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33Come l’ordine può portarci a conoscere Dio

Come l'ordine può portarci a conoscere Dio
Come l’ordine può portarci a conoscere Dio

C’è chi non capisce l’urgente bisogno di ordine perché lo vede semplicemente come un’organizzazione arbitraria degli affari. Per loro, l’ordine è un sistema artificiale che può portare a termine le cose ma non è certo un bisogno essenziale.

Dato che i sistemi moderni, in particolare il grande governo, hanno causato così tanti danni, molti nella società moderna preferiscono che non ci sia ordine ma piuttosto la proliferazione della libertà al di fuori dell’ordine dove possono fare quello che vogliono.

Queste persone non riescono a vedere che l’ordine è qualcosa di molto più profondo e sublime dei semplici sistemi creati dall’uomo. Non hanno il desiderio di indagare più a fondo su cosa sia l’ordine. Soprattutto non vogliono assumersi i doveri che l’ordine impone agli uomini e alla società.

Ma l’ordine è necessario perché, come dice Russel Kirk, è il primo bisogno dell’anima. Quando si pratica la virtù, si abbraccia un quadro di principi ordinatori che conferiscono pace e benessere a tutta la società poiché le cose funzionano correttamente secondo la loro natura.

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L’ordine consente alla persona di comprendere il mondo percependo che esiste un ordine nell’universo che si estende oltre le situazioni individuali e ha significato e scopo. Si possono discernere i principi universali secondo i quali le cose funzionano e interagiscono. Tutto ciò riflette un’intelligenza organizzatrice che aleggia al di sopra della Creazione. Questo ordine consente un’unità impressionante attorno a questi principi e una sorprendente diversità nella loro applicazione.

Per questo san Bonaventura sostiene che l’ordine è una delle vie attraverso le quali si può conoscere e amare Dio, fonte di questa intelligenza ordinatrice. L’ordine si riflette ovunque nella Creazione di Dio e non può non suscitare meraviglia in chi sa osservarlo.

Il grande teologo francescano trova l’ordine in base alla “durata, situazione e influenza”. Vale a dire, i principi che governano quest’ordine sono validi per tutti i tempi e tutti i luoghi. Non c’è pericolo che i fenomeni naturali cambino bruscamente come, ad esempio, un albero che cresce verso il basso. Anche la natura umana rimane decisamente stabile in ciò che fanno gli uomini. Ne consegue un ordine stabilito da Dio mediante il quale gli uomini potrebbero arrivare a conoscerlo.

Questo ordine si riflette ulteriormente nella complessità della Creazione. Esiste una gerarchia di complessità in tutte le cose, in modo tale che alcune cose sono semplici nel loro funzionamento mentre altre sono più complesse. Questo ordinamento permette di classificare animali, piante e minerali e di comprendere il loro ruolo nella Creazione. Questa ampia gamma di complessità si ritrova in intervalli proporzionali e graduali che fanno somigliare la Creazione ad una scala senza pioli mancanti. Quindi ci sono ordini superiori e inferiori, parti nobili e meno nobili che compongono un grande mosaico che riflette Dio in tanti suoi aspetti.

San Bonaventura afferma anche che le leggi e i precetti sono ancora altre vie attraverso le quali si può conoscere Dio attraverso l’ordine. La natura segue una legge che garantisce che le cose funzionino secondo il loro scopo. La legge di gravità, ad esempio, non può essere abrogata. Gli atti morali degli uomini sono regolati dalla legge morale naturale che, se osservata, dà origine all’ordinamento della società e al bene comune. Infine, la legge divina – che si trova nelle leggi e nei precetti della Scrittura – ordina gli uomini verso il loro fine ultimo in Dio. Ogni legge giusta riflette l’immensità della saggezza di Dio.

Il modo finale di conoscere Dio attraverso l’ordine è attraverso “l’ordine dei divini sacramenti, delle ricompense e delle punizioni nel corpo della Chiesa”. Il funzionamento della Chiesa cattolica in tutti i suoi modi di amministrare la giustizia e la misericordia, afferma san Bonaventura, riflette “l’immensità della bontà di Dio”. Infatti l’Incarnazione, la Passione e la Morte di Gesù Cristo hanno aperto le porte della redenzione all’uomo peccatore. La sua Chiesa, attraverso i Sacramenti, dona la grazia santificante per consentire agli uomini di partecipare alla vita divina di Dio, fonte di ogni bene e di ogni ordine.

San Bonaventura conclude quindi che «l’ordine ci conduce nel modo più evidente al primo e al più alto, al più potente, al più saggio e al migliore». Quando le cose sono in ordine, seguono una logica che si volge naturalmente al bene supremo che è Dio. Lungi dall’essere un sistema arbitrario, l’ordine è un modo attraverso il quale si può conoscere Dio e raggiungere la santificazione e l’unione con Lui.

Giovanni Horvat II 4 maggio 2017

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