Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

3Papa Francesco sta abilitando l’omo-eresia all’interno della Chiesa?

Papa Francesco sta abilitando l'omo-eresia all'interno della Chiesa?
Papa Francesco sta abilitando l’omo-eresia all’interno della Chiesa?

In una detonazione simbolica, le benedizioni della Chiesa tedesca per le coppie dello stesso sesso innescano una rivolta aperta

Il 31 ottobre 1517, Martin Lutero, un frate senza vocazione, affisse il suo libello di rivolta alla porta della chiesa di Tutti i Santi a Wittenberg, in Sassonia.

Anche se tutto era già stato preparato per questa rivolta, quel gesto simbolico scatenato dal seno della Chiesa cattolica, l’apostasia di gran parte dell’Europa.

A quel tempo, le università insegnavano filosofie soggettiviste che, negando la realtà, negavano la verità. Una parte del clero era diventata mondana e aderiva alle nuove dottrine. A sua volta, una nobiltà avara e decadente guardava ai beni della Chiesa.

Carlo V, un debole imperatore cattolico, e Leone X, un papa rinascimentale, più interessato alla politica e ai piaceri, permisero che la rivolta si diffondesse.

Un nuovo gesto simbolico: benedire le “coppie” omosessuali

Cinque secoli dopo, divamparono le fiamme della rivolta.

Il 22 febbraio la Congregazione per la Dottrina della Fede ha risposto negativamente a una domanda ( dubium ) sulla liceità di benedire le unioni omosessuali. Papa Francesco aveva approvato quella risposta.

Cominciarono subito ad apparire singole dichiarazioni di vescovi, gruppi sacerdotali e teologi, che prepararono il terreno per un aperto atto di sfida alla Fede.

Il 10 maggio 2021, sacerdoti e diaconi cattolici, con il sostegno attivo o passivo dei vescovi, hanno benedetto coppie dello stesso sesso in circa 100 chiese in Germania, presumibilmente in circa 80 città. Fu un atto di aperta ribellione contro la Santa Sede, che aveva condannato la pratica.

Assumere una posizione di principio, non personale

Come cattolici praticanti, siamo pieni di compassione e preghiamo per coloro che lottano contro la violenta tentazione di peccare, sia verso il peccato omosessuale o altro.

Siamo consapevoli dell’enorme differenza tra questi individui che lottano con le loro debolezze e si sforzano di superarle e altri che trasformano il loro peccato in motivo di orgoglio, e cercano di imporre il loro stile di vita a tutta la società, in flagrante opposizione alla tradizione cristiana morale e diritto naturale. Tuttavia, preghiamo anche per loro.

Secondo l’espressione attribuita a sant’Agostino, noi «odiamo il peccato ma amiamo il peccatore». E amare il peccatore, come spiega lo stesso Dottore della Chiesa, è augurargli il meglio che possiamo desiderare per noi stessi, cioè «che ami Dio con un affetto perfetto». (Sant’Agostino, Della morale della Chiesa cattolica , n. 49, www.newadvent.org/fathers/1401.htm )

Come l’affissione delle sue 95 tesi da parte di Lutero nel 1517 alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, in Sassonia, più che contraddire la nota della Congregazione per la Dottrina della Fede, le benedizioni di massa illecite per le coppie omosessuali furono un gesto pieno di simbolismo. Era una negazione pubblica della dottrina perenne della Chiesa secondo cui ogni atto sessuale contrario ai fini del matrimonio, e specialmente l’atto contro natura, è peccato gravissimo. Chi si trova in un’unione affettiva contraria alla legge di Dio e alla legge naturale è in stato oggettivo di peccato e di rivolta contro il Creatore. Come afferma il documento CDF, non è lecito benedire questo stile di vita peccaminoso.

La pronuncia CDF sembra essere stata il fattore scatenante

Da qualche tempo i cattivi preti cattolici di tutto il mondo benedicono le coppie dello stesso sesso. La maggior parte dei vescovi e il Vaticano sono rimasti del tutto passivi, apparentemente senza accorgersene.

L’improvviso intervento della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede fa dubitare che la consultazione ( dubium ) e la sua risposta negativa di febbraio non siano state una mossa astuta per provocare un pronunciamento ufficiale della Santa Sede in merito. Un pronunciamento che avrebbe scatenato la rivolta a lungo preparata.

Sulla scia della rivolta aperta del 10 maggio, non ci sono notizie che né Papa Francesco né la Congregazione per la Dottrina della Fede abbiano disciplinato un solo ribelle. Non ci sono notizie che si siano pronunciati contro questa pubblica negazione della morale e della dottrina cattolica, tantomeno che abbiano preso misure adeguate per fermarla. Non si ha notizia che qualche ordinario abbia disciplinato un sacerdote ribelle della sua diocesi che impartisce benedizioni a coppie omosessuali.

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Il silenzio e la mancanza di provvedimenti disciplinari la dicono lunga. La domanda che si pone è se l’inerzia del papa porterà al consolidamento di questa eresia come avvenne con il protestantesimo ai tempi di papa Leone X. In altre parole, il peccato omosessuale viene normalizzato e accettato nella Chiesa oggi come un fatto compiuto.

Ciò è tanto più da temere dal momento che, attraverso parole e atteggiamenti, Papa Francesco ha mostrato agli omosessuali attivi non solo tolleranza ma sostegno, a partire dal 2013, con le cinque parole più famose del suo pontificato: “Chi sono io per giudicare?” Dopo altri gesti di approvazione, ha nuovamente difeso la legalizzazione delle “unioni civili” tra persone dello stesso sesso in un’intervista rilasciata nel 2020, avendolo già fatto anni prima in Argentina quando era cardinale-arcivescovo di Buenos Aires.

L’omo-eresia di oggi

La difesa dottrinale del peccato omosessuale o del “matrimonio” tra persone dello stesso sesso è un’eresia morale che è stata chiamata “omo-eresia”.

Il teologo polacco p. Dariusz Oko, professore di teologia alla Pontificia Accademia di Cracovia e all’Università Giovanni Paolo II, definisce così questa nuova eresia: “L’omoeresia è un rifiuto del Magistero della Chiesa cattolica sull’omosessualità. I sostenitori dell’omoeresia non accettano il fatto che la tendenza omosessuale sia un disturbo della personalità. Si chiedono se gli atti omosessuali siano contrari alla legge naturale e favoriscano il sacerdozio per gli omosessuali. L’omo-eresia è una versione ecclesiastica dell’omosessualità”.

Il Magistero della Chiesa ha sempre insegnato la verità della Scrittura e della Tradizione che la pratica omosessuale, come ogni peccato consumato di lussuria, è un peccato grave. Tuttavia, non è un peccato mortale qualunque, ma uno dei quattro che “grida vendetta al Cielo”. Negare questa verità costituisce eresia, che è «un ostinato diniego o un ostinato dubbio dopo aver ricevuto il battesimo di una verità che si deve credere per fede divina e cattolica» (can. 751).

Ambiguità, eresia e odio di Dio

Parallelamente alle benedizioni della Chiesa di massa delle coppie dello stesso sesso il 10 maggio, un gruppo di teologi ha pubblicato un manifesto nel tentativo di giustificare la loro falsa dottrina. Tra gli altri, questo documento è stato firmato dalla famigerata suor Jeannine Gramick, una co-fondatrice del New Ways Ministry che è stata condannata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1999 per aver negato che gli atti omosessuali fossero intrinsecamente malvagi. Tra i cofirmatari c’è lo scandaloso mons. Krzysztof Charamsa. Nel 2015 è stato licenziato dal suo incarico nella CDF dopo aver rilasciato un’intervista, con il suo partner omosessuale, per il film documentario polaccoArticle 18.

La linea argomentativa dei teologi dell’omoeresia è la stessa del Modernismo: i dogmi della Chiesa devono evolversi e accompagnare la cultura del mondo moderno.

Resisti forte nella fede

In queste situazioni difficilissime, dobbiamo seguire l’insegnamento apostolico di San Pietro. Ci esorta a “resistere… forti nella fede” perché “il Dio di ogni grazia, che ci ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, dopo che avrete sofferto un po’, vi perfezionerà egli stesso, vi confermerà e vi stabilirà” (1 Pt 5:9, 10).

Non lasciamoci scoraggiare dalle prove apocalittiche in questa crisi della ChiesaNostro Signore veglia sulla Sua Chiesa e non permetterà che sia dominata dalle forze del male infiltrate. Ce lo assicurano le sue stesse parole evangeliche.

Traiamo coraggio dal fatto che la Madonna stessa ha promesso, a Fatima, che il suo Cuore Immacolato trionferà. Confidiamo in Lei, la Vergine Purissima, che sola schiaccia tutte le eresie. Calpesterà questa nuova eresia che glorifica il peccato per il quale Sodoma e Gomorra furono distrutte dal fuoco.

Credito fotografico: © Antoine – stock.adobe.com

Luiz Sérgio Solimeo 21 maggio 2021

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