Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

2In che senso Gesù è sia Dio che Figlio di Dio?

Un attacco al credo cattolico

Alcuni anni fa, ho sentito un ateo autodefinito affermare che i cristiani credono che Gesù Cristo sia il “Figlio di Dio” e quindi ovviamente Gesù non è anche Dio. Questo errore blasfemo attacca il nucleo stesso di ciò che professiamo: la fede nella Santissima Trinità. Ciò è in diretta contraddizione con l’[ infallibile ] Credo niceno che professiamo:

“…Credo in un solo Signore Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio,nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, consustanziale al Padre; Tutto è stato fatto tramite lui.”

In che modo Nostro Signore Gesù Cristo è allo stesso tempo Dio e il “Figlio di Dio”? A cosa si riferisce la Sua filiazione? Cosa intendiamo quando diciamo che Egli è il Figlio di Dio se in realtà è Dio? Esploriamolo ora per confutare coloro che soccombono a un simile errore.

Filosofia e teologia

Il primo ostacolo da chiarire è di tipo linguistico. Il nostro linguaggio umano è incapace di esprimere la profondità dei misteri di Dio, specialmente il mistero centrale di Dio – che Egli è un Dio in tre persone. Le parole umane che utilizziamo rivelano certamente aspetti di questo mistero, ma non esauriscono né chiariscono pienamente il mistero divino.

La seconda questione da chiarire è di carattere filosofico. Quando chiamiamo la Seconda Persona della Santissima Trinità il “figlio” di Dio, certamente non usiamo la parola “figlio” nello stesso identico senso in cui Salomone era il figlio di Davide. Dio è puro spirito e non ha un corpo materiale. Sappiamo tutti che Egli non procrea figli come fanno gli esseri umani.

Tuttavia, non esiste parola più adatta nel nostro linguaggio umano di “figlio” per descrivere la relazione tra la Prima e la Seconda Persona della Santissima Trinità. Tra i due c’è un amore infinito. Il Figlio obbedisce al Padre, lo onora e gli mostra sempre la dovuta riverenza. Il Figlio è così simile al Padre che entrambi sono della stessa sostanza divina ( consustanziale ). Nemmeno i padri e i figli umani sono così intimamente legati.

In terzo luogo, nei termini teologici sviluppati sotto l’ispirazione infallibile dello Spirito Santo, parliamo del Padre che “genera eternamente” il Figlio. Sebbene questo termine non possa descrivere padri e figli umani, nel contesto divino è solo un paragone analogo. Infatti, come professiamo nel Credo, il Figlio non è stato creato. Non c’è mai stato un momento in cui il Figlio non esistesse. Come il Padre è eterno ed infinito, così il Figlio è eterno ed infinito. Questa generazione divina non è quindi fisica o temporale, ma piuttosto una verità metafisica.

L’ateo che ha attaccato questa verità della fede cattolica evidentemente non ha compreso il contesto linguistico, filosofico o teologico in cui questo termine è stato utilizzato dai cristiani per molti secoli. Piuttosto, ha semplicemente costretto la sua (abbastanza limitata) comprensione umana della parola a un mistero profondo. Chiaramente non aveva nemmeno una comprensione scritturale o storica ben definita di questo termine.

Scrittura e storia

La voce dell’Enciclopedia Cattolica su “Figlio di Dio” [1] serve come una buona base per approfondire la nostra conoscenza. Cominciamo col capire a cosa si riferisce l’uso storico di “figlio di Dio” e vediamo alcuni esempi di questa espressione che compaiono nell’Antico Testamento:

«Il titolo ‘figlio di Dio’ è frequente nell’Antico Testamento. La parola ‘figlio’ era impiegata tra i semiti per significare non solo la filiazione, ma altri stretti legami o relazioni intime… Il titolo ‘figlio di Dio’ veniva applicato nell’Antico Testamento a persone che avevano una relazione speciale con Dio. Gli angeli, uomini giusti e pii, discendenti di Set, erano chiamati «figli di Dio» (Giobbe 1:6; 2:1; Salmo 89:7; Sapienza 2:13; ecc.). In modo simile fu dato agli Israeliti (Deuteronomio 14:50); e di Israele, come nazione, leggiamo: «E tu gli dirai: Così dice il Signore: Israele è mio figlio, il mio primogenito. Io ti ho detto: Lascia andare mio figlio affinché mi serva» (Esodo 4:22).

Il termine “Figlio di Dio” nel Nuovo Testamento viene spesso applicato a Nostro Signore per esprimere sia la Sua divinità insieme al Padre sia il Suo ruolo di Messia:

“Il titolo ‘Figlio di Dio’ viene spesso applicato a Gesù Cristo nei Vangeli e nelle Epistole. In quest’ultimo è ovunque impiegato come una breve formula per esprimere la Sua Divinità; e questo uso chiarisce il significato da attribuirgli in molti passi dei Vangeli. L’angelo annunciò: ‘Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo… il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio’ (Lc 1,32.35). Natanaele, al suo primo incontro, Lo chiamò il Figlio di Dio (Giovanni 1:49). I diavoli lo chiamarono con lo stesso nome, gli ebrei ironicamente, e gli apostoli dopo che ebbe sedato la tempesta. In tutti questi casi il suo significato era almeno equivalente a quello del Messia. Ma molto di più è implicito nella confessione di San Pietro, nella testimonianza del Padre e nelle parole di Gesù Cristo”.

Conclusione dalla fede

E così, vediamo che il titolo “Figlio di Dio” non intende riferirsi a Gesù come inferiore alla Prima Persona della Santissima Trinità. Piuttosto, il Suo titolo di “Figlio di Dio” ha lo scopo di esprimere la Sua Divinità e mostrare la Sua inseparabile connessione con il Suo Padre Celeste, la Prima Persona della Santissima Trinità. Non c’è contraddizione con il fatto che Nostro Signore sia vero uomo e vero Dio e sia anche il “Figlio di Dio”.

Anche noi, se osserviamo i Comandamenti di Dio e viviamo e moriamo nello stato di grazia santificante, speriamo di essere “figli di Dio”. E possiamo farlo solo imitando Nostro Signore, osservando i Suoi Comandamenti e permettendo allo Spirito Santo di dimorare in noi. Restate vicini ai Sacramenti e concedetevi ogni giorno del tempo per la lettura spirituale e lo studio dell’autentica fede cattolica. Crescendo in virtù e grazia, possiamo imitare meglio Nostro Signore e quindi onorare veramente il nostro Padre Celeste.

Appendice – Il Credo Atanasiano

Se l’aggressore ateo avesse letto il Credo atanasiano, forse non avrebbe commesso un errore così rudimentale. Certamente aiuta tutti i cattolici a conoscere questo Credo, poiché è uno dei credi infallibili della Santa Madre Chiesa. Qui citiamo solo una piccola parte rilevante per questa discussione:

“[S]o il Padre è Dio, il Figlio è Dio, e lo Spirito Santo è Dio;
Eppure non sono tre Dei, ma un Dio solo.

Così anche il Padre è Signore, il Figlio Signore e lo Spirito Santo Signore;
Eppure non sono tre Signori, ma un Signore solo.

Come infatti siamo costretti dalla verità cristiana a riconoscere che ogni persona è Dio e Signore;
Così ci è proibito dire dalla religione cattolica; Ci sono tre Dei o tre Signori.

Il Padre non è fatto da nessuno, né creato né generato.
Il Figlio è solo del Padre; non fatto né creato, ma generato.
Lo Spirito Santo è del Padre e del Figlio; né fatto, né creato, né generato, ma procedente.

Quindi c’è un Padre, non tre Padri; un Figlio, non tre Figli; uno Spirito Santo, non tre Spiriti Santi.
E in questa Trinità nessuno è prima o dopo l’altro; nessuno è maggiore o minore di un altro.
Ma tutte e tre le persone sono coeterne e coeguali…”

Traduzione tratta dalla Christian Classics Ethereal Library online.

[1] Aherne, Cornelius, “Figlio di Dio”, The Catholic Encyclopedia. vol. 14, (New York: Robert Appleton Company, 1912), 14 settembre 2020, http://www.newadvent.org/cathen/14142b.htm.

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