Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

2Nuove dichiarazioni papali confuse e scandalose

Nuove dichiarazioni papali confuse e scandalose:

Il proselitismo è «un peccato gravissimo contro l’ecumenismo»
«Lui che era stata lei,
ma è lui».

Nostro Signore Gesù Cristo ha fondato un’unica Chiesa, l’unica vera Chiesa. La Chiesa Cattolica Romana e Apostolica è l’unica Chiesa di Cristo, edificata sulla roccia di Pietro; e chi rifiuta di entrarvi morirà per sempre.

Il Salvatore ha comandato alla Chiesa di ammaestrare tutti i popoli, trasmettendo la sua dottrina di salvezza e battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (cfr Mc 16,15; Mt 28,19).

Pertanto, per fedeltà al suo divino Fondatore, la Chiesa ha l’obbligo di esercitare l’apostolato e di tendere con impegno alla conversione e alla santificazione degli uomini, introducendoli nell’ovile di Cristo.

Pertanto, smettere di cercare la conversione di coloro che si trovano nelle tenebre del paganesimo, dell’eresia o dello scisma, equivale ad abbandonare la missione salvifica che Cristo ha affidato agli Apostoli e ai loro successori.

Un peccato contro l’ecumenismo?

Per questo motivo, la risposta di Papa Francesco a un seminarista durante il suo recente viaggio in Georgia sulla opportunità di fare apostolato con i suoi amici ortodossi lascia perplessi molti fedeli. Francesco ha detto:

“E ora un’ultima cosa…il problema dell’ecumenismo. Non combattere mai! Lasciamo che i teologi studino le realtà astratte della teologia. Ma cosa dovrei fare con un amico, un vicino, una persona ortodossa? Sii aperto, sii un amico. “Ma dovrei sforzarmi di convertirlo?” C’è un peccato molto grave contro l’ecumenismo: il proselitismo. Non dovremmo mai fare proselitismo tra gli ortodossi! Sono nostri fratelli e sorelle, discepoli di Gesù Cristo”.

Alcuni giorni dopo, il 13 ottobre, parlando ai protestanti e ai cattolici tedeschi recatisi a Roma in pellegrinaggio ecumenico, papa Francesco è stato più preciso riguardo al proselitismo. Disse:

“Non è giusto convincere qualcuno della propria fede”. “Il proselitismo è il veleno più forte contro il cammino dell’ecumenismo”.

Lasciare i propri amici in preda all’eresia e allo scisma non è vera amicizia, ma crudeltà. La vera amicizia, frutto della carità, non è abbandonare gli amici allo scisma e all’eresia, ma fare di tutto – con il dovuto rispetto e prudenza – per condurli alla vera dottrina e all’unione con la Chiesa di Gesù Cristo. In altre parole, è fare apostolato.

Nel definire il proselitismo un “peccato gravissimo contro l’ecumenismo”, papa Francesco non chiarisce se si parla di “peccato” nel suo senso teologico proprio (offesa a Dio) o in senso meramente metaforico. Ma, quando dichiara: «Non è giusto convincere qualcuno della propria fede», pone la questione in termini morali di giusto e sbagliato, il che dà un significato teologico all’affermazione che fare proselitismo è peccato. Ora, qualificare come peccato convertire qualcuno alla Chiesa Cattolica va direttamente contro il comando di Nostro Signore Gesù Cristo di fare apostolato: “Andando dunque, ammaestrate voi tutte le nazioni”. (cfr Mc 16,15; Mt 28,19).

Non è nemmeno chiaro se egli presenti l’ecumenismo come una nuova regola di fede e di morale in cui un atto di virtù, come fare apostolato, diventerebbe un atto peccaminoso. Al contrario, utilizzando la stessa logica, si potrebbe sostenere che un atto vizioso diventerebbe virtuoso. Sarebbe questa la chiave per comprendere le confuse dichiarazioni del Papa su omosessualità e “transgenderismo”?

Scismatici: discepoli di Cristo?

Si potrebbe sostenere che il Sommo Pontefice non condanna l’apostolato ma piuttosto il “proselitismo”, che gli ecumenisti vedono come un modo coercitivo per indurre qualcuno a cambiare fede. Il fatto è che il seminarista ha chiesto se dovesse “sforzarsi di convertire” un amico scismatico, non di costringerlo. E la ragione che il Papa ha dato per condannare questi sforzi non era di tipo come sono stati fatti, ma di natura teologica: per Francesco, gli “ortodossi” già “sono nostri fratelli e sorelle, discepoli di Gesù Cristo”.

Le sue parole suggeriscono che gli “ortodossi” (che non solo sono scismatici ma anche eretici perché negano il dogma cattolico) fanno parte di una “Chiesa di Cristo” che comprende diverse chiese, un errore specificamente condannato dai Papi come mostrato di seguito.

“Cristo non ha istituito una Chiesa per abbracciare più comunità”

Nella sua Enciclica Satis Cognitum, sull’unicità e l’unità della Chiesa, Papa Leone XIII (1878-1903) insegna:

“È talmente evidente dalle chiare e frequenti testimonianze della Sacra Scrittura che la vera Chiesa di Gesù Cristo è una, che nessun cristiano può osare negarlo….

[QUANDO] consideriamo ciò che è stato effettivamente fatto troviamo che Gesù Cristo, in realtà, non ha istituito una Chiesa per abbracciare più comunità simili per natura, ma in se stesse distinte, e prive di quei vincoli che rendono la Chiesa unica e indivisibile secondo quella maniera in cui nel simbolo della nostra fede professiamo: ‘Credo in una sola Chiesa’”.

E più avanti:

«Bisogna inventare un altro capo simile a Cristo, cioè un altro Cristo, se oltre all’unica Chiesa, che è il suo corpo, si vuole fondarne un’altra…

La Chiesa di Cristo, quindi, è una sola e sempre la stessa; coloro che ne escono si allontanano dalla volontà e dal comando di Cristo, il Signore: lasciando la via della salvezza entrano in quella della perdizione».

Chiare sono anche le parole del suo predecessore Pio IX (1846-1878) che condannavano l’indifferentismo:

“È ben noto anche l’insegnamento cattolico secondo cui nessuno può essere salvato al di fuori della Chiesa cattolica. La salvezza eterna non può essere ottenuta da coloro che si oppongono all’autorità e alle dichiarazioni della stessa Chiesa e si ostinano a separarsi dall’unità della Chiesa e anche dal successore di Pietro, il Romano Pontefice…”

Omosessualità e “transgenderismo”

Sul volo di ritorno, il Papa ha rilasciato la sua consueta intervista ai giornalisti trattando, tra gli altri, due temi diventati titoli dei giornali: l’omosessualità e il “transgenderismo”.

Sulla prima questione ha detto che nella sua vita sacerdotale ha accompagnato persone con tendenze omosessuali e anche altre con attività omosessuale. E ha fatto un’altra affermazione confusa, messa in risalto dai media: «Quando una persona che ha questa condizione si presenta davanti a Gesù, Gesù non dice certo: ‘Vai via perché sei omosessuale’». Nella sua dichiarazione non è chiaro se lui si riferisce solo a coloro che hanno quella tendenza disordinata ma rimangono casti o se copre anche coloro che hanno “attività omosessuale”, come i media hanno prontamente interpretato.

Un esempio del vantaggio che i media liberali hanno tratto dalle parole del Papa è il titolo di questo comunicato della Reuters, un’importante agenzia di stampa internazionale: “Il Papa dice che Gesù non caccerà i gay dal paradiso”.

“Lui, che era stata lei, ma è lui”

Più avanti Francesco si è occupato di “transgenderismo” o “transessualismo”. Ovviamente non si può cambiare il sesso ma solo l’apparenza. Un cambiamento di sesso è un’impossibilità biologica, poiché l’identità sessuale “è scritta su ogni cellula del corpo e può essere determinata attraverso il test del DNA. Non può essere cambiato”.

Pur criticando la “teoria del genere” come “colonizzazione ideologica”, il Papa accetta le persone che mutilano il proprio corpo per assumere le sembianze del sesso opposto. Arriva addirittura a raccontare la storia di due donne ricevute in Vaticano, chiamando una di loro (che ha avuto un “cambio di sesso”) “lui” e usando il termine “matrimonio” per riferirsi all’unione tra i due. Non fa la minima allusione al peccato di rivolta contro i disegni di Dio riguardo al proprio sesso e all’impossibilità per due persone dello stesso sesso di sposarsi. Ecco cosa ha detto:

“ È nato femmina, femmina , e ha sofferto molto perché si sentiva un maschio ma fisicamente era una femmina. Quando aveva vent’anni, a 22 anni, disse a sua madre che voleva sottoporsi a un’operazione e così via. Sua madre gli ha chiesto di non farlo finché fosse viva. Era anziana e morì poco dopo. Ha subito l’operazione. È un impiegato comunale in una città della Spagna. È andato dal vescovo. Il vescovo lo ha aiutato tanto, è un buon vescovo e ha “perso” tempo per accompagnare quest’uomo. Poi si è sposato. Ha cambiato identità civile, si è sposato e mi ha scritto una lettera dicendo che gli avrebbe portato conforto venire a trovare me con la sua sposa: lui, che era stata lei, ma è lui. Li ho ricevuti.

Dichiarazioni che non contribuiscono alla salvezza

Cos’altro si potrebbe dire sulle sorprendenti (ma purtroppo consuete) dichiarazioni di Papa Francesco? Contribuiscono alla santificazione e alla salvezza dei fedeli affidati alla sua cura pastorale? Chi potrebbe affermarlo? Chiaramente, queste continue e, quanto meno, ambigue dichiarazioni papali non fanno altro che aumentare la confusione dottrinale e l’esodo di massa dei cattolici verso le chiese pentecostali o verso l’ateismo teorico e pratico. Questo è il risultato degli sforzi volti a plasmare la Chiesa secondo un concetto di misericordia che favorisca il peccato.

Ma non dobbiamo scoraggiarci perché, come insegna San Paolo, Dio non manda mai prove più grandi delle nostre forze, aiutati dalla grazia:

“E Dio è fedele, il quale non permetterà che siate tentati oltre ciò che potete, ma farà anche uscire la tentazione affinché possiate sopportarla”. ( 1 Corinzi 10:13 ).

Ricorriamo con impegno a Maria Santissima, Sede della Sapienza, perché ci illumini e ci ottenga la grazia di essere fedeli in questa terribile prova e di resistere e combattere le distorsioni della dottrina e della pratica cattolica.

Luiz Sergio Solimeo 17 settembre 2016

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.