Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

4Riflessioni sull’Ascensione

Riflessioni sull'Ascensione

Entrando in Gerusalemme, ricordiamo che qui riposò Nostro Signore Gesù Cristo in un sepolcro chiuso, non penetrato né dall’aria né dalla luce, con il Suo Sacro Corpo sfigurato dalle ferite. Avvolto nella Sacra Sindone, Nostro Signore giace nell’oscurità più totale, ridotto all’inerzia e alla morte isolate. Nell’apparente disperazione del sepolcro, il trionfo della sinagoga appare completo.

Dopo due giorni, un raggio di luce penetra le tenebre, poi un altro, e un altro ancora, mentre gli angeli manifestano la loro presenza. La pesante pietra che custodisce il sepolcro non può impedire l’ingresso di questi puri spiriti. Il coro angelico si riunisce e riempie il vuoto silenzio con i canti del Cielo.

All’improvviso, il sacro corpo si muove, mentre Nostro Signore si solleva dalla lastra su cui giace e dalla morte stessa. Si trovava nel limbo, dove consolava i giusti con la Buona Novella che l’ora della loro redenzione era vicina. Possiamo ben immaginare la loro gioia e adorazione nell’accogliere il loro Redentore!

Mentre la Sua anima divina rianima il Suo corpo mortale, ogni ferita risplende dello splendore del sole. La corona di spine di Cristo è ora una corona di luce. Nostro Signore comanda alla pietra di allontanarsi e il sole irrompe, dissipando l’oscurità della tomba mentre il Figlio vince la disperazione della morte nel Suo trionfo eterno.

Qualcuno si avvicina. Lei sta correndo. È Maria Maddalena e sta ancora piangendo. Trovando il sepolcro aperto con la pietra rotolata via e nessuna guardia romana in vista, non sa cosa pensare.

Vedendo un uomo che scambia per un giardiniere, chiede: “Dov’è Gesù?” Lui risponde con una sola parola: “Maria”. Le scaglie le cadono dagli occhi e lei risponde:
“Rabboni!” che significa “Maestro”. Ma Nostro Signore, il cui corpo glorioso può muoversi più velocemente di qualsiasi razzo, non c’è più. È nel Cenacolo, dove Maria Santissima si è ritirata a piangere nella penombra il Figlio. All’improvviso, Cristo entra raggiante. Lei non si sbaglia come lo era Maria Maddalena, perché dopo tutto è sua madre.

Ricordiamo l’ultimo sguardo di Gesù verso sua Madre dall’altezza infinita della Croce. Lei è l’ultima persona che vede prima di chiudere gli occhi nella morte. È uno sguardo d’amore che il mondo non ha mai conosciuto: l’amore di Dio per la sua Santa Madre. Immaginate allora il primo sguardo scambiato tra Madre e Figlio dopo la Risurrezione, mentre la tristezza più profonda diventa la gioia più grande! In un istante ritorna a Maria Maddalena, perché glorificato, non è più limitato al tempo e allo spazio.

Appare qua e là, parlando prima con questo discepolo, poi con quel discepolo. Solo al Giudizio Finale conosceremo tutti coloro ai quali Cristo parlò, dando coraggio e consigli, mentre preparava la Sua Chiesa per le battaglie a venire.

L’ora dell’Ascensione è vicina. Gesù si incammina verso il Monte degli Ulivi accompagnato da Sua Madre e dagli Apostoli. Il loro non è un semplice addio. Pendono su ogni parola del Suo insegnamento con rapita attenzione. Se la Trasfigurazione di Nostro Signore sul monte Tabor aveva lasciato sbalorditi gli Apostoli, possiamo immaginare come Egli dovesse apparire al momento della Sua Ascensione. Mentre Gesù parla, il suo corpo comincia gradualmente a sollevarsi. Egli sa che sta ascendendo al Cielo, ma è così naturale, così appropriato e così normale per Lui ascendere che all’inizio i Suoi apostoli potrebbero vederlo semplicemente come un altro esempio della Sua glorificazione. Tuttavia, ad un certo momento, è così in alto che si rendono conto: “Adesso ci sta lasciando!” E così il Signore risorto ascende alla gloria del Cielo.

Plinio Corrêa de Oliveira 1 giugno 2011

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