Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

1La luce, il dono supremo

La luce, il dono supremo

E c’erano in quello stesso paese dei pastori che vigilavano e facevano la guardia notturna al loro gregge. Ed ecco un angelo del Signore si presentò a loro, e lo splendore di Dio li avvolse; ed ebbero un grande timore. E l’angelo disse loro: Non temete; poiché ecco, vi annuncio la grande gioia che sarà per tutto il popolo: poiché oggi vi è nato un Salvatore, che è Cristo Signore, nella città di Davide. ( Luca 2:8–11 )

La notte era ormai avanzata. L’oscurità aveva raggiunto la sua massima densità. I greggi di pecore erano circondati dall’ignoto e dal pericolo. Forse dormivano alcuni pastori, troppo accomodanti o sopraffatti dalla fatica. Ci furono, tuttavia, alcuni che conservarono il senso dello zelo e del dovere, e così non cedettero al sonno. Osservavano e presumibilmente pregavano anche affinché Dio li proteggesse dai pericoli circostanti.

All’improvviso una luce apparve e li avvolse: «lo splendore di Dio li avvolse». Ogni sensazione di rischio si dissolse. Molto più dei problemi e dei rischi legati allo scioglimento di qualche povero gregge o di un pugno di pastori. Molto più di quanto si siano sciolti tutti i pericoli costanti per gli interessi terreni. Ciò che veniva loro annunciato era la soluzione ai problemi e ai rischi che colpiscono l’umanità in ciò che di più nobile e prezioso c’è: l’anima. I beni di questa terra prima o poi periscono, ma la vita eterna è per sempre, sia nella felicità che nella desolazione.

Profezie di Nostra Signora del Buon Successo sui nostri tempi

Profezie di Nostra Signora del Buon Successo sui Nostri Tempi

Senza essere così pretenzioso da tentare di interpretare il Testo Sacro, non posso fare a meno di rimanere colpito da quanto il nostro mondo di oggi sia simile a quello dei pastori e dei greggi di pecore in quella prima notte di Natale.

Molte fonti storiche di quei tempi lontani ci raccontano che molti allora sentivano che il mondo era irrimediabilmente fallito. La complessità dei problemi aveva reso impossibile qualsiasi soluzione e caos e distruzione erano all’orizzonte.

La gente di quei tempi poteva guardare indietro agli anni passati ed esserne comprensibilmente orgogliosa. Avevano raggiunto l’apice della cultura, della ricchezza e del potere, come si poteva vedere in particolare nel superstato romano. Erano ormai lontani i tempi dell’Anno 1, quando le tribù barbare vagavano per vaste distese della Terra combattendo contro ogni tipo di avversità. A poco a poco sorsero le nazioni; ciascuno con le proprie caratteristiche, cultura, intelligenza e istituzioni pratiche. Costruirono strade, iniziarono la navigazione e diffusero ovunque sia i frutti della terra che l’industria. Certo, ci sono stati abusi e disordini, ma l’umanità non li ha percepiti così chiaramente come tali, perché ogni generazione soffre di una sorprendente insensibilità verso i mali del proprio tempo.

Il punto cruciale della situazione del Vecchio Mondo non stava nel fatto che non avevano ciò che volevano. Era che in genere, dopo aver faticosamente acquisito i mezzi per essere felici, non sapevano come utilizzarli. Per anni avevano faticato per acquisire queste cose, ma sentivano un terribile vuoto nelle loro anime. A volte li tormentava anche, perché quando il potere e la ricchezza non vengono usati adeguatamente, diventano ingombranti e portano afflizione.

Di conseguenza, l’oscurità avvolse l’umanità. Cosa hanno fatto gli uomini? Hanno fatto quello che fanno tutti quando arriva la notte. Alcuni si lanciavano in orge, altri dormivano profondamente, mentre altri ancora – e quanto pochi erano – facevano come i pastori. Hanno vegliato. Stavano attenti al nemico che saltava fuori dall’oscurità per assalirlo, pronto a dare loro un combattimento immediato. Oppure alzavano lo sguardo verso il cielo oscuro con la certezza che prima o poi il sole sarebbe sorto per respingere l’oscurità, eliminando o respingendo nelle loro tane i nemici che, incoraggiati dalla copertura dell’oscurità, si erano avventurati a commettere crimini.

Nel Mondo Antico, tra milioni di persone schiacciate da culture inutili e opulenze, c’erano persone speciali che percepivano quanto fosse fitta l’oscurità, quanto fossero corrotti i costumi, quanto l’ordine apparente mancasse di autenticità, quanto rischio corresse l’umanità, e inoltre, come una civiltà basata sull’idolatria avesse portato ad uno stato di non senso.

Queste anime speciali non erano necessariamente ben istruite o molto intelligenti, perché la lucidità necessaria per vedere i grandi orizzonti, le grandi crisi e le grandi soluzioni deriva non tanto dall’intuizione intelligente, ma piuttosto dalla rettitudine. Queste anime rette capirono la situazione perché per loro la verità è verità e l’errore è errore. Il bene è bene e il male è male. Queste anime non sono complici degli eccessi quotidiani, non si lasciano intimorire dal disprezzo o dall’isolamento che il mondo impone a chi non si adegua. Anime di così alta qualità sono rare e sparse ovunque, tra padroni e servi, anziani e bambini, saggi e illetterati. Questi vegliavano durante la notte, pregavano, lottavano e attendevano la Salvezza.

Questa Salvezza è iniziata raggiungendo dapprima i pastori fedeli, ma poi, come racconta il Vangelo, è andata oltre gli estremi confini di Israele e ha illuminato con grande luce tutti coloro che nel mondo rifiutavano di sprofondare nelle orge o in una stupida e sonno pigro. Quando vergini, bambini e anziani, centurioni, senatori e filosofi, schiavi, vedove e potentati cominciarono a convertirsi, su di loro si scatenarono ondate di persecuzioni. Ma nessuna violenza potrebbe spezzarli. E quando nell’arena guardavano con orgoglio e serenità i Cesari, gli spettatori ululanti e le bestie, gli angeli del cielo cantavano: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Questo cantico del Vangelo non è stato udito da nessun orecchio umano; ma piuttosto commuoveva gli animi. Il sangue di questi eroi sereni e indistruttibili si trasformò così nel seme di nuovi cristiani.

Il vecchio mondo che adorava la carne, l’oro e gli idoli morì e nacque un nuovo mondo basato sulla fede, sulla purezza, sull’abnegazione e sulla speranza del Cielo.

Nostro Signore Gesù Cristo aveva risolto tutto.

* * *

Esistono ancora oggi autentici uomini di buona volontà che vegliano nelle tenebre, che combattono nell’anonimato, che guardano il Cielo sperando con incrollabile certezza che ritorni la luce?

Sì, ci sono, proprio come al tempo dei pastori. I membri della TFP li incontrano ovunque: nelle strade, nelle piazze, negli aerei, nei grattacieli, negli scantinati e persino nei luoghi di lusso dove – a parte qualche debole barlume di tradizione – dominano ampiamente le false élite. Li vediamo accogliere con un sorriso aperto coloro che proclamano un ideale che non muore mai perché fondato su Nostro Signore Gesù Cristo. Li vediamo attendere l’intervento di Dio nella Storia. È un’attesa che mette alla prova, ma alla fine purifica l’umanità, ma che metterà fine a un ciclo di oscurità per aprire una nuova era di luce.

A questi autentici uomini di buona volontà, a questi autentici discendenti dei pastori di Betlemme, suggerisco di comprendere come rivolte a loro le parole dell’Angelo: «Non temete; poiché ecco, vi annunzio la grande gioia che sarà per tutto il popolo».

Queste sono parole profetiche, che trovano eco nella promessa della Madonna a Fatima. Il comunismo può diffondere i suoi errori in tutto il mondo. Può far soffrire i giusti. Ma, alla fine – la Madonna aveva predetto a Fatima – il suo “Cuore Immacolato trionferà”.

Questa è la grande luce che, come prezioso dono natalizio, auguro a tutti i lettori e, in modo particolare, ai veri uomini di buona volontà.

L’articolo precedente è stato originariamente pubblicato sulla Folha de S.Paulo, il 26 dicembre 1971. È stato tradotto e adattato per la pubblicazione senza la revisione dell’autore. –Ed.

Plinio Corrêa de Oliveira 13 dicembre 2016

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