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30Ecco gli autori della bizzarra teologia eco-femminista

Ecco gli autori della bizzarra teologia eco-femminista
Ecco gli autori della bizzarra teologia eco-femminista

In questo articolo vedremo come la nuova “teologia eco-femminista” attacca le verità a lungo insegnate dalla Santa Madre Chiesa. Utilizzeremo i libri e gli scritti dei promotori di questa corrente teologica per non stravolgere il loro pensiero, ma fare solo piccoli commenti.

Il libro Del Cielo a la Tierra è un’antologia dei principali autori e testi di teologia femminista ed ecofemminista. I suoi autori sono americani con ricchi curriculum di studi e di attività. I testi sono stati selezionati dalla missionaria laica Judith Ress in coordinamento con altre donne del Colectivo Con-spirando . I lettori sono invitati “ad ascoltare queste voci (di ‘decostruzione’) dei teologi del Nord… sforzandosi di cantare un canto nuovo con le proprie voci. Affiniamo le nostre orecchie”.

Per decifrare questa neo-teologia ci serviremo anche di diversi numeri della rivista Con-spirando e dei libri Lluvia para crecer [Pioggia per crescere] e Vírgenes y diosas en América Latina [Vergini e Dee in America Latina], che sono i principali fonti di questa teologia in Cile. Faremo alcuni commenti per facilitare la comprensione del testo.

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I fondamenti ideologici di questa nuova teologia sono esposti nella prima selezione eco-femminista nel libro Dal cielo alla terra. Alcune idee principali emerse dall’introduzione del libro includono l’idea che la teologia femminista ritenga che “la sua interpretazione del corpo fisico umano sia assolutamente centrale” per comprendere la società. La spiritualità eco-femminista è “radicata nella sua sensualità e sessualità”. Il lettore scopre che la teologia femminista è “un grande compito ecumenico di raccontare storie, celebrare, criticare le nostre tradizioni”. Tale teologia è relativistica perché “testimonia la natura mutevole e dinamica delle relazioni, e quindi della teologia stessa”. La teologia non riconosce “né Dio, né l’incarnazione, né il peccato, né la riparazione. Noi femministe ci assumiamo la prerogativa di tradurre le norme cristiane o religiose tradizionali, come il presupposto che l’orgoglio sia un peccato”.

Commento : Nulla di tradizionale rimane in piedi in questa teologia poiché non c’è certezza che alcuna verità presente sarà vera domani. Questo è il culmine del relativismo e quindi della negazione della religione. Questa neo-teologia afferma costantemente la tesi che l’orgoglio non è un peccato, come si vedrà più avanti. Comprende anche l’affermazione inversa: per una donna l’umiltà è un peccato.

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Un altro importante promotore di questa corrente rileva il carattere profondamente rivoluzionario di questa neo-teologia affermando che “esiste una dinamica inerente alla rivoluzione delle donne nella società giudaico-cristiana che è anti-chiesa…Questo perché la tradizione giudeo-cristiana legittima patriarcato… che la rivoluzione delle donne si è lasciata alle spalle…. È una rivoluzione spirituale post-cristiana”.

Lo stesso teologo spiega questa spiritualità post-cristiana: «Il cammino di trasformazione della donna comporta dunque l’esorcizzazione del padrino interiorizzato nelle sue diverse manifestazioni…. Questo processo di demistificazione, alzarsi ed uscire dalla Menzogna, è l’estasi”.

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Secondo la teologa ecofemminista Mary Condren, il libro della Genesi è “il mito fondativo del patriarcato”. Nel suo libro,Eva e il serpente: il mito fondatore del patriarcato, afferma che “Alla fine, il serpente aveva ragione. La prima coppia non morì quando mangiò il frutto e conobbe il bene e il male…. Tuttavia, sebbene il serpente avesse dimostrato di avere ragione e Yahweh volesse impedire alla coppia di ‘conoscere il bene e il male’, il serpente riceve una punizione… Le donne furono subordinate agli uomini e divennero responsabili di schiacciare l’antica fonte di forza e conforto, cioè, la dea sotto forma di serpente”.

Da parte sua, Elizabeth Schüssler Fiorenza, anch’essa teologa eco-femminista, propone una conversione della Chiesa: “Esorcizzando il male strutturale interiorizzato del sessismo patriarcale e invitando l’intera Chiesa alla conversione e al pentimento, il femminismo cristiano e la teologia femminista salvano il diritto e il potere di articolare la nostra la teologia [per] diventare ekklesia delle donne, donna-chiesa”.

Secondo un’altra teologa femminista, “Elizabeth Schüssler Fiorenza ha ampliato il modello del circolo ermeneutico e ne ha modificato l’immagine. Durante il suo soggiorno in Cile, ha presentato il modello della danza ermeneutica dell’interpretazione biblica , un movimento deliberato che circola liberamente attraverso l’esperienza (di oppressione…); memoria (di tradizioni di oppressione…); la buona notizia (…è davvero una buona notizia per queste donne?); reimmaginazione creativa (liturgia femminista…); e trasformazione (liberazione, guarigione, come motivo fondamentale di questa danza).”

La defunta teologa e religiosa Madonna Kolbenschlag, offre una formula-rito per compiere questo “esorcismo” contro il “mito di Eva” che è servito da base alla dottrina sul patriarcato: «Ricordando la storia di Eva e il giardino della tentazione, ci riuniamo per leggere il racconto della Genesi …. Al termine di ogni lettura, tutte le donne riunite cantano vigorosamente: ‘questa non è la volontà la parola di Dio!’ Poi una mela viene benedetta e passata da una donna all’altra con le parole: “Prendi e mangia, perché è buona e tu sei buona”. Non posso descrivere la forte sensazione, anche fisica, di affermazione e di esorcismo che questo rito comunitario trasmette”.

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Commento : La mela è il simbolo del frutto proibito da Dio, e quindi del peccato. Il serpente è un simbolo del diavolo. Mangiare la mela in un rito è una negazione del concetto di peccato originale e di tutta la teologia cattolica basata sulla Genesi, e suscita la simpatia dei partecipanti verso il serpente, cioè il diavolo.

Infatti, le parrocchie cattoliche e i gruppi ecclesiali della capitale cilena di Santiago, attualmente insegnano e praticano questo rito “esorcistico”. Le donne “maestre” hanno attratto discepoli che trasmettono le loro lezioni a nuovi adepti di questa corrente.

Juan Antonio Montes Varas 4 giugno 2019

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