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5La “riforma della Chiesa” sinodale significa veramente uno sconvolgimento democratico nella Chiesa

La “riforma della Chiesa” sinodale significa veramente uno sconvolgimento democratico nella Chiesa
La “riforma della Chiesa” sinodale significa veramente uno sconvolgimento democratico nella Chiesa

Papa Francesco ha convocato un “ Sinodo sulla sinodalità ”, che si riunirà a Roma il prossimo ottobre. Molti fedeli cattolici hanno espresso preoccupazione poiché i promotori del Sinodo hanno proposto cambiamenti gravi e potenzialmente distruttivi alla struttura della Chiesa.

I leader del Sinodo hanno ripetutamente espresso il desiderio di discutere della “riforma della Chiesa”. Il seguente articolo, tratto dal libro di recente pubblicazione, Il processo sinodale è un vaso di Pandora, spiega cosa significa la parola “riforma” per i promotori del Sinodo.

I promotori del Sinodo utilizzano spesso l’espressione “riforma della Chiesa”. Ma esattamente che tipo di riforme prevedono?

Secondo il Documento preparatorio al Sinodo, le strutture della Chiesa dovrebbero essere modificate su tre livelli:

  1. il livello dello stile con cui la Chiesa ordinariamente vive e opera;
  2. il livello delle strutture e dei processi ecclesiali;
  3. il livello dei processi e degli eventi sinodali.

Queste modifiche proposte mirano alla gerarchia

Afferma che occorre eliminare la separazione tra i sacerdoti e il resto del popolo di Dio, superando una visione della Chiesa costruita attorno al ministero ordinato e a strutture gerarchiche che favoriscono tendenze autocratiche e frammentano i rapporti tra sacerdoti e laici. Propone un modello istituzionale sinodale che decostruisca il potere piramidale attualmente esistente e permetta alla vita della Chiesa di praticare veramente la corresponsabilità di tutti in risposta ai doni che lo Spirito dona ai fedeli, soprattutto per quanto riguarda le istituzioni e le strutture di governo. Desidera che i vari consigli (parrocchiale, presbiterale ed episcopale) non siano meramente consultivi ma luoghi in cui si prendono decisioni sulla base di processi di discernimento comunitario.

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In questa linea, i promotori del Sinodo sostengono che il problema primario della Chiesa sarebbe il clericalismo, cioè le strutture gerarchiche che la dividono tra clero e laici, tra Ecclesia docens ed Ecclesia discens.

Il Documento preparatorio lamenta “la mancanza di processi comunitari di ascolto e discernimento” e sottolinea “la persistenza di ostacoli strutturali, tra cui: strutture gerarchiche che favoriscono tendenze autocratiche; una cultura clericale e individualistica che isola gli individui e frammenta i rapporti tra preti e laici”. Si conclude sottolineando “l’importanza di liberare la Chiesa dal clericalismo… una cultura che isola il clero e danneggia i laici”.

La soluzione del Sinodo: la “corresponsabilità”

Per i promotori del Sinodo il rimedio al clericalismo sarebbe attuare la “corresponsabilità” riconoscendo la pari dignità di tutti i battezzati e il valore dei carismi e dei ministeri laicali perché “la leadership delle attuali strutture pastorali, così come la mentalità di molti sacerdoti , non favorire questa corresponsabilità .” Vedono la necessità di “superare una visione di Chiesa costruita attorno al ministero ordinato, per andare verso una Chiesa “tutta ministeriale”, che è comunione di carismi e ministeri diversi”.

I promotori del Sinodo sostengono che la dinamica della corresponsabilità dovrebbe permeare “tutti i livelli della vita ecclesiale .

La Segreteria di Stato vaticana ne è un esempio: «Pur mantenendo la collegialità e la libertà di decisione priva di qualsiasi tipo di pressione, le Conferenze episcopali dovrebbero includere rappresentanti del clero e dei laici delle diverse diocesi».

A livello diocesano, i consigli pastorali sarebbero “chiamati ad essere sempre più luoghi istituzionali di inclusione, dialogo, trasparenza, discernimento, valutazione e responsabilizzazione di tutti”.

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A livello parrocchiale, “è necessario che la Chiesa dia anche una forma e un modo di procedere sinodale alle proprie istituzioni e strutture, soprattutto per quanto riguarda il governo”. Presenta un suggerimento dalla Papua Nuova Guinea e dalle Isole Salomone: «Quando vogliamo fare qualcosa nella nostra parrocchia, ci incontriamo, prendiamo i suggerimenti di tutti nella comunità, decidiamo insieme e portiamo avanti insieme le decisioni».

I leader sinodali non negano che un tale sistema darà luogo a tensioni e disaccordi. Invece, afferma il documento, «non dobbiamo averne paura, ma articolarli in un processo di costante discernimento comunitario, in modo da sfruttarli come fonte di energia senza che diventino distruttivi».

Un dilemma più grande

Resta però una domanda ancora più grande: se l’opinione dei fedeli e quella del papa divergessero, quale prevarrebbe?

Il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, propone una soluzione sinodale: “ Il papa potrebbe impegnarsi a non compiere mai atti di magistero particolarmente importanti o atti di governo particolarmente importanti come singolo e, di conseguenza, può impegnarsi a invitare sempre il collegio episcopale a compiere tali atti come soggetto comunitario”.

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Così, in caso di divergenza tra l’opinione dei fedeli e quella del papa, quest’ultimo si impegnerebbe a non avvalersi della sua infallibilità ma a continuare a dialogare con la comunità. È quello che sembra insinuare Papa Francesco parlando del Sinodo sull’Amazzonia:

Una delle ricchezze e delle originalità della pedagogia sinodale è proprio quella di evitare l’uso della logica parlamentare per insegnare ad ascoltare comunitariamente ciò che lo Spirito dice alla Chiesa…

Mi piace pensare che, in un certo senso, il Sinodo non sia finito. Questo momento di accettazione dell’intero processo a cui abbiamo assistito è per noi una sfida a continuare a camminare insieme e a mettere in pratica questa esperienza.

Tutti questi fatti indicano che il Sinodo desidera portare la Chiesa in una direzione più democratica. Questa è una prospettiva pericolosa che minaccia la struttura gerarchica della Chiesa istituita da Nostro Signore stesso.

Credito fotografico: © lucky-photo – stock.adobe.com

José Antonio Ureta e Julio Loredo de Izcue 22 settembre 2023

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