Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

2Fermati e guarda

Fermati e guarda
Fermati e vedi di Plinio Corrêa de Oliveira

Non potevo resistere. La mia intenzione originaria era quella di scrivere su qualche altro tema, come la crisi interna della Chiesa, ma sentivo che non c’erano le condizioni per un argomento del genere né in me né in coloro che mi circondavano.

Allo stesso tempo, come dal profondo della mia anima, si sono fatti sentire dentro di me reminiscenze armoniose e rasserenanti dei miei vecchi Natali , e sono sicuro che molti dei miei lettori condividono questo stesso stato d’animo.

Per incoraggiare le nostre anime esauste e desolate, sveliamo per un momento la luce del Natale, affinché poi possiamo riprendere con maggiore forza d’animo la nostra noia quasi insopportabile.

* * *

Sia ben chiaro che non parlo delle gioie propagandistiche e inautentiche che dominano la festa del Natale ai nostri giorni. Questi hanno assunto i connotati di una mera funzione commerciale, con una propaganda concitata che a malapena lascia alle persone la tranquillità di non fare acquisti.

“Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Come questo cantico angelico trovò un ambiente fertile in quei campi desolati di Betlemme, nei cuori retti dei pastori risvegliati dal loro sonno profondo e tranquillo. E, al contrario, come queste parole angeliche sembrano strane e senza risonanza né affinità nei pensieri dell’uomo ossessionato dalle cose materiali nelle nostre città moderne.

Il Natale autentico è morto?

Con un pizzico di esagerazione si potrebbe dire di sì. È morto nelle anime praticamente robotiche di tanti milioni di uomini. E si può addirittura dire che sia scomparso anche in certi presepi. Sì, il Natale è morto anche nei presepi progressisti ideati dall’arte moderna, raffigurando la Sacra Famiglia con tratti deformi e creando impressioni che incitano alla rivoluzione sociale.

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Se esageriamo nel dire che il Natale è morto, è certamente vero che conserva ancora qualche raggio di vita. Se è così, cerchiamo questi raggi.

Li ritroveremo innanzitutto nel fatto stesso che sia il giorno di Natale. Vediamo che ogni festa liturgica porta con sé un’effusione di grazie speciali. Che gli uomini lo apprezzino o no, la grazia bussa alla porta di ogni anima, e lo fa in modo più sublime, amorevole e insistente nel giorno di Natale. Si può dire che, nonostante tutto, aleggia nell’aria una luce, una certa pace, un incoraggiamento per le nostre anime, una forza di idealismo e dedizione difficile da ignorare.

Del resto, in certe chiese e in molte famiglie l’autentico Presepe presenta ancora alle nostre anime l’immagine del Dio Bambino, venuto a spezzare i vincoli della morte, a calpestare il peccato, a perdonare, a rigenerare, ad aprire agli uomini cose nuove e nuove. possibilità illimitate di virtù e bontà.

Ecco Dio, compassionevole e alla nostra portata, si è fatto uomo come noi, avendo accanto a Sé la madre perfetta, sua madre ma anche nostra. Per mezzo di Lei anche il peggiore dei peccatori può chiedere e sperare di ottenere tutto.

È una festa nella quale risplende la nostra felicità di avere fede e virtù, e nella quale gioiamo di avere tutte le nostre azioni e tutti i nostri beni posti in ordine sacrale.

La gioia del Natale? Sì, ma molto più di questo. Per un vero cattolico è anche la gioia di tutti i 365 giorni dell’anno. Infatti nelle anime nelle quali per opera della grazia abita il nostro Divino Salvatore, questa gioia dura per sempre e non si spegne mai. Né il dolore, né la lotta, né la malattia, e nemmeno la morte possono eliminarlo.

O tu che vivi avidamente per l’oro, o tu che vivi totalmente per la vana gloria, o tu che vivi torpidamente per la sensualità, o tu che vivi diabolicamente per la rivolta e per il delitto, FERMATI E GUARDA quelle anime autenticamente cattoliche, sulle quali risplende la gioia del Natale, e chiedetevi qual è la vostra felicità rispetto alla loro?

Non prendete queste parole come una provocazione né come un disprezzo, perché in realtà sono molto più di questo.

Costituiscono un invito a un Natale perenne, che è la vita del vero fedele: “ Christianus alter Christus ”, il cristiano è un altro Gesù Cristo.

Non c’è felicità pari a questa, nemmeno quando il cattolico si ritrova, come Gesù Cristo Nostro Signore, inchiodato alla Croce.

L’articolo precedente è stato originariamente pubblicato nella Folha de S.Paulo , il 27 dicembre 1970. È stato tradotto e adattato per la pubblicazione senza la revisione dell’autore. –Ed.

Plinio Corrêa de Oliveira 27 dicembre 1970

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