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1La Chiesa cattolica è troppo legalista?

“E se non vuole ascoltare la Chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità vi dico: tutto ciò che legherete sulla terra, sarà legato anche in cielo; e tutto ciò che scioglierete sulla terra, sarà sciolto anche nei cieli” (Matteo 18:17-18).

Cos’è veramente il legalismo?

San Tommaso d’Aquino spiega la corretta definizione di legge nella Summa Theologica quando scrive che una legge è “un’ordinanza della ragione per il bene comune, fatta da colui che ha cura della comunità, e promulgata”. Il legalismo, nel contesto della religione, si riferisce a un’enfasi eccessiva sull’adesione a leggi, regolamenti e osservanze esterne, spesso a scapito della crescita spirituale e di un rapporto genuino con Dio. Può manifestarsi come una stretta aderenza alle leggi e alle tradizioni religiose, con particolare attenzione alla conformità esteriore piuttosto che alla trasformazione interiore.

Il Signore ha dato ai Suoi Apostoli e ai loro successori il potere di emanare le leggi

Nostro Signore scelse i Suoi Apostoli e i loro successori perché fossero Pastori, e questo è il significato preciso del termine greco episcopos o vescovo, cioè sorvegliante del gregge, come leggiamo nel Libro degli Atti: «Lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per governare la Chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue” (Atti 20:28). A San Pietro Egli ha dato la pienezza del potere di governare la Chiesa dopo la Sua risurrezione, quando ha dichiarato: “Pasci i miei agnelli… Pasci le mie pecore” (Gv 21,15-17). Questo potere di governo sulla Chiesa si chiama potere di giurisdizione, e comprende esso stesso tre poteri: il potere legislativo, cioè di fare le leggi; il potere giudiziario, cioè giudicare o meno la loro osservanza; e il potere punitivo, cioè il potere di punire.

Questo triplice potere fu esercitato fin dall’inizio della Chiesa, come leggiamo nel Concilio di Gerusalemme dell’anno 49 d.C., come riportato nel Libro degli Atti, capitolo 15, o quando San Paolo legifera per i Corinzi o minaccia con la verga della punizione in 1 Corinzi. È il vescovo che ha questo potere ordinario di giurisdizione nella sua diocesi; e il Papa, successore di san Pietro come capo degli Apostoli, che ha giurisdizione immediata e ordinaria su tutti i fedeli della Chiesa universale.

I diversi tipi di diritto

Ci sono diversi tipi di legge a cui potremmo fare riferimento in teologia.

Legge eterna : la legge eterna si riferisce all’ordine divino e immutabile che governa l’universo. È la saggezza e il piano di Dio che trascende il tempo ed è inerente alla natura di Dio. La legge eterna è considerata la forma di legge più alta e fondamentale. Comprende l’intero ordine creato, dal funzionamento del cosmo alle leggi della natura. Riflette la perfetta saggezza di Dio e governa l’armonia e l’ordine dell’universo.

Legge Divina : La legge divina è l’espressione della Volontà di Dio e la guida per l’umanità. Deriva dalla legge eterna ed è comunicata all’umanità attraverso la Rivelazione Divina. La legge divina è rivelata principalmente nella Scrittura e nella Tradizione, in particolare negli insegnamenti di Gesù Cristo. Comprende due aspetti principali: il diritto naturale e il diritto positivo.

Legge Naturale : La Legge Naturale è la legge morale accessibile alla ragione umana ed è scritta nel cuore umano. Si basa sulla convinzione che Dio abbia dotato gli esseri umani di una natura razionale capace di discernere il bene dallo sbagliato. La legge naturale è intesa come universale, immutabile e applicabile a tutte le persone, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose. Fornisce una base per il ragionamento etico e funge da base per le leggi umane.

Legge positiva : la Legge positiva si riferisce alle leggi e ai precetti specifici rivelati da Dio attraverso la Rivelazione Divina, principalmente nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Tra questi ci sono i Dieci comandamenti dati a Mosè, ma anche tutti i precetti contenuti nel Vangelo, come amare il prossimo come se stessi e perdonare agli altri anche fino a settanta volte sette.

Diritto umano : il diritto umano si riferisce ai sistemi giuridici e alle norme stabiliti dalle società umane per regolare il comportamento umano e promuovere il bene comune. Sebbene la legge umana sia influenzata dalla legge eterna e divina, è creata e applicata dalle autorità umane, come i governi e le istituzioni legali. L’insegnamento cattolico sottolinea che le leggi umane dovrebbero essere in armonia con la legge eterna e divina. Affinché una legge sia considerata giusta, deve rispettare l’uomo in quanto fatto a immagine e somiglianza di Dio, promuovere il bene comune ed essere fondata su principi di giustizia e moralità.

Legge ecclesiastica o diritto ecclesiastico : questa legge si riferisce all’insieme di leggi e regolamenti che governano la Chiesa cattolica, in gran parte basati sul Codice di diritto canonico. Il diritto canonico trae la sua autorità dalla legge divina, che si basa sulla legge eterna come discusso in precedenza ed è promulgata dalla legittima autorità della Chiesa.

La Salvezza delle Anime è la Legge Suprema

Tutte le vere leggi hanno lo scopo di ordinare una persona al suo fine. La Chiesa non è troppo legalista perché tutte le leggi ecclesiastiche veramente valide promulgate dalle autorità legali sono in definitiva a sostegno della legge di Dio. Tali leggi sono ordinate per la salvezza delle anime. Le leggi sul digiuno e sull’astinenza, che sono una forma di legge ecclesiastica, ad esempio, ci aiutano a compiere una penitenza condivisa e a restituire a Dio.

Il legalismo si occupa delle osservanze esterne e non di quelle interiori. Ciò non è il caso del diritto ecclesiastico, come si evince chiaramente dall’adagio “ Salus animarum, suprema lex ” (la salvezza delle anime è la legge suprema). 


 Pertanto, è possibile che sacerdoti e vescovi sembrino violare il diritto canonico nella lettera della legge, ma che aderiscano allo spirito. Come ha osservato Papa Bonifacio XIII: “È vero che pecca contro la regola chi si attiene alla lettera e lascia da parte lo spirito”.

Se credi nelle parole di Nostro Signore a San Pietro in Matteo 18:17-18, e se credi che gli Apostoli e i loro successori governano la Chiesa vista attraverso l’esempio della storia per 2000 anni, allora devi credere che le leggi valide deve essere obbedito. Certo, possiamo andare oltre il minimo – come digiunare e astenersi più del minimo richiesto – ma il minimo, se violato intenzionalmente, è un peccato grave.

Si vede quindi chiaramente che le leggi della Chiesa non riguardano questioni puramente esteriori, ma riguardano il vivere la fede nelle circostanze della vita di ciascuno. Obbedire alle leggi che ci vengono proposte significa vivere una vita permeata dalla fede, che non ha nulla a che vedere con un eccessivo attaccamento all’esterno. Queste leggi impongono un rigoroso obbligo morale, per il bene delle nostre anime poiché traggono la loro forza di obbligo da Cristo stesso. Il rifiuto di rispettare tali leggi è di conseguenza una ribellione contro Dio stesso. Chi viola deliberatamente le leggi della Chiesa grida le parole che Lucifero pronunciò prima della sua caduta dal Cielo: “Non servirò”.

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