Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

6L’ “Hermetic Order of the Golden Dawn”, Massoneria e Massoni… (6a parte)

FONTE IMMAGINE: Picclick.it (https://picclick.it/)

3.7. La “Golden Dawn Conference” del 1997 tra magia e SRIA.

Dal 2 al 5 aprile 1997 si è svolta a Londra, presso “Swedenborg Hall”, una Conferenza sulla Golden Dawn (però, l’ultimo giorno, di sabato, la Conferenza si è tenuta a Conway Hall). Sulla pagina di frontespizio del volume degli Atti c’è un triangolo che ha all’interno un sole che sorge dalle acque, e sul triangolo c’è una croce. Al di sopra di questa figura c’è la scritta «Order of the G.·. D.·.», ossia Order of the Golden Dawn. Si direbbe che l’evento sia stato organizzato proprio da una organizzazione che porta il nome “Golden Dawn”.

I curatori del volume, stampato a Bristol nel 1998, sono Allan Armstrong e Robert A. Gilbert.  Il copyright del volume appartiene all’ “Hermetic Research Trust” a cui è, o era, legato Lord Northampton, alto dignitario della UGLE (qui: https://www.ilregnodimaria.it/5l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-5a-parte/)

Nell’Introduzione Gilbert afferma che «The Hermetic Order of the Golden Dawn» è nato nel 1888, ma è stato ideato nel 1887. È nel primo centenario del ‘concepimento’ (1987), invece che della ‘nascita’ (1888), che si è tenuta la prima conferenza sulla Golden Dawn. Quella conferenza si limitò a sottolineare l’impatto culturale dell’Ordine («the cultural impact of the Order»), invece la Conferenza del 1997 illustra storia, teorie e pratiche magiche della Golden Dawn [cf. R.A. Gilbert, Introduction, in The Proceedings of the Golden Dawn Conference – April 2nd to 5th. London 1997, Edited by Allan Armstrong & R.A. Gilbert, Privately Printed, Bristol (England) 1998, p. v (v-x)].

Gilbert osserva che la Golden Dawn non è nata dal nulla ma è espressione del revival occultista («the ‘Occult Revival’») di fine Ottocento (cf. p. vi). Secondo Gilbert, la Golden Dawn di William Wynn Westcott è l’unico Ordine che offre una sintesi degli elementi della Tradizione Ermetica Occidentale: «The Order does offer a synthesis of the disparate elements of the Western Hermetic Tradition, indeed it is the only body that has ever done so, and for this if for no other reason it well deserves, and repays, intensive study» (p. vii).

Ecco l’intenzione di Westcott circa la Golden Dawn: « What Westcott perceived was the need for a two-fold creation: an Order that would combine initiatory rituals and Theurgy on its practical side, with a fusion of Christian, kabbalistic and Neoplatonic spirituality and metaphysics to provide the theoretical underpinning» (p. vii).

Secondo Gilbert, Westcott ha visto come collante di questi elementi il sistema di magia enochiana di John Dee e l’Antico Egitto: «With his great breadth of obscure learning and his practical knowledge of masonic (and quasi-masonic) ceremonial Westcott was ideally placed to create such an Order. And whether by inspiration or natural genius he also saw that the ideal flux to hold it together was the Enochian system of Dr. Dee, and that Egyptian imagery was the ideal means of giving pictorial form to the resulting structure» (p. vii).

Indico solo le relazioni che mi sembrano più interessanti.

Tra i relatori ci sono i coniugi Cicero, Charles ‘Chic’ e Sandra Tabatha, studiosi e leaders di un importante Ordine della Golden Dawn negli USA e in Inghilterra. Ciascuno di loro tiene una conferenza su cui non mi soffermo. Più avanti dirò qualcosa su ‘Chic’ Cicero.

Oltre all’Introduzione, Robert Gilbert tiene ben due relazioni, sulle quali però non mi soffermo.

Anthony Markey tratta di “Ferdinand F. Schnitger. The Magus of the North” (pp.  157-174). Nato in Germania nel 1848, trasferito in Inghilterra nel 1869, Schnitger (chiamato anche Fritz, Frederick, Fred) è iniziato in Massoneria nel 1872 a Liverpool. È Maestro Venerabile nel 1892. Studioso di Teosofia, Misticismo, Alchimia, Rosacrocianesimo, Cabala ebraica. Bibliotecario della SRIA di Newcastle (cf. pp. 159-160), VII° grado della SRIA (cf. p. 163). È chiamato “il Mago” perché ha una conoscenza profonda della Cabala («an intimate and extensive knowledge of the Jewish Kabbalah»: p. 164).  Schnitger è anche membro del Circolo di Corrispondenza della Loggia “Quatuor Coronati No. 2076” di Londra, massone del “Royal Arch” (1883), e membro di vari “Side degrees” massonici: “Mark Mason”, “Royal Ark Mariners”, “Red Cross of Constantine”, “Knight Templar”, “Knight of Malta”, “Holy Royal Arch Knight Templar Priests”, 30° grado dell’ “Ancient & Accepted Rite”, “Royal Order of Scotland” (cf. pp. 171-172). È ammesso da John Yarker all’ “Order of Eri” (cf. p. 172).

Segue la relazione di John Paternoster, “An Exploration of the Pillars. A Study of their Inner meaning” (pp. 175-187).  Paternoster spiega che il Tempio di Salomone, che ha un posto importante nella ritualità massonica, è simbolo della rigenerazione dell’uomo (cf. p. 180). Per illustrare il significato interiore delle 2 Colonne del Tempio, Paternoster si avventura in una complicata spiegazione che attinge alle Sephirot, all’Adam Kadmon della Cabala ebraica (cf. pp. 184-185) e al principio cabalistico dell’Armonia Divina… (cf. p. 186).

So che Paternoster, Maestro Massone UGLE, in quel periodo è stato membro della “Masonic Study Society”.

Segue la seconda relazione di John Paternoster, “Hierarchy of Souls. The Nature of Inner Plane Contacts” (pp. 189-213) sui temi: l’Albero Cabalistico della Vita quale simbolo del macrocosmo e microcosmo, il contatto con le 10 Sephirot, i rapporti tra le Sephirot e il corpo umano, gli Angeli (cf. pp. 192-197)… Paternoster raccomanda cautela nel contattare gli Angeli… Il loro linguaggio è quello Enochiano (cf. p. 197). Paternoster, esperto di Cabala, collega Angeli-Sephirot-Mondi Cabalistici (cf. pp. 198-199).

Paternoster esorta alla magia angelica, al contatto con gli Angeli “buoni”… : «There remains however, one further aspect of the hierarchy of the Inner Planes which needs a careful understanding, for whilst we genuinely invoke the Archangels for their protection from malefic entities there is also the possibility of invoking the lower world representatives of the various inner councils for their guidance and assistance.  Invoking various Angelic powers whose functions we do not really know is dangerous, but the contact with those beings who have trodden the path which we are following can be of great help» (p. 200).

Paternoster sostiene che l’idea della reincarnazione («re-incarnation»), già presente nella Cabala ebraica, è la verità fondamentale del misticismo cristiano («the bed-rock of Christian Mysticism»: cf. p. 200).  

Secondo la Cabala in ogni persona ci sono 4 componenti:

1. la Scintilla Divina («The Divine Spark»), essenza divina da cui noi deriviamo;

2. Il Sé Evolutivo, ovvero la sintesi delle nostre vite passate;

3. Il Sé Incarnato, ovvero la nostra personalità della vita presente;

4. Il Corpo Fisico, ovvero la forma fisica del Sé Incarnato (cf. p. 201).

La frase del rituale massonico in cui si dice che i Massoni sono chiamati dal lavoro al riposo/rinfresco, è interpretata da Paternoster come segno di reincarnazione: terminata la vita presente, l’individuo si esamina e assimila le lezioni della vita conclusa (cf. p. 201). La mèta dell’uomo è perfezionarsi ulteriormente, di vita in vita, e prendere posto nell’Adamo Primordiale, Adam Kadmon (cf. p. 202).  Più avanti, Paternoster parla di Sephirot, di Maestri che stanno nei Piani Interiori («the Inner Planes») e non hanno più bisogno di reincarnarsi (cf. pp. 210-211). Secondo Paternoster se contattiamo con rispetto e umiltà i Piani Interiori, i grandi poteri («the greatest powers»), questi saranno gentili e luminosi con noi; se li contattiamo con arroganza, la reazione sarà forte quanto il potere di una bomba atomica  (cf. p. 213).

Segue la relazione “The Siege Perilous. Avoiding the Dangers of Ceremonial Magic” (pp. 215-229) di Andrew Stephenson il quale mette in guardia dai pericoli della magia cerimoniale: l’ego individualista che fa soccombere qualsiasi Ordine o movimento esoterico (cf. pp. 221-222); certi angeli incontrollabili e pericolosi (cf. p. 224); il voler precorrere i tempi nella via iniziatica; il cercare potere sugli altri (cf. p. 226)…

So che anche Stephenson (UGLE, SRIA…) è stato membro della Masonic Study Society.

L’ultima relazione degli Atti è quella di Trevor Stewart, “The English Rosicrucian Impulse. The Role of the SRIA in the Western Hermetic Tradition” (pp. 231-256). Stewart parla dello sviluppo della SRIA dalla fondazione fino ai nostri giorni (1997). Lo spirito della SRIA è sincretismo giudeo-cristiano e gnostico: «It also provides clear evidence of the Society’s underlying syncretism that is Judaeo-Christian in origin as well as being characteristically Pietistic and Gnostic in its thrust» (p. 253).

Nell’ultimo  paragrafo, «Some Ritual Matters» (pp. 254-256), Stewart afferma che un breve esame di alcune delle più importanti caratteristiche dei tre rituali-chiave della SRIA («the three key SRIA rituals»: il 1° grado, Zelator, il 5° grado, Adeptus Minor, e l’8° grado, Magister) può aiutare a riconoscere il contributo della SRIA alla Tradizione Ermetica Occidentale («the so-called Western ‘Hermetic Tradition’»: cf. p. 254).

Stewart osserva che la gran parte dei culti iniziatici («most initiatory cults») ha tre gradini o livelli di conoscenza: è una illuminazione tri-graduale nel cammino verso l’unione con il divino («towards ultimate union with the divine»: p. 254).  Stewart precisa che poiché egli appartiene al Terzo Ordine della SRIA (quello che include i gradi 8° e 9°) non potrà che essere generico in questa analisi… Stewart afferma che ci sono 4 caratteristiche-chiave che fanno vedere qualcosa delle somiglianze tra la SRIA e gli Ordini iniziatici del XIX secolo (cf. p. 254):

  1. Nei tre rituali-chiave della SRIA ci sono corrispondenze, visibili e invisibili, tra il microcosmo e il macrocosmo, l’umanità e il cosmo, l’universo manifesto e i testi sacri o ermetici (cf. pp. 254-255).
  2. Nei suddetti 3 rituali SRIA, il mondo materiale è concepito e sperimentato come un’entità vivente in cui si percepisce la tri-unità teosofica Dio-Natura-Uomo; si afferma il rispetto per tutte le religioni e le filosofie, l’esistenza di una filosofia perenne che sovrasta tutte le tradizioni religiose ed esoteriche («a ‘hidden’ philosophia perennis which overarches all of the religious and esoteric traditions hitherto»: p. 255).
  3. La mediazione di iniziatori che trasmettono la gnosi («‘gnosis’») e la possibilità per il candidato, attraverso l’immaginazione e i simboli, di sviluppare una personale visione o gnosi per decifrare la Natura e attuare le corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo (cf. pp. 255-256).
  4. Attraverso i suddetti 3 livelli iniziatici nella SRIA, il candidato può sperimentare una trasmutazione interiore («a gradual transmutation of their inner-life») in proporzione alla natura e all’intensità della gnosi (« the ‘gnosis’») che ha maturato (cf. p. 256).

Alla luce dei dati sopracitati, Stewart lascia al lettore il compito di capire il ruolo della SRIA nell’Esoterismo Occidentale: «With these contiguous factors in mind, perhaps it will be a little easier for readers themselves to identify the part which SRIA occupies in the mainstream of Occidental ‘esotericism’» (p. 256).  

Poi, nel volume degli Atti di quella Conferenza, segue il programma della “Golden Dawn Conference 1997” del 4 e del 5 aprile. Il programma dei giorni precedenti è all’inizio del volume.

Sabato 5 aprile 1997, dopo il benvenuto e l’introduzione di Robert A. Gilbert, era prevista alle 9.45 la Cerimonia di Apertura del Grado di Neofita secondo la Golden Dawn di Arthur Edward Waite: «9. 45  A Working of The Opening ceremony of the Neophyte grade of A.E. Waite’s Independent and Rectified Rite of the Golden Dawn (1910)» (pagina non numerata).

Poi una relazione di Gilbert sulla genesi della Golden Dawn. Alle 12.00 un forum intitolato “Magic and the Millenium”, sul futuro della Golden Dawn. Nel pomeriggio la relazione di Chic Cicero su Israel Regardie, poi la relazione di John Paternoster “Hierarchy of Souls”.  Infine alle 4.45: «Closing Ceremony of the 0=0 Grade of the I & R Rite».

Dunque nella Conferenza del 1997 è stato praticato il rituale di apertura e di chiusura del grado 0°=0° del sistema Golden Dawn di Arthur Edward Waite. Come ho scritto in precedenza, Waite voleva che nel suo Ordine o Rito Indipendente e Rettificato continuasse la tradizione secondo cui i Capi della Golden Dawn devono essere Maestri Massoni della UGLE o di Grandi Logge riconosciute dalla UGLE (qui: https://www.ilregnodimaria.it/3l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-3a-parte/).

Il sistema Golden Dawn di Waite è quello a cui si candidò il Maestro Massone Walter Leslie Wilmshurst (qui: https://www.ilregnodimaria.it/4l-hermetic-order-of-the-golden-dawn-massoneria-e-massoni-4a-parte/).

3.7.1. La “Golden Dawn Conference”1997 animata da uomini della SRIA…

È interessante notare che a quella Conferenza del 1997, su 9 relatori (Allan Armstrong, Geraldine Baskin, Tabatha Cicero, Chic Cicero, Robert A. Gilbert, Anthony Markey, John Paternoster, Andrew Stephenson, Trevor Stewart), almeno 4 o 5 sono membri della SRIA (e massoni UGLE), dunque quasi la metà, o poco più.

 Si tratta di: Robert Gilbert, Trevor Stewart, Andrew Stephenson, John Paternoster, e Chic Cicero (il quale, se all’epoca della Conferenza non è ancora membro della SRIA, lo diventerà in seguito).

Al momento non so nulla di Allan Armstrong e Anthony Markey. Comunque è certo che delle 11 relazioni della “Golden Dawn Conference” 1997, più della metà (almeno 6 o 7) è stata tenuta da membri della SRIA: Gilbert (l’Introduzione + 2 relazioni), John Paternoster (2 relazioni), Andrew Stephenson (1 relazione), Trevor Stewart (1 relazione), Chic Cicero (1 relazione). Inoltre la relazione di Markey (anche se non fosse massone e SRIA) è su di un massone e “mago” cabalista della SRIA!

Indubbiamente uomini della SRIA hanno animato quell’evento celebrativo della Golden Dawn.

3.7.2.  “Fratres”* nella SRIA: Stewart, Stephenson, Paternoster, Gilbert, Cicero…

[* I massoni della SRIA premettono al loro nome il titolo latino “Frater” (Fratello)].

Vediamo qualche notizia sui massoni rosacrociani di quella Conferenza Golden Dawn 1997.

Nel testo della sua relazione Trevor Stewart dichiara di far parte del Terzo Ordine della SRIA, dunque 8° o 9° grado.

Almeno dal 1978 Andrew Stephenson fa parte del “Metropolitan College” SRIA di Londra e ha i gradi «VIII° & 9°» (cf. Societas Rosicruciana in Anglia, Metropolitan College – Transactions,  SRIA, 1978, London, p. 14).

Dal 2002 al 2006, Andrew Stephenson IX° grado è “Supreme Magus” della SRIA. Dal 2006 al 2019, gli succede John Paternoster IX°. (qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Societas_Rosicruciana_in_Anglia).

Verso il 2005, Mike Crowson, l’allora “Director General of Studies of the SRIA”, è anche membro del “Ma’at Temple” della Golden Dawn in Londra guidata da Charles “Chic” Chicero. In quel periodo anche “Chic” Cicero è membro del Metropolitan College della SRIA in Londra (https://alt.freemasonry.narkive.com/fQa5xKa1/new-sria-anglia-administration-implicated-in-criminal-scandal).

Un articolo di Charles “Chic” Cicero, “The Rosicrucian Impulse: Magic, Mysticism, and Ritual”, è pubblicato sugli Atti della SRIA (“Transactions of the Metropolitan College of the SRIA”) del 1996-2000, il cui «Editor» è, a quel tempo, Robert Gilbert (qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Chic_Cicero; qui: https://www.goldendawnshop.com/about-the-ciceros/).

Almeno sin dal 1992, Robert A. Gilbert ha i seguenti gradi nella SRIA: «VIII°, 9°» (cf. London College of Adepts. Report for the year 1992, in Transactions of the Metropolitan College – SRIA, London 1992, p. 22).

Nel 2004, Chic Cicero e Sandra Tabatha Cicero pubblicano il libro “Secrets of a Golden Dawn Temple. Book I: Creating Magical Tools” (Thoth Publications, Loughborough, Leicestershire, UK, 2004, pp. 390). È un manuale che tratta degli arredi, paramenti e oggetti magici del Tempio della Golden Dawn. La Prefazione («Preface»: pp. xv-xvii), datata «Bristol, August 2003», è di Robert A. Gilbertche sottolinea l’importanza che tutti i Capi della Golden Dawn («all of the Chiefs of the Golden Dawn») danno agli oggetti del Tempio (cf. p. xvi).

Gilbert osserva che Arthur Edward Waite e i suoi compagni di Golden Dawn non hanno lasciato un manuale pratico su questi aspetti esteriori, ossia su come decorare e consacrare i propri oggetti magici (cf. p. xvi). Gilbert aggiunge che, nonostante ciò, la Golden Dawn è sopravvissuta e oggi (2003) prospera: «In spite of this problem, the Hermetic Order of the Golden Dawn survived and it thrives today» (p. xvii). 

Tra i personaggi che hanno rivitalizzato la Golden Dawn, Gilbert cita Israel Regardie e i coniugi Cicero. Gilbert ritiene questo manuale dei Cicero uno strumento essenziale per chi opera nella tradizione della Golden Dawn («this book will remain an essential tool for all those who dedicate themselves to working in the Golden Dawn tradition»: p. xvii).

Dunque, Gilbert VIII°, 9° (SRIA) scrive la prefazione a un libro di magia e, di fatto, lo elogia; un libro che spiega oggetti, indumenti, arredi del Tempio e dei Lavori magici della Golden Dawn…

Ancora nel 2004, Llwellyn Publications (St. Paul, Minnesota, USA) pubblica il libro “The Essential Golden Dawn: An Introduction to High Magic” di Chic Cicero e Sandra Tabatha Cicero. Nel breve curriculum degli autori leggiamo che Chic ha fondato un Tempio della Golden Dawn nel 1977 e poi ha aiutato il suo amico Israel Regardie a far “risorgere” nei primi anni ’80 una branca legittima dell’ “Hermetic Order of the Golden Dawn”.

Chic e Sandra Cicero spiegano che la Golden Dawn, come dice il nome “Hermetic Order of the Golden Dawn”, ha le sue radici nell’Ermetismo («the Hermetic Tradition or Hermeticism») che fa riferimento al dio greco-egizio Ermete, «Hermes-Thoth» (cf. p. 1), che è specialmente il dio della magia pratica («practical magic»: p. 2).

I Cicero illustrano i Princìpi Ermetici della Golden Dawn: Tutto è Uno… La divinità è immanente e trascendente… L’uomo può ritornare al Divino, allo stato anteriore alla Caduta (cf. pp. 29-31).

I Cicero spiegano che la magia è arte e scienza che provoca mutazioni attraverso il mondo non-manifesto, invisibile e spirituale (cf. p. 70). La magia, anche quella Golden Dawn, prevede invocazione («active invocation») di entità invisibili e spirituali, angeli, arcangeli («Working with Spiritual Beings», «angels»: cf. p. 89) che sono i compagni del mago-teurgo (cf. p. 91). La magia della Golden Dawn è compiuta attraverso riti cabalistici, divinazione, consacrazione di talismani, chiaroveggenza, ecc. (cf. p. 91). La magia-teurgia della Golden Dawn ha la scopo di conoscere il vero Sé divino, di unire il mago al proprio Sé divino (cf. pp. 91-92). Questa magia è assai vicina al vero misticismo che trascende tutti i dogmi religiosi («very close to true mysticism that transcends all religious dogmas»: cf. p. 92).

Al termine del libro c’è un’interessante cronologia della Golden Dawn («Golden Dawn Timeline»: pp. 251-255) dal 1887 al 2003.

3.7.3. Frater Cicero IX° SRICF…

Negli USA, la società massonico-rosacrociana che corrisponde all’inglese SRIA, è la “Societas Rosicruciana In Civitatibus Foederatibus” (SRICF). Nel periodo 2020-2021, sul website SRICF, Charles “Chic” Cicero risulta IX° grado SRICF, «Chief Adept of Florida College» (qui: http://www.sricf-fla.org/home.html; e qui http://www.sricf-fla.org/fl-college-officers.html).  

Come la SRIA inglese, anche la “sorella” americana, SRICF è riservata a Maestri Massoni regolari di fede cristiana… Perciò “Chic” Cicero fa sicuramente parte di una Loggia affiliata a una delle Grandi Logge regolari degli USA. Inoltre Chic Cicero è massone dello “York Rite” (qui: https://jl1.org/lodge/index.php/york-rite-bodies/) che con lo “Scottish Rite” è uno dei due sistemi di Alti Gradi più diffusi tra i Maestri Massoni regolari negli USA.  

Circa la Fede Cristiana, Frater Charles Chic Cicero e i membri SRIA e SRICF sono ‘cristiani’… come il mago inglese John Dee (1527-1608) e i Rosacrociani! Infatti la tradizione magica e rosacrociana cerca di unire credenze e pratiche della Magia con elementi di Fede Cristiana. Ma è una conciliatio oppositorum che non piacerebbe all’Apostolo San Paolo (cf. 2Cor 6,14-16).

Padre Paolo M. Siano

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