Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

7Maria è la nostra speranza: Alla fine il mio cuore immacolato trionferà.

“Alla fine il mio cuore immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, ed essa si convertirà, e al mondo verrà garantito un certo periodo di pace”

L’uomo occidentale si è liberato di Dio per farsi Dio; poi si è stancato della sua stessa divinizzazione. L’Oriente non può ancora comprendere l’amore incarnato di Gesù Cristo per l’eccessiva importanza che attribuisce agli spiriti maligni. L’Occidente non è preparato ad accettarlo perché paventa la penitenza, condizione etica del suo ritorno. Chi non ha mai conosciuto Cristo ha timore, ma chi lo ha conosciuto e lo ha perduto, ha paura. Siccome gli uomini non sono preparati a una rivelazione dell’immagine celeste dell’amore che è Gesù Cristo Nostro Signore, Dio, nella sua Misericordia, ha preparato sulla terra un’immagine d’amore che non è divina, ma che può condurre al divino. Ecco il compito di sua madre.

Lei può togliere il timore perché il suo piede ha schiacciato il serpente del male; può allontanare la paura perché è stata ai piedi della croce quando la colpa degli uomini fu cancellata e noi rinascemmo in Cristo. Come Cristo è il mediatore tra Dio e gli uomini, così Maria è Mediatrice tra Cristo e noi: lei è il principio terreno dell’amore che conduce al principio celeste dell’Amore. Il rapporto tra lei e Dio può paragonarsi al rapporto tra la terra e la pioggia: la pioggia cade dal cielo, ma la terra produce. La divinità proviene dal cielo, la natura umana del Figlio di Dio proviene da lei. Noi diciamo madre terra in quanto la terra dà la vita per mezzo del dono celeste del sole, perché allora non riconosciamo anche la Madonna del mondo, dal momento che lei ci dà la vita eterna di Dio? Coloro che mancano della fede vanno raccomandati in modo particolare a Maria, che è un mezzo per trovare Cristo, il Figlio di Dio. (…)

Dato che l’uomo trema di fronte alla natura senza Dio, l’unica speranza per il genere umano va ricercata nella natura stessa. È come se Dio nella sua misericordia facesse ancora sperare all’uomo, il quale ha distolto lo sguardo dai cieli, di trovare salvezza in quella stessa natura verso la quale ora abbassa gli occhi. C’è speranza, e per giunta una grande speranza. La speranza definitiva è in Dio, ma l’uomo è così lontano da Dio da non poter colmare immediatamente la distanza che lo separa da Lui. Lui deve partire dal mondo qual esso è. Il divino sembra molto lontano. Il ritorno a Dio deve aver principio dalla natura.

Ma c’è in tutta la natura qualcosa di non corrotto, qualcosa d’intatto, da cui possiamo iniziare la via del ritorno? C’è una cosa sola, quella che Wordsworth ha definita il nostro “incorrotto e solitario orgoglio naturale”. La speranza di cui parliamo è riposta nella Donna. Maria non è una dea, non è divina, non ha diritto all’adorazione. Ma così santa e buona è uscita dalla nostra natura fisica e cosmica, che quando Dio è venuto su questa terra l’ha scelta come Madre sua e come Signora del mondo. (…)

Il 13 ottobre 1917, credenti e miscredenti si prostrarono a terra durante il miracolo del sole, mentre la maggior parte di essi implorava da Dio misericordia e perdono. Quel sole roteante, che oscillava come una ruota gigantesca e si precipitava verso la terra come se avesse voluto incendiarla con i suoi raggi, può essere stato l’annuncio di uno spettacolo mondiale che indurrà milioni di persone a inginocchiarsi in un rinascere della fede. E come Maria si è rivelata in questo primo miracolo del sole, così possiamo aspettarci un’altra rivelazione del suo potere quando il mondo manifesterà di nuovo giorno dell’ira, il Dies Irae. La devozione alla Madonna di Fatima costituisce in realtà una petizione alla Donna perché salvi l’uomo dalla natura resa distruttrice dalla ribellione dell’intelletto umano.

In altri momenti della storia, lei è stata mediatrice tra suo figlio e l’uomo; ma ora è mediatrice tra suo figlio e la natura. Si impadronisce dell’originaria energia atomica che è nel sole e prova che sta a lei usarne per la pace. Maria non indipendentemente dall’uomo intende salvarlo dalla natura, così come non indipendentemente dal libero consenso di lei Dio intese salvare l’umanità dal peccato. L’uomo deve cooperare attraverso la penitenza. Alla Salette, la Madonna chiese penitenza; a Lourdes, tre volte Maria disse: “Penitenza, penitenza, penitenza”; a Fatima la stessa antifona penitenziale viene ripetuta tante e tante volte. L’atomo non distruggerà l’uomo se l’uomo non distruggerà se stesso. Un atomo in rivolta è soltanto un simbolo dell’uomo in rivolta. Ma nel pentimento l’umanità acquisterà una natura completamente controllata. Come la minacciata distruzione di Ninive, la minaccia di un’altra guerra mondiale è condizionale.

“Alla fine il mio cuore immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, ed essa si convertirà, e al mondo verrà garantito un certo periodo di pace”.

Penitenza, preghiera, sacrificio: queste le condizioni della pace, perché sono i mezzi per rigenerare l’uomo. Fatima getta una nuova luce sulla Russia, perché distingue tra la Russia e i soviet. Non è il popolo russo che bisogna vincere in guerra: il popolo russo ha già sofferto abbastanza fin dal 1917. È il comunismo che va schiacciato. Ciò è possibile soltanto attraverso una rivoluzione dall’interno. È bene ricordare che la Russia ha non una, ma due bombe atomiche. La sua seconda bomba è costituita dal cumulo di sofferenze del suo popolo sotto il giogo della schiavitù, e quando essa esploderà, esploderà con una forza mille volte superiore a quella prodotta dalla disgregazione di un atomo!

Anche noi, come la Russia, abbiamo bisogno di una rivoluzione. La nostra rivoluzione deve avvenire dentro i nostri cuori, ossia attraverso la rigenerazione delle nostre vite. Man mano che la nostra rivoluzione progredirà, in Russia la rivoluzione si svilupperà rapidamente.

O Maria, noi abbiamo bandito tuo figlio dalle nostre vite, dalle nostre assemblee, dalla nostra educazione e dalle nostre famiglie! Vieni con la luce del sole come simbolo del tuo potere! Guariscici dalle nostre guerre, dalla nostra tenebrosa inquietudine; raffredda le labbra del cannone infuocate dalla guerra! Distogli le nostre menti dall’atomo, e trai le nostre anime dal letame della natura! Facci rinascere in tuo figlio, noi, poveri uomini della terra ormai vecchi negli anni! “Avanza, o donna, nel tuo assalto all’onnipotenza!” Svergognaci tutti arruolandoci come tuoi guerrieri di pace e di amore!

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo” edizioni Fede e Cultura)

LA MADONNA CI AIUTERÀ A SFUGGIRE AL PERVERTIMENTO DELLA NATURA OPERATO DALL’UOMO! C’È SPERANZA!

La bella rivelazione della Madonna Benedetta a Fatima in Portogallo dall’aprile all’ottobre del 1917, fu una riprova della tesi russa: quando il mondo avrebbe misconosciuto il Salvatore Gesù, Egli ci avrebbe mandato Sua Madre a salvarci. (…)

La Madonna ci aiuterà a sfuggire al pervertimento della natura operato dall’uomo. La Sacra Scrittura ha predetto: «Quindi in cielo apparve un grande portento, una donna che aveva il sole per manto» (Apoc. 12, 1).

Fatima non è solo ammonimento, è una speranza!

E’ infatti importante che sappiate che, quando parliamo di ammonimenti divini, castighi divini, se volete capirlo meglio “i rimproveri divini”, queste severità del Padre non vanno mai disgiunte dal perdono e quindi dalla speranza. Mentre l’uomo prende l’atomo e lo spacca per annientare il mondo, Maria scuote il sole come un ninnolo appeso al suo polso per convincere il mondo che Dio le ha conferito un enorme potere sulla natura, non per la morte, ma per la luce, la vita e la speranza: “Dio non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva!” (Ez 18,32).

Il problema del mondo moderno non è l’esistenza della grazia, ma l’esistenza della natura e il suo bisogno della grazia. (…)

Maria è l’anello di congiunzione e ci assicura che non verremo distrutti perchè la sede stessa dell’energia atomica, il sole, è un giocattolo nelle Sue mani.

Come Cristo fa da mediatore tra Dio e l’uomo, così Ella fa da mediatrice tra il mondo e Cristo. Non lo abbiamo scelto noi, è dono di Dio che ha voluto con Sé una Corredentrice alla quale affidare tutte intere le sue grazie da dispensare agli uomini in ogni tempo, fino al ritorno del Figlio Divino.

Tra le creature c’è una Donna che può avvicinare il male senza esserne morsa, ed aiutarci a disfarcene.

Cominciate col pregare come non avete mai pregato prima d’ora. Dite il Rosario al mattino mentre andate a lavorare, in casa, nel tempo libero e mentre lavorate nel campo, nel granaio, o negli uffici, non vergognatevi. (…)

Se il mondo fosse senza speranza, credete che Gesù ci avrebbe mandato Sua Madre con l’energia atomica del sole ai suoi ordini? Oh che bello sarebbe se i vostri parroci v’insegnassero il Trattato della vera Devozione a Maria, cercatelo, Pio XII ha canonizzato di recente l’autore, San Luigi M. Grignon de Montfort che in questo libretto predisse tutto quanto vi sto dicendo io oggi.

Voglio invitarvi tutti a riflettere su Fatima, a conoscere le storie dei tre pastorelli, ascoltateli! Non ci sono qui fra voi tanti genitori che non farebbero elemosina di ascoltare ciò che i loro figli hanno da dire loro, ebbene, ascoltiamo questi tre fanciulli, che cosa vi costa?

Ora rivolgiamo questa Preghiera alla nostra Madre.

O Maria, noi abbiamo esiliato il Tuo Divin Figliuolo dalle nostre vite, dalle nostre riunioni, dalla nostra educazione e dalle nostre famiglie. Vieni con la luce del sole, come simbolo del Suo potere! Schiaccia le nostre guerre, la nostra oscura inquietudine. Raffredda le bocche dei cannoni infuocate dalla guerra. Distogli le nostre menti dall’atomo, e le nostre anime dall’abuso della natura. Facci rinascere nel Tuo Divin Figliuolo, noi poveri figli ormai vecchi della terra!

Nell’amore di Gesù! Così sia.

(Fulton J. Sheen, dal “Discorso radiofonico del 7 Gennaio 1951”)

NOSTRA SIGNORA DI FATIMA

«Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà»

La seconda guerra mondiale non sarebbe avvenuta se le persone fossero tornate a Dio. La terza guerra mondiale non scoppierà se noi come nazione torneremo a Dio. Se c’è una guerra fredda nel mondo, è perché le nostre anime e i nostri cuori non sono pieni del fuoco dell’amore di Dio. Vale la pena, tuttavia, chiedersi perché Dio Onnipotente, nella sua relazione provvidenziale con l’universo, abbia ritenuto opportuno darci a Fatima la rivelazione della Sua Beata Madre per riportarci alla preghiera e al pentimento.

Una ragione viene subito in mente. Poiché il mondo ha perso Cristo, può darsi che Lo ritroverà per mezzo di Maria. Quando il Nostro Salvatore si perse all’età di 12 anni, Sua Madre lo ritrovò. Poiché è stato perso di nuovo, è forse attraverso Maria che il mondo ritroverà il suo Salvatore.

Un’altra ragione è che la Divina Provvidenza ha dato alla Donna il potere di sconfiggere il male. In quel primo terribile giorno, quando il male fu introdotto nel mondo, Dio parlò al serpente nel Giardino dell’Eden, e disse:

“Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Genesi 3,15).

È attraverso il potere della Donna che il male sarà sconfitto. Quindi se viviamo in un’epoca di male, come potremmo sconfiggere lo spirito di Satana, se non attraverso il potere di questa Donna a cui Dio Onnipotente comandò di schiacciare la testa del serpente?

(Fulton J. Sheen)

La rivelazione di Fatima ci ricorda che viviamo in un universo morale; che i problemi fondamentali del mondo non sono nella politica o nell’economia, ma nei nostri cuori e nelle nostre anime, e che la rigenerazione spirituale è la condizione del miglioramento sociale.

(Fulton J. Sheen)

Vedi anche: F. Sheen: Fatima? E’ la nostra unica vera rivoluzione

“Voglio invitarvi tutti a riflettere su Fatima, a conoscere le storie dei tre pastorelli, ascoltateli! Non ci sono qui fra voi tanti genitori che non farebbero elemosina di ascoltare ciò che i loro figli hanno da dire loro, ebbene, ascoltiamo questi tre fanciulli, che cosa vi costa? Ora rivolgiamo questa Preghiera alla nostra Madre. O Maria, noi abbiamo esiliato il Tuo Divin Figliuolo dalle nostre vite, dalle nostre riunioni, dalla nostra educazione e dalle nostre famiglie. Vieni con la luce del sole, come simbolo del Suo potere! Schiaccia le nostre guerre, la nostra oscura inquietudine. Raffredda le bocche dei cannoni infuocate dalla guerra. Distogli le nostre menti dall’atomo, e le nostre anime dall’abuso della natura. Facci rinascere nel Tuo Divin Figliuolo, noi poveri figli ormai vecchi della terra!

Nell’amore di Gesù! Così sia.”

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Pubblicato da gianluca05

Pace: l’altra condizione della Madonna di Julio Loredo Da quando Papa Francesco ha annunciato che consacrerà la Russia (e l’Ucraina) al Cuore Immacolato di Maria, insieme a tutti i vescovi del mondo – ai quali ha rivolto un preciso appello in questo senso – tutto il mondo cattolico vive nell’attesa di questo storico evento. C’è chi, mosso da spirito pio, vede nel gesto pontificio una soluzione definitiva che metterà fine alla guerra, porterà alla conversione della Russia e al risanamento morale del mondo moderno. Altri, invece, mossi da spirito critico, vi segnalano possibili omissioni e contraddizioni. In ogni caso, bisogna rimarcare come l’annuncio di Papa Francesco – mettendo Fatima al centro degli avvenimenti contemporanei – abbia toccato una fibra profonda nell’opinione pubblica mondiale. L’atto di Francesco si collega a una precisa richiesta fatta dalla Madonna a Fatima nel 1917. Parlando ai pastorelli, la Madonna volle parlare al mondo intero, esortando tutti gli uomini alla preghiera, alla penitenza, all’emendazione della vita. In modo speciale, Ella parlò al Papa e alla sacra Gerarchia, chiedendo loro la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Queste richieste, la Madre di Dio le fece di fronte alla situazione religiosa in cui si trovava il mondo intero all’epoca delle apparizioni. La Madonna indicò tale situazione come estremamente pericolosa. L’empietà e l’impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini sarebbe esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra 1914-1918. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi, secondo il richiamo fatto a Fatima. Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per i cattolici: “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa (...) I buoni saranno martirizzati. Il Santo Padre dovrà soffrire molto”. “Per impedire tutto questo – continua la Madonna – verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”. Dopo un periodo di estrema tribolazione e di terribili castighi “come non si sono mai visti” (santa Giacinta di Fatima), la Madonna promette il trionfo finale: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. Ancor oggi gli esperti discutono sulla validità o meno delle varie consacrazioni fatte da Pio XII e da Giovanni Paolo II. La Madonna aveva posto tre condizioni: che la consacrazione fosse fatta dal Sommo Pontefice, che menzionasse la Russia, e che fosse fatta in unione con tutti i vescovi del mondo. In un modo o nell’altro, a tutte le consacrazioni – 1942, 1952, 1982, 1984 – mancava almeno una di delle condizioni. Dopo aver affermato perentoriamente che la consacrazione del 1984, fatta da Giovanni Paolo II, non era valida, la veggente suor Lucia aveva cambiato opinione, attestando invece la sua conformità a quanto richiesto dalla Madonna. Questa è la posizione più diffusa negli ambienti della Chiesa e fra i fedeli in generale. Non vogliamo entrare in un tema tanto complesso. Facciamo però notare che, alla Cova da Iria, la Madonna indicò due condizioni, entrambe indispensabili, perché si allontanassero i castighi con cui ci minacciava. Una di queste condizioni era la consacrazione. Supponiamo che sia stata fatta nel modo richiesto dalla santissima Vergine. Rimane la seconda condizione: la divulgazione della pratica della comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Ci sembra evidente che questa devozione non si è propagata fino a oggi nel mondo cattolico nella misura desiderata dalla Madre di Dio. E vi è ancora un’altra condizione, implicita nel messaggio ma anch’essa indispensabile: è la vittoria del mondo sulle mille forme di empietà e di impurità che oggi, molto più che nel 1917, lo stanno dominando. Tutto indica che questa vittoria non è stata ottenuta, e, al contrario, che in questa materia ci avviciniamo sempre più al parossismo. Così, un mutamento di indirizzo dell’umanità sta diventando sempre più improbabile. E, nella misura in cui avanziamo verso questo parossismo, diventa più probabile che avanziamo verso la realizzazione dei castighi. A questo punto bisogna fare una osservazione, e cioè che, se non si vedessero le cose in questo modo, il messaggio di Fatima sarebbe assurdo. Infatti, se la Madonna affermò nel 1917 che i peccati del mondo erano giunti a un tale livello da richiedere il castigo di Dio, non parrebbe logico che questi peccati siano continuati ad aumentare per più di mezzo secolo, che il mondo si sia rifiutato ostinatamente e fino alla fine di prestare ascolto a quanto gli fu detto a Fatima, e che il castigo non arrivi. Sarebbe come se Ninive non avesse fatto penitenza e, nonostante tutto, le minacce del profeta non si fossero realizzate. Per di più, la stessa consacrazione richiesta dalla Madonna non avrebbe l’effetto di allontanare il castigo se il genere umano dovesse restare sempre più attaccato alla empietà e al peccato. Infatti, fintanto che le cose staranno così, la consacrazione avrà qualcosa di incompleto. Insomma, siccome non si è operato nel mondo l’enorme trasformazione spirituale richiesta alla Cova da Iria, stiamo sempre più avanzando verso l’abisso. E, nella misura in cui avanziamo, tale trasformazione sta diventando sempre più improbabile. Applaudiamo l’atto di Papa Francesco e ci sommiamo toto corde a esso se seguirà i requisiti posti dalla Madonna a Fatima. Tuttavia, finché a questo atto non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro l’immoralità dilagante – aborto, omosessualità, LGBT, mode indecenti, pornografia, gender e via dicendo – la semplice consacrazione della Russia – per quanto gradita alla Divina Provvidenza – non allontanerà il castigo. Mi sia permesso di sollevare un’altra perplessità, e non di piccolo peso. A Fatima la Madonna indicò, come l’elemento allora più dinamico del processo rivoluzionario che portava l’umanità verso l’abisso, gli “errori della Russia”, ossia il comunismo, che proprio nell’Unione Sovietica trovò la sua sede e fuoco di espansione. Non ci sarà una vera conversione finché questa ideologia non sarà rigettata in ogni sua manifestazione. Ora, proprio in questo campo il pontificato di Papa Francesco si è contraddistinto per la sua prossimità all’estrema sinistra: dalla vicinanza alla dittatura cubana, al sostegno ai “movimenti popolari” latinoamericani di matrice marxista, senza dimenticare i contatti col patriarca Kiryll, che della dittatura sovietica fu fedele servitore e propagandista. Anche qui, salvo miglior giudizio, ci sembra che, finché all’atto di venerdì a San Pietro non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro il comunismo e i suoi epigoni, la sola consacrazione della Russia non fungerà da toccasana per risparmiare una catastrofe alla civiltà contemporanea. Fonte: TFP - Tradizione Famiglia Proprietà -

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