SRIA), possono indurre a rivalutare in modo positivo la figura di Lucifero (come Angelo o Principio di Luce e Conoscenza…) e il ruolo di Satana (necessità del Male, in virtù dell’Unione degli Opposti e della Legge Esoterica della Bilancia o Equilibrio Universale). 

Padre Paolo M. Siano

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