Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

3Santifica la domenica astenendoti dal lavoro servile

Il mondo ha smesso di santificare la domenica

Immagina una domenica mattina o una domenica pomeriggio media. La temperatura è calda o almeno piacevole. Il sole riempie il cielo. La calma mattutina è scandita solo dalle trascendenti e seducenti campane della chiesa che suonano per tutta la mattinata durante la Consacrazione della Santa Messa. attività: in una parola, la giornata è riservata al tempo libero. Ma così è la domenica in una nazione cattolica.

Invece, al giorno d’oggi troviamo qualcosa di molto diverso: pochi, se non nessuno, i cattolici vanno a Messa. Le campane non suonano più durante la Consacrazione della Messa. Messa in latino. La Divina Giustizia non si offre Vittima augusta e immacolata; piuttosto, il Dio Uno e Trino è irritato dall’indifferenza, dall’ingiustizia e dall’empietà di un popolo che è caduto dalla Vera Fede. E per tutto il tempo la giornata è caratterizzata dai suoni di tosaerba, utensili elettrici e macchine banali.

Cosa sono le opere servili?

Non è difficile trovare una domenica dell’anno in cui le persone falciano i loro prati, imbiancano le loro case, riparano oggetti domestici, puliscono le loro automobili e svolgono altre attività banali che ci è esplicitamente proibito dal Terzo Comandamento. Il Terzo Comandamento ci chiede di onorare il Giorno del Signore; e la Chiesa, nei suoi precetti, esige la partecipazione alla Messa nelle domeniche e nei giorni festivi di precetto, oltre a coloro che sono dispensati o impossibilitati ad adempiere questo precetto. Il terzo comandamento ci chiede anche di onorare il giorno del Signore astenendoci dalle opere servili. Le Istruzioni catechetiche di San Tommaso d’Aquino distinguono le opere servili da quelle intellettuali come segue:

“Il lavoro servile è lavoro corporeo; mentre il “lavoro libero” (cioè il lavoro non servile) è svolto dalla mente, ad esempio l’esercizio dell’intelletto e simili. E non si può essere servilmente obbligati a fare questo tipo di lavoro”.

San Tommaso d’Aquino ha insegnato che ci sono solo quattro eccezioni al divieto di lavoro servile nelle domeniche e nei giorni festivi di precetto:

“Dovremmo sapere, tuttavia, che il lavoro servile può essere svolto di sabato per quattro motivi. Il primo motivo è la necessità. Perciò il Signore scusò i discepoli che strappavano le spighe di sabato, come leggiamo in S. Matteo (xii. 3-5). Il secondo motivo è quando il lavoro è fatto per il servizio della Chiesa; come vediamo nello stesso Vangelo come i sacerdoti facevano tutte le cose necessarie nel tempio in giorno di sabato. La terza ragione è per il bene del prossimo; perché di sabato il Salvatore guarì uno che aveva una mano inaridita, e confutò i giudei che lo rimproveravano, citando l’esempio della pecora in una fossa (‘ibid.’). E la quarta ragione è l’autorità dei nostri superiori. Così, Dio comandò agli ebrei di circoncidere di sabato”.

La santità è scomparsa tra gli uomini? A nessuno importa più della santità della domenica?

Abbiamo dimenticato le parole di Nostra Signora de La Salette?

Melanie Calvat e Maximin Giraud erano due bambini di Corps, in Francia, vicino alla città di Grenoble, nella parte sud-orientale della Francia. Quando Melanie aveva 14 anni e Maximin ne aveva 11, stavano osservando il bestiame al pascolo quando videro un globo di luce che si “aprì” per rivelare una donna bellissima, vestita con un abito lungo e un grembiule, con uno scialle che si incrociava davanti e legato dietro. Al collo portava un Crocifisso che raffigurava gli strumenti della Passione di Nostro Signore, e sul suo capo c’erano un berretto e delle rose. Sedeva su una roccia, con il viso tra le mani, piangendo. La Signora disse che, a meno che la gente non si fosse pentita di lavorare la domenica e di aver bestemmiato Nostro Signore, sarebbe stata costretta a lasciare andare il braccio di Suo Figlio perché era diventato così pesante. Ha anche detto che se i suoi desideri non fossero stati ascoltati sarebbero seguiti danni ai raccolti e carestia.

Se abbiamo dimenticato il messaggio di Nostra Signora de La Salette ( vedi qui ), abbiamo anche dimenticato (o addirittura sentito parlare) della Beata Vergine Maria sotto il titolo di Nostra Signora del Salice? (1) Se non conosci la storia della Madonna del Salice (1), leggila e vedrai la grave importanza del Terzo Comandamento.

Incoraggia gli altri a santificare la domenica

Uno dei più grandi atti di carità che possiamo fare è aiutare gli altri a salvare le loro anime. Abbiamo l’obbligo di ammonire i peccatori, istruire gli ignoranti e consigliare i dubbiosi. La prossima volta che è domenica o un giorno di precetto, pubblica un aggiornamento su Facebook o Twitter per ricordare ai tuoi amici/follower la necessità di andare a Messa. Fallo in modo educato per aiutare gli altri. Prega per i tuoi amici e la tua famiglia e offri sacrifici e preghiere a Dio per loro.

Abbiamo l’obbligo morale di resistere all’assalto del peccato in questo mondo. La prossima volta che vedrai un confratello cattolico tagliare il prato, imbiancare la casa, ecc. di domenica, ricordagli di smetterla. È un’opera di misericordia spirituale ammonire i peccatori. Farlo con prudenza e carità è la chiave. Se possiamo prevenire il peccato, non siamo colpevoli di negligenza o accidia (pigrizia spirituale) quando falliamo nel tentativo? Stare contro il peccato è necessario per non partecipare anche noi al loro peccato accettandolo silenziosamente.

Se sei preoccupato di avvicinare la persona o credi davvero che non porterebbe alla sua conversione, potresti prendere in considerazione l’idea di lasciare loro un biglietto anonimo, ad esempio davanti alla sua porta. 

Nelle parole di Papa Pio XII in Mediator Dei :

“Come non temeranno la morte spirituale quei cristiani il cui riposo nelle domeniche e nei giorni di festa non è dedicato alla religione e alla pietà, ma dedito alle lusinghe del mondo! Le domeniche e le feste devono essere santificate dal culto divino che rende omaggio a Dio e cibo celeste all’anima… La nostra anima si riempie del più grande dolore quando vediamo come il popolo cristiano profana il pomeriggio dei giorni di festa…».

(1)Se non conosci Nostra Signora del Salice, visita il sito web dell’Associazione Real Presence per una breve descrizione (che può essere stampata e condivisa con altri) che illustri l’importanza di onorare la domenica e di lottare contro gli errori del protestantesimo.

Vedi: http://www.therealpresence.org/eucharst/misc/BVM/125_PLANTEES_60x96.pdf ( in inglese )

Fonte: Il Centro di Fatima

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Pubblicato da gianluca05

Pace: l’altra condizione della Madonna di Julio Loredo Da quando Papa Francesco ha annunciato che consacrerà la Russia (e l’Ucraina) al Cuore Immacolato di Maria, insieme a tutti i vescovi del mondo – ai quali ha rivolto un preciso appello in questo senso – tutto il mondo cattolico vive nell’attesa di questo storico evento. C’è chi, mosso da spirito pio, vede nel gesto pontificio una soluzione definitiva che metterà fine alla guerra, porterà alla conversione della Russia e al risanamento morale del mondo moderno. Altri, invece, mossi da spirito critico, vi segnalano possibili omissioni e contraddizioni. In ogni caso, bisogna rimarcare come l’annuncio di Papa Francesco – mettendo Fatima al centro degli avvenimenti contemporanei – abbia toccato una fibra profonda nell’opinione pubblica mondiale. L’atto di Francesco si collega a una precisa richiesta fatta dalla Madonna a Fatima nel 1917. Parlando ai pastorelli, la Madonna volle parlare al mondo intero, esortando tutti gli uomini alla preghiera, alla penitenza, all’emendazione della vita. In modo speciale, Ella parlò al Papa e alla sacra Gerarchia, chiedendo loro la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Queste richieste, la Madre di Dio le fece di fronte alla situazione religiosa in cui si trovava il mondo intero all’epoca delle apparizioni. La Madonna indicò tale situazione come estremamente pericolosa. L’empietà e l’impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini sarebbe esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra 1914-1918. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi, secondo il richiamo fatto a Fatima. Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per i cattolici: “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa (...) I buoni saranno martirizzati. Il Santo Padre dovrà soffrire molto”. “Per impedire tutto questo – continua la Madonna – verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”. Dopo un periodo di estrema tribolazione e di terribili castighi “come non si sono mai visti” (santa Giacinta di Fatima), la Madonna promette il trionfo finale: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. Ancor oggi gli esperti discutono sulla validità o meno delle varie consacrazioni fatte da Pio XII e da Giovanni Paolo II. La Madonna aveva posto tre condizioni: che la consacrazione fosse fatta dal Sommo Pontefice, che menzionasse la Russia, e che fosse fatta in unione con tutti i vescovi del mondo. In un modo o nell’altro, a tutte le consacrazioni – 1942, 1952, 1982, 1984 – mancava almeno una di delle condizioni. Dopo aver affermato perentoriamente che la consacrazione del 1984, fatta da Giovanni Paolo II, non era valida, la veggente suor Lucia aveva cambiato opinione, attestando invece la sua conformità a quanto richiesto dalla Madonna. Questa è la posizione più diffusa negli ambienti della Chiesa e fra i fedeli in generale. Non vogliamo entrare in un tema tanto complesso. Facciamo però notare che, alla Cova da Iria, la Madonna indicò due condizioni, entrambe indispensabili, perché si allontanassero i castighi con cui ci minacciava. Una di queste condizioni era la consacrazione. Supponiamo che sia stata fatta nel modo richiesto dalla santissima Vergine. Rimane la seconda condizione: la divulgazione della pratica della comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Ci sembra evidente che questa devozione non si è propagata fino a oggi nel mondo cattolico nella misura desiderata dalla Madre di Dio. E vi è ancora un’altra condizione, implicita nel messaggio ma anch’essa indispensabile: è la vittoria del mondo sulle mille forme di empietà e di impurità che oggi, molto più che nel 1917, lo stanno dominando. Tutto indica che questa vittoria non è stata ottenuta, e, al contrario, che in questa materia ci avviciniamo sempre più al parossismo. Così, un mutamento di indirizzo dell’umanità sta diventando sempre più improbabile. E, nella misura in cui avanziamo verso questo parossismo, diventa più probabile che avanziamo verso la realizzazione dei castighi. A questo punto bisogna fare una osservazione, e cioè che, se non si vedessero le cose in questo modo, il messaggio di Fatima sarebbe assurdo. Infatti, se la Madonna affermò nel 1917 che i peccati del mondo erano giunti a un tale livello da richiedere il castigo di Dio, non parrebbe logico che questi peccati siano continuati ad aumentare per più di mezzo secolo, che il mondo si sia rifiutato ostinatamente e fino alla fine di prestare ascolto a quanto gli fu detto a Fatima, e che il castigo non arrivi. Sarebbe come se Ninive non avesse fatto penitenza e, nonostante tutto, le minacce del profeta non si fossero realizzate. Per di più, la stessa consacrazione richiesta dalla Madonna non avrebbe l’effetto di allontanare il castigo se il genere umano dovesse restare sempre più attaccato alla empietà e al peccato. Infatti, fintanto che le cose staranno così, la consacrazione avrà qualcosa di incompleto. Insomma, siccome non si è operato nel mondo l’enorme trasformazione spirituale richiesta alla Cova da Iria, stiamo sempre più avanzando verso l’abisso. E, nella misura in cui avanziamo, tale trasformazione sta diventando sempre più improbabile. Applaudiamo l’atto di Papa Francesco e ci sommiamo toto corde a esso se seguirà i requisiti posti dalla Madonna a Fatima. Tuttavia, finché a questo atto non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro l’immoralità dilagante – aborto, omosessualità, LGBT, mode indecenti, pornografia, gender e via dicendo – la semplice consacrazione della Russia – per quanto gradita alla Divina Provvidenza – non allontanerà il castigo. Mi sia permesso di sollevare un’altra perplessità, e non di piccolo peso. A Fatima la Madonna indicò, come l’elemento allora più dinamico del processo rivoluzionario che portava l’umanità verso l’abisso, gli “errori della Russia”, ossia il comunismo, che proprio nell’Unione Sovietica trovò la sua sede e fuoco di espansione. Non ci sarà una vera conversione finché questa ideologia non sarà rigettata in ogni sua manifestazione. Ora, proprio in questo campo il pontificato di Papa Francesco si è contraddistinto per la sua prossimità all’estrema sinistra: dalla vicinanza alla dittatura cubana, al sostegno ai “movimenti popolari” latinoamericani di matrice marxista, senza dimenticare i contatti col patriarca Kiryll, che della dittatura sovietica fu fedele servitore e propagandista. Anche qui, salvo miglior giudizio, ci sembra che, finché all’atto di venerdì a San Pietro non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro il comunismo e i suoi epigoni, la sola consacrazione della Russia non fungerà da toccasana per risparmiare una catastrofe alla civiltà contemporanea. Fonte: TFP - Tradizione Famiglia Proprietà -