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7Come riscoprire l’ordine dell’universo in un mondo postmoderno

Come riscoprire l'ordine dell'universo in un mondo postmoderno
Come riscoprire l’ordine dell’universo in un mondo postmoderno

C’è un ordine dell’universo. Quanto sono rinfrescanti queste parole! Causano una certa gioia, soprattutto nei nostri giorni di caos. Se esiste un ordine, allora esiste Dio che ne è il Creatore e la fonte. Potremmo allora esclamare con il Salmista come tutta la creazione dà gloria a Dio ed eleva la nostra anima verso di Lui.

Queste sono state le mie riflessioni mentre leggevo un nuovo libro che affronta questo tema. Nel nostro travagliato mondo postmoderno, abbiamo sete di ordine, e quindi ho bevuto profondamente da questo libro come da una sorgente cristallina. Mi ha incuriosito il fatto che l’autore non fosse un santo o un teologo del passato. Non è nemmeno un religioso o un chierico. È un autore moderno e professore di genetica comportamentale in una piccola università del Midwest.

Un’opera di sorprendente profondità e intuizione

Il libro Vestige of Eden, Image of Eternity: Common Experience, the Hierarchy of Being, and Modern Science ( in inglese ) del Dr. Daniel Toma è stato appena pubblicato dalla Franciscan University Press di Steubenville. L’opera sorprende per la sua profondità e le sue intuizioni. È scientifico ma teologico, accademico ma accessibile, pieno di fede ma ragionevole. Segui l’autore nel suo viaggio d’infanzia nelle zone rurali dell’Indiana, nei suoi studi nel moderno mondo accademico secolare, fino alle sue riflessioni finali sull’ordine dell’universo di Dio. Durante la lettura possiamo ritrovarci a fare un viaggio simile.

Questo non è un messaggio antiscientifico scritto da un accademico scontento, aggredito da un risveglio spirituale. L’autore cerca una prospettiva che sia “pienamente in grado di incorporare i dati della scienza e degli studi moderni intatti e inalterati”. Tuttavia, l’autore adotta una visione del mondo di portata più ampia e più potente. Traccia le sue radici profonde negli antichi pensatori greci e medievali. Afferma che questo punto di vista “non è mai stato messo in discussione con successo, ma solo respinto come irrilevante”.

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Si tratta infatti di un lavoro scientifico scritto da uno scienziato che dimostra come la scienza moderna non contraddice ma sostiene un universo ordinato con una gerarchia di esseri. Il dottor Toma ritiene che l’annosa lotta tra scienza e religione sia molto più un pregiudizio ideologico che una conclusione empirica. Un’affermazione così rinfrescante contrasta con l’incertezza postmoderna.

Una creazione coerente che ha senso

Non solo questo quadro cattolico è dimostrabile, ma può anche essere rintracciato con mirabile coerenza in tutta la storia della Chiesa, come testimoniano i Padri, i Dottori e i pensatori della Chiesa. Tale pensiero è stato a lungo soppresso dall’oscurità antireligiosa dell’Illuminismo. È ironico che, mentre il liberalismo classico crolla, studiosi più illuminati come il dottor Toma riportino la luce della Chiesa.

Questa prospettiva è meravigliosamente accessibile ai lettori in cerca di luce. non si trova nei laboratori scientifici ma nel nostro comune contatto con la realtà, che è “la chiave per sbloccare un universo molto più vasto di quello semplicemente indicato dai nostri sensi”.

L’universo ha senso solo se visto attraverso questa premessa di un ordine superiore creato da Dio. Ecco perché l’autore può successivamente avventurarsi nel regno della teologia speculativa descrivendo il mondo come una struttura liturgica che chiama il “progetto di tutta la creazione”.

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Oltre il materialismo

In questo lavoro emergono due punti principali.

Il primo è la sua confutazione dello scientismo, che deriva dal materialismo. L’idea soffocante che esistano solo cose materiali è razionalmente confutata. Siamo rassicurati dalla vera comprensione della nostra natura che è stata creata per comprendere il mondo materiale attraverso i prismi dei principi primi, dei trascendentali e della causalità. Ci sentiamo spiegati dall’esistenza di un’anima immateriale senza la quale potremmo osservare la Creazione ma non riuscire a comprenderla.

Di conseguenza, questo libro è scritto per coloro che vivono nella terra desolata postmoderna. Ovunque guardiamo, troviamo il caos nelle menti. La modernità ci ha regalato generazioni perdute di giovani e vecchi che vagano senza meta. È stato detto loro che non esiste altra legge se non quella della loro gratificazione. La visione materialistica del mondo rende impossibile “dire perché esistono gli esseri umani. È impossibile dire perché esista un universo o perché esista qualcosa di diverso dal nulla”.

Non c’è da meravigliarsi che le persone si sentano schiacciate dalla nostra cultura materialista e secolare che sopprime ogni opposizione. Tendiamo naturalmente a cercare “qualcosa di più”.

Qualcosa in più: significato e scopo

Il secondo punto è quel “qualcosa in più” che il dottor Toma chiama una visione del mondo “piena di significato e satura di scopo”. Se c’è una cosa di cui la nostra società e la generazione attuale hanno bisogno, è un senso di scopo. In effetti, il libro è pieno di bellezze naturali, spesso tratte dai ricordi della sua infanzia nelle zone rurali dell’Indiana che riecheggiano questo scopo. Cita autori medievali, santi e soprattutto san Tommaso d’Aquino che vedeva il mondo visibile come un mezzo per unirsi a Dio, il Creatore.

“Sono un tomista convinto. L’aspetto della filosofia che più mi attrae è la filosofia della storia”. — Plinio Corrêa de Oliveira

Nel quadro scientifico moderno della sua formazione, l’autore può parlare di cosmologia con angeli, intelletti e Dio. Descrive l’intelletto umano come capace di vedere “un cosmo con significato, scopo, fini e struttura ascendente”. Non fabbrica una visione dell’uomo ma semplicemente estende la nostra visione naturale oltre gli angusti confini dell’Illuminismo che ci hanno così impedito di vedere il quadro completo.

Il nostro fine e scopo finale

Ci sono altri punti salienti del libro che meritano di essere menzionati. L’autore prepara attentamente un fondamento razionale che spieghi questa visione del mondo cattolica prima di addentrarsi in altri campi. La logica interna dell’ordine dell’universo non può non riflettere il funzionamento interiore di Dio. Esplora il nostro fine ultimo e il nostro scopo che si trova nell’unione con Dio.

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Pertanto, il lettore è invitato a entrare nei sacri misteri. La creazione può anche riflettere elementi trinitari, sacramentali e liturgici presenti nell’insegnamento della Chiesa. Sarebbe semplicemente coerente che la Chiesa adorasse Dio in un modo riflesso nella natura. La realtà soprannaturale aleggia al di sopra del nostro mondo naturale ma non in contraddizione con esso.

Vestigia dell'Eden, immagine dell'eternità: esperienza comune, gerarchia dell'essere e scienza moderna, del Dr. Daniel Toma

L’esuberanza dell’autore per questi argomenti trasmette il desiderio di trovare risposte definitive e analogie a questioni che necessitano di maggiore riflessione. Pertanto, un difetto è che si avverte che tali considerazioni richiedono molto più sviluppo e speculazione teologica.

Una denuncia di una parodia

Vestige of Eden è la denuncia di una grande omissione. È una sfida assolutamente necessaria a un mondo cinico che ha voltato le spalle a Dio. Il dottor Toma afferma che “Se il dono più grande della natura è prepararci ad accettare la rivelazione, allora la più grande parodia del pensiero moderno è l’uso improprio della natura per distoglierci dall’assenso alla rivelazione del nostro Creatore”.

Egli critica questa grande “bufala intellettuale dell’età moderna” soprattutto mostrando la bellezza e l’ordine dell’universo che ci sono sfuggiti. Egli sta con stupore davanti a un Dio che ci ama così tanto da unirsi alla nostra umanità affinché potessimo partecipare alla sua natura ed essere felici con Lui per tutta l’eternità. Starai con lui.

Giovanni Horvat II 3 ottobre 2019

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