Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

1L’ “Hermetic Order of the Golden Dawn”, Massoneria e Massoni… (1a parte)

Su Corrispondenza Romana (riportato sul mio sito vedi qui: https://www.ilregnodimaria.it/1giuseppe-cambareri-1901-1972-rosacroce-massone-spia-e-mago-tra-gnosi-fascismo-alleati-europeismo-utopia-1a-parte/; e qui: https://www.ilregnodimaria.it/5un-ricordo-su-mons-ingo-dollinger-1929-2017/)  ho già accennato alla figura di Ellic Howe (1901-1991):

Bro. Ellic Howe si è occupato anche dell’ “Hermetic Order of the Golden Dawn” (trad.it. : “Ordine Ermetico dell’Alba Dorata”), un Ordine iniziatico dedito alla Magia, alla Cabala ebraica, all’Alchimia esoterica, fondato nel 1887/8 da un gruppo di massoni inglesi, membri della UGLE e della Societas Rosicruciana in Anglia (sulla S.R.I.A. ho scritto qui: https://www.ilregnodimaria.it/1tracce-di-esoterismo-in-side-degrees-o-appendant-orders-della-ugle-5a-parte/). Ritengo interessante esaminare la “Golden Dawn” il cui spirito, se non addirittura anche una qualche struttura, è ancora vivo nella Massoneria,  tra Maestri Massoni “regolari” e “tradizionali”.

1. Un po’ di storia della Golden Dawn (1887-…) 

Nel 1972, con l’editore Routledge & Keagan Paul Ltd, Ellic Howe pubblica la prima edizione del suo libro “The Magicians of the Golden Dawn. A Documentary History of a Magical Order 1887-1923”. Nel 1985 il libro è ripubblicato da “The Aquarian Press (Wellingborough, Northamptonshire – UK) ed è dedicato a John Hamill (p. VIII), massone e (all’epoca) Assistente Bibliotecario della UGLE.  Cito l’edizione del 1985 e comincio con la Prefazione di Gerald Yorke («Foreword»: pp. xiii-xxiii) che di fatto elogia la Golden Dawn come coronamento e gloria («the crowning glory») del revival occultista del XIX secolo, e come un sistema iniziatico così vasto e coerente che non è paragonabile ad altro Ordine occulto, prima o dopo di esso (cf. p. xiii): «The Hermetic Order of the Golden Dawn (G.D.) with its Inner Order of the Rose of Ruby and the Cross of Gold (R.R. et A.C.)  was the crowning glory of the occult revival in the nineteenth century. It synthesised into a coherent whole a vast body of disconnected and widely scattered material and welded it into a practical and effective system, which cannot be said of any other occult Order of which we know at that time or since» (p. xiii).

Yorke spiega che sono tre i rituali fondamentali («the three vital rituals») della Golden Dawn: 

1) L’iniziazione all’Ordine Esterno («Outer»): il candidato è condotto dalle Tenebre alla Luce per proseguire lo studio delle scienze occulte («occult sciences»). 

 2) L’iniziazione all’Ordine Interno, ovvero «the Inner Order of the Rose of Ruby and the Cross of Gold» (tr.it.: “Ordine Interno della Rosa Rossa e della Croce D’Oro”).

3) La cerimonia per la solennità del “Corpus Christi”: una volta all’anno, il Capo-Adepto («Chief Adept») di ciascun Tempio della Golden Dawn, vestito di una tunica nera e incatenato alla Croce nella Cripta degli Adepti, invoca il Grande Angelo Vendicatore Hua per fortificare tutti gli Adepti durante il ciclo solare, nel cercare la Luce, nell’aumentare la loro percezione spirituale, per innalzare il loro sé al Sé superiore, Dio (cf. pp. xiii-xiv)… 

Il sistema di esoterismo e magia della Golden Dawn comprende la Cabala ebraica, l’uso del diagramma dell’Albero Cabalistico dei “Sefirot” che indicano all’Adepto il sentiero per ritornare nel Mondo Divino da cui proviene (cf. pp. xiv-xvi).

Nell’Ordine Interno della Golden Dawn (“Rosa Rossa e Croce D’Oro”), l’Adeptus Minor (grado 5°=6°) afferma la sua identità con l’Infinito e l’obbligo a compiere la “Grande Opera”…  La Golden Dawn prevede anche la magia “Enochiana” che fa riferimento al celebre mago rinascimentale John Dee (cf. pp. xvii, xx). Nella Golden Dawn ci sono anche elementi egittofili (es.: l’elogio al dio Osiride e al dio solare Ra), e persino l’invocazione a San Michele Arcangelo inteso però secondo la Cabala ebraica (cf. p. xix).

Il principale fondatore dell’Ordine Esterno della Golden Dawn («the founder of the Outer Order») è il Dr. William Wynn Westcott (1848-1925), medico legale, membro della Società Teosofica, Maestro Massone (UGLE), membro dell’ “High Council” della Societas Rosicruciana in Anglia (SRIA), studioso di Occultismo e Cabala ebraica. I suoi motti esoterici sono “Sapere Aude” e “Non Omnis Moriar”. 

L’autore dei rituali della Golden Dawn è Samuel Liddell MacGregor Mathers (1854-1918), massone della UGLE, membro della SRIA. È lui che, con il consenso di Westcott, ha inventato i rituali dell’ Inner Order of the Rose of Ruby and the Cross of Gold (R.R. et A.C.).  Dopo 15 anni la Golden Dawn va in frantumi subendo varie scissioni. Vari adepti e adepte della Golden Dawn (lo stesso MacGregor Mathers e poi Annie Horniman,  Florence Farr, Aleister Crowley…) non seguono più Westcott, ma si ritengono ispirati da entità sovrumane… Ad esempio, nel 1904, Aleister Crowley rompe con Mathers e con la Golden Dawn perché così gli hanno ordinato i suoi “Capi Segreti” («Secret Chiefs»), tra cui Crowley annovera  il demone «Aiwaz» che detta a Crowley il “Liber-Legis” («Thelema»), Libro della nuova Legge, con cui sostituire il Cristianesimo (cf. pp. xxi-xxiii)…

Entro nel testo di Ellic Howe il quale non descrive i rituali della Golden Dawn ma rimanda (a pag. xxv, testo e nota 3) all’opera in 4 volumi di Israel Regardie, “The Golden Dawn: An Account of the Teachings, Rites and Ceremonies of the Order of the Golden Dawn”, 4 voll., 1937-1940; 2nd ed., 4 voll. in 2, Llewellyn Publications, Saint Paul, Minnesota.   

Howe osserva che la sintesi di Ermetismo e tecniche di magia nella Golden Dawn («G.D.») costituisce un fenomeno unico; nessun’altra fraternità magica ha sviluppato un tale “corpus” di dottrine (cabalistiche, ermetiche, astrologiche, alchemiche, Tarocchi), tecniche, rituali, simbolismo e gerarchia. Negli anni 1890ss., la Golden Dawn rappresenta una sorta di “Università Ermetica” («Hermetic University»), la cui creazione ingegniosa spetta principalmente a Samuel Liddell MacGregor Mathers (cf. p. xxvi).

  1. Golden Dawn e SRIA

I fondatori della Golden Dawn sono Westcott, Mathers e William Robert Woodman (1828-1891), tutti e tre Maestri Massoni della UGLE e membri della SRIA. La SRIA, una società per Maestri Massoni (UGLE) “cristiani” e “trinitari” interessati all’Occultismo, è fondata nel 1866 dal massone Robert Wentworth Little (1840-1878), giovane impiegato presso la Segreteria della UGLE (cf. p. 26).

Tra i membri della SRIA di quel periodo:  Frederick Hockley (1809-1885), Francis George Irwin (1828-1892), William Carpenter (1797-1874), Robert Palmer Thomas (più tardi è un membro prominente della Golden Dawn), il Rev. William Stainton Moses (1839-1892) che è: «one of the most famous British spiritualist mediums of that period».  Due dei tre nobiluomini che appartengono alla SRIA dei primi tempi («early days») sono profondamente interessati allo spiritismo («deeply interested in spiritualism and its phenomena»): il primo è Lord Edward Bulwer-Lytton (1802-1873) e l’altro è «the Master of Lindsay, later the Earl of Crawford and Balcarres» che diviene membro della SRIA nel 1871. Costui è presente a numerose sedute del celebre «medium» D.D. Home (cf. pp. 31-32).

La presenza di spiritisti nella SRIA (es.: Kenneth Mackenzie, Irwin, Carpenter, Hockley, Stainton Moses) mostra che a quel tempo, nella SRIA, prevaleva l’interesse per lo spiritismo (cf. p. 33).  

Ora, un accenno ai Templi della Golden Dawn.  Nel 1888 il Tempio “Isis-Urania” di Londra (il primo Tempio della Golden Dawn) ha 32 iniziati, di cui 9 donne; poi tra il 1888 e il 1896, ha 189 iniziati, di cui 84 donne.  

 Il Tempio “Osiris” di Weston-super-Mare, con 8 uomini nel 1888, ha vita breve, 1888-1895c. (cf. p. 49). Presso quel Tempio la personalità di spicco è Benjamin Cox (†1895). Morto lui, il Tempio “Osiris” va in declino (cf. p. 54).  Come ho già scritto altrove, Benjamin Cox era massone della UGLE, SRIA, e 30° grado dell’ “Ancient and Accepted Rite” (cf. qui: https://www.ilregnodimaria.it/1tracce-di-esoterismo-in-side-degrees-o-appendant-orders-della-ugle-5a-parte/). 

Nel 1888 il Tempio “Horus” di Bradford ha 11 membri, uomini, e tra il 1888-1896 ha 57 membri, di cui 10 donne. Nel 1893, il Tempio “Amen-Ra” di Edinburgo ha 7 iniziati, di cui 3 donne; altri 7 uomini nel 1894; 14 iniziati nel 1895, di cui 8 donne; 20 iniziazioni (uomini) nel 1896 (cf. p. 49).

La cittadina di Bradford era per la Golden Dawn un gratificante centro di reclutamento di adepti, poiché il Collegio locale della SRIA includeva un buon numero di massoni interessati alla Golden Dawn di Westcott.  Thomas Henry Pattinson, 8° grado honoris causa della SRIA e membro della Golden Dawn, era amico di Westcott e Mathers. Oltre alla SRIA un altro serbatoio di candidati per la Golden Dawn era la Società Teosofica di Madame Blavatsky (cf. p. 54).

Howe dedica un capitolo a Frederick Leigh Gardner (1857-1930), membro della Società Teosofica di Madame Blavatsky nel 1884, poi membro della Golden Dawn dal 1894 al 1900 (cf. p. 145). Nel 1895 Gardner fa parte dell’Ordine Interno della Golden Dawn, “Rosa Rossa e Croce d’Oro” (cf. p. 88). 

Nel libro “The Alchemist of the Golden Dawn. Letters of the Revd. W.A. Ayton to F.L. Gardner and Others 1886-1905” (The Aquarian Press, Wellingborough 1985), il massone Bro. Robert A. Gilbert [UGLE, SRIA, …] precisa che il giovane Frederick Leigh Gardner è spiritista come i suoi genitori (cf. p. 13).  È iniziato massone nel 1886 nella “Montefiore Lodge No. 1017” (UGLE) da cui si ritira nel 1889 (cf. p. 14). Gilbert riferisce che nel 1890, lo stesso Gardner entra nella SRIA a Bristol (cf. p. 15), ragion per cui (Gilbert non lo dice) a quel tempo Gardner doveva essere ancora un Maestro Massone membro regolare di una Loggia dell’UGLE. Gardner, 8° grado SRIA, è anche Bibliotecario Generale e Segretario Generale SRIA dal 1901 al 1905 (cf. p. 15).

Torniamo al testo di Howe. Gli Adepti della Golden Dawn dovevano studiare: simbolismo alchemico e astrologico, alfabeto ebraico, l’Albero Cabalistico della Vita con i suoi 10 Sefirot e i 22 Sentieri, i Nomi Divini attribuiti alle Sefirot, i 22 Arcani dei Tarocchi in collegamento con i 22 Sentieri dell’Albero Cabalistico della Vita, la Geomanzia ecc.  Howe rimanda, per questi temi, all’opera di Israel Regardie già citata all’inizio (cf. Howe, op. cit., pp. 59-60). Sono gli stessi interessi cabalistici della SRIA.

I gradi della Golden Dawn sono 10 o 11: c’è un grado “0°”, poi altri 9 i cui titoli richiamano i 9 gradi della SRIA (vedi qui: https://www.ilregnodimaria.it/1tracce-di-esoterismo-in-side-degrees-o-appendant-orders-della-ugle-5a-parte/) e infine un 10° o 11° grado:

0°=0°  Neophyte

1°=10°  Zelator

2°=9°  Theoricus

3°=8°  Practicus

4°=7°  Philosophus

Segue poi il «Second Order»:

5°=6°  Adeptus Minor

6°=5°  Adeptus Major

7°=4°  Adeptus Exemptus

Poi, il «Third Order»:

«8°=3°  Magister Templi

  9°=2°  Magus  

             10°=1°  Ipsissimus   (cf. Howe, op. cit, p. 16).

  1. Golden Dawn nella sede della “Mark Masonry” (GLMMM, UGLE)

Maud Gonne (1866-1953), attrice e femminista irlandese, iniziata nella Golden Dawn nel 1891, scrive nella sua autobiografia che di solito le cerimonie iniziatiche della Golden Dawn si tengono nel salotto di qualche adepto, ma in un’occasione ella è convocata presso «Mark Mason’s Hall in Euston Road» (Londra). Allora Maud Gonne deduce che se la Golden Dawn si riunisce in una “Freemasons’ Hall”,  ciò significa che forse la Golden Dawn è un aspetto esoterico della Massoneria («an esoteric side of Masonry»: pp. 70-71). Un altro membro della Golden Dawn, William Butler Yeats, le dice che la Golden Dawn è collegata con i Rosacrociani ma certamente non con la Massoneria (cf. pp. 70-71)…  Maud Gonne abbandona la Golden Dawn poiché questa le appare, in realtà, ben legata alla Massoneria e la Massoneria – agli occhi degli irlandesi e di Maude Gonne – è un’istituzione britannica che è stata sempre usata politicamente per sostenere l’Impero britannico (cf. p. 71).

Ellic Howe scrive che il primo elenco conosciuto di “ufficiali” della Golden Dawn è in una lista ricevuta dal suddetto F.L. Gardner in cui si annunciano un paio di cerimonie iniziatiche a «Mark Masons’ Hall» il 16 giugno 1894 (cf. p. 102, nota 2).  Nel 1898 le cerimonie iniziatiche della Golden Dawn avvengono ancora a “Mark Masons’ Hall” (cf. p. 193). Così anche il massone Arthur Edward Waite, membro della Golden Dawn e poi scissionista, racconta che verso il 1903 le iniziazioni alla (sua) Golden Dawn hanno luogo in “Mark Masons’ Hall” (cf. p. 252).  Sulla Massoneria del Marchio, “Mark Master Masons”, ho scritto qui: https://www.ilregnodimaria.it/2tracce-di-esoterismo-in-side-degrees-o-appendant-orders-della-ugle-2a-parte/. 

  1. L’Ordine Interno della Rosa Rossa e Croce d’Oro

Ellic Howe tratta del “Secondo Ordine” o “Ordine Interno” («Second Order») della Golden Dawn, ovvero l’«Ordo Rosae Rubeae et Aureae Crucis» (tr. it.: “Ordine della Rosa Rossa e Croce d’Oro”), che comincia con il grado 5°=6°, Adeptus Minor.  Secondo Howe, dal 1892 in poi, la storia della Golden Dawn è quasi esclusivamente la storia di questo “Secondo Ordine” il cui vero capo e creatore è Mathers. Le cerimonie dell’ “Ordine della Rosa Rossa e Croce d’Oro” non si svolgono a Mark Masons’ Hall.  Mathers afferma di aver portato quel grado (5°=6°), o Ordine, da Parigi e lo presenta come il culmine della Golden Dawn (cf. pp. 75-76). L’iniziazione all’Ordine Interno prevede la leggenda di Christian Rosenkreuz (fantomatico fondatore dei Rosa-Croce): il candidato entra nella Cripta/Tomba di Rosenkreuz rappresentata da una sfarzosa scenografia di oggetti, simboli, colori (cf. pp. 77-84). Sul pavimento è raffigurato il Dragone Rosso con 7 teste (cf. p. 84)… La Tomba del Ronsenkreuz è equiparata alla Tomba di Osiride ed è raffigurata come un eptagono (7 lati) con riferimento alle 7 Sefirot cabalistiche inferiori… Il Rituale del grado 5°=6° dice che la Tomba di Rosenkreuz è posta simbolicamente al Centro della Terra, nella Montagna delle Caverne, il Centro è luogo del bilanciamento delle forze (cf. p. 85)… Il candidato si impegna a tenere segreti (ai profani) i modi della Golden Dawn nella pratica dei Tarocchi, della Chiaroveggenza, delle Proiezioni astrali, ecc. (cf. pp. 86-87). Inoltre il candidato promette di dedicarsi alla Grande Opera Alchemica («the Great Work») per unirsi al suo Genio superiore e Divino («raise and unite myself to my higher and Divine Genius»: p. 87).  

Nel libro “The Golden Dawn. Twilight of the Magicians” (Foreword by Israel Regardie, The Aquarian Press, Wellingborough 1983), BroRobert Gilbert riporta le Costituzioni dell’ «Independent and Rectified Order R.R. et A.C.» di Arthur Edward Waite (UGLE, SRIA…) del 7 novembre 1903. All’articolo 3 è detto che, secondo la tradizione dell’Ordine (l’originaria Golden Dawn), i Capi del “Secondo Ordine” («RR. et A.C.», o “Rosa Rossa e Croce d’Oro”) devono essere Maestri Massoni della UGLE o di altra Gran Loggia riconosciuta dalla UGLE: 

«The Chiefs of the Second Order shall be Master Masons of the 3rd, Degree in accordance with the tradition of the Order holding under the Mother Grand Lodge of England or some other Grand Lodge recognized by her» (p. 138).

L’ “Independent and Rectified Order R.R. et A.C.” di Waite si riunisce la prima volta il 7 novembre a “Mark Masons’ Hall” (cf. p. 70).

Nella bibliografia («Select Bibliography»: p. 141) anche Bro. Gilbert suggerisce l’opera di Israel Regardie sui rituali della Golden Dawn (“The Golden Dawn”, 4 Voll., Aries Press, Chicago 1937-1940) e definisce il suddetto libro di Ellic Howe come la storia definitiva («The definitive history») della Golden Dawn.

  1. Crisi, scissioni, ‘rinascita’…

Accenno rapidamente alla crisi della Golden Dawn ai primi del 1900: la ribellione di Aleister Crowley contro Mathers, le rivalità e le discordie tra i vari membri, le scissioni tra cui quella di Waite (“Independent and Rectified Order R.R. et A.C.”) e quella del Dr. Robert Felkin (“Stella Matutina”) che si trasferisce in Nuova Zelanda. Su Robert William Felkin (1853-1926), membro della S.R.I.A., ho già scritto qui: https://www.ilregnodimaria.it/1tracce-di-esoterismo-in-side-degrees-o-appendant-orders-della-ugle-5a-parte/.  

Westcott si ritira dalla “Golden Dawn”, resta massone [UGLE, SRIA, 30° Rose-Croix, ecc.] e trascorre gli ultimi anni della sua vita a Durban (Sud Africa) dove diviene Vice-presidente di due Logge della Società Teosofica (cf. Howe, op. cit., p. 283). 

Circa la situazione della Golden Dawn dopo il 1923, Ellic Howe rimanda al libro di Francis King, “Ritual Magic in England” (cf. Howe, op. cit., p. xxv, nota 2; p. 283). Howe scrive che, attualmente (1984), almeno un paio di gruppi britannici perpetuano la tradizione della Golden Dawn e rivendicano la discendenza dall’originale Golden Dawn: 

«Today there are at least two British Temples which perpetuate the G.D. tradition and claim an apostolic succession from the original Order» (p. xxv, nota 2). 

Passo a quel libro di Francis King (1970), di cui ho consultato l’edizione americana (1971) che ha un titolo diverso. King descrive la fondazione di un Tempio della Golden Dawn a Bristol («Hermanubis Temple») intorno agli Anni Venti del XX secolo, ad opera di un gruppo di ex-membri della “Stella Matutina” di Felkin. La nuova Golden Dawn di Bristol accentua il lavoro alchemico e nel 1959 fa nascere un altro Tempio a Londra con l’antico nome di «Isis Urania» per riaffermare la propria fedeltà all’originaria Golden Dawn. Il Tempio londinese pratica solo i 5 gradi “Esterni”, mentre per l’Ordine Interno si appoggia al Tempio di Bristol (cf. Francis King, The Rites of Modern Occult Magic, The MacMillan Company, New York 1971, pp. 168-175).

Nel 1999, nel libro “The Rungs of the Ladder” (Flying Dragon Publication, West Glamorgan [Wales] 1999) il barone e massone Michael J. Stayt  (UGLE, Royal Arch, Mark Mason, Royal Ark Mariner, Allied Masonic Degrees, 8° grado SRIA, 18° grado Rose-Croix, Royal Order of Scotland, ecc. : cf. pp. 89-90) scrive che la SRIA è il protettore («the protector») di vari Ordini (iniziatici) molti dei quali sono della massima importanza («the very greatest importance»); il più noto («the most well known») è “The Order of The Golden Dawn” del quale è praticato(«demonstrated»)  talvolta («occasionally») il grado iniziale 0°=0° (cf. p. 75). (segue)

Padre Paolo M. Siano

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Pubblicato da gianluca05

Pace: l’altra condizione della Madonna di Julio Loredo Da quando Papa Francesco ha annunciato che consacrerà la Russia (e l’Ucraina) al Cuore Immacolato di Maria, insieme a tutti i vescovi del mondo – ai quali ha rivolto un preciso appello in questo senso – tutto il mondo cattolico vive nell’attesa di questo storico evento. C’è chi, mosso da spirito pio, vede nel gesto pontificio una soluzione definitiva che metterà fine alla guerra, porterà alla conversione della Russia e al risanamento morale del mondo moderno. Altri, invece, mossi da spirito critico, vi segnalano possibili omissioni e contraddizioni. In ogni caso, bisogna rimarcare come l’annuncio di Papa Francesco – mettendo Fatima al centro degli avvenimenti contemporanei – abbia toccato una fibra profonda nell’opinione pubblica mondiale. L’atto di Francesco si collega a una precisa richiesta fatta dalla Madonna a Fatima nel 1917. Parlando ai pastorelli, la Madonna volle parlare al mondo intero, esortando tutti gli uomini alla preghiera, alla penitenza, all’emendazione della vita. In modo speciale, Ella parlò al Papa e alla sacra Gerarchia, chiedendo loro la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Queste richieste, la Madre di Dio le fece di fronte alla situazione religiosa in cui si trovava il mondo intero all’epoca delle apparizioni. La Madonna indicò tale situazione come estremamente pericolosa. L’empietà e l’impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini sarebbe esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra 1914-1918. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi, secondo il richiamo fatto a Fatima. Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per i cattolici: “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa (...) I buoni saranno martirizzati. Il Santo Padre dovrà soffrire molto”. “Per impedire tutto questo – continua la Madonna – verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”. Dopo un periodo di estrema tribolazione e di terribili castighi “come non si sono mai visti” (santa Giacinta di Fatima), la Madonna promette il trionfo finale: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. Ancor oggi gli esperti discutono sulla validità o meno delle varie consacrazioni fatte da Pio XII e da Giovanni Paolo II. La Madonna aveva posto tre condizioni: che la consacrazione fosse fatta dal Sommo Pontefice, che menzionasse la Russia, e che fosse fatta in unione con tutti i vescovi del mondo. In un modo o nell’altro, a tutte le consacrazioni – 1942, 1952, 1982, 1984 – mancava almeno una di delle condizioni. Dopo aver affermato perentoriamente che la consacrazione del 1984, fatta da Giovanni Paolo II, non era valida, la veggente suor Lucia aveva cambiato opinione, attestando invece la sua conformità a quanto richiesto dalla Madonna. Questa è la posizione più diffusa negli ambienti della Chiesa e fra i fedeli in generale. Non vogliamo entrare in un tema tanto complesso. Facciamo però notare che, alla Cova da Iria, la Madonna indicò due condizioni, entrambe indispensabili, perché si allontanassero i castighi con cui ci minacciava. Una di queste condizioni era la consacrazione. Supponiamo che sia stata fatta nel modo richiesto dalla santissima Vergine. Rimane la seconda condizione: la divulgazione della pratica della comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Ci sembra evidente che questa devozione non si è propagata fino a oggi nel mondo cattolico nella misura desiderata dalla Madre di Dio. E vi è ancora un’altra condizione, implicita nel messaggio ma anch’essa indispensabile: è la vittoria del mondo sulle mille forme di empietà e di impurità che oggi, molto più che nel 1917, lo stanno dominando. Tutto indica che questa vittoria non è stata ottenuta, e, al contrario, che in questa materia ci avviciniamo sempre più al parossismo. Così, un mutamento di indirizzo dell’umanità sta diventando sempre più improbabile. E, nella misura in cui avanziamo verso questo parossismo, diventa più probabile che avanziamo verso la realizzazione dei castighi. A questo punto bisogna fare una osservazione, e cioè che, se non si vedessero le cose in questo modo, il messaggio di Fatima sarebbe assurdo. Infatti, se la Madonna affermò nel 1917 che i peccati del mondo erano giunti a un tale livello da richiedere il castigo di Dio, non parrebbe logico che questi peccati siano continuati ad aumentare per più di mezzo secolo, che il mondo si sia rifiutato ostinatamente e fino alla fine di prestare ascolto a quanto gli fu detto a Fatima, e che il castigo non arrivi. Sarebbe come se Ninive non avesse fatto penitenza e, nonostante tutto, le minacce del profeta non si fossero realizzate. Per di più, la stessa consacrazione richiesta dalla Madonna non avrebbe l’effetto di allontanare il castigo se il genere umano dovesse restare sempre più attaccato alla empietà e al peccato. Infatti, fintanto che le cose staranno così, la consacrazione avrà qualcosa di incompleto. Insomma, siccome non si è operato nel mondo l’enorme trasformazione spirituale richiesta alla Cova da Iria, stiamo sempre più avanzando verso l’abisso. E, nella misura in cui avanziamo, tale trasformazione sta diventando sempre più improbabile. Applaudiamo l’atto di Papa Francesco e ci sommiamo toto corde a esso se seguirà i requisiti posti dalla Madonna a Fatima. Tuttavia, finché a questo atto non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro l’immoralità dilagante – aborto, omosessualità, LGBT, mode indecenti, pornografia, gender e via dicendo – la semplice consacrazione della Russia – per quanto gradita alla Divina Provvidenza – non allontanerà il castigo. Mi sia permesso di sollevare un’altra perplessità, e non di piccolo peso. A Fatima la Madonna indicò, come l’elemento allora più dinamico del processo rivoluzionario che portava l’umanità verso l’abisso, gli “errori della Russia”, ossia il comunismo, che proprio nell’Unione Sovietica trovò la sua sede e fuoco di espansione. Non ci sarà una vera conversione finché questa ideologia non sarà rigettata in ogni sua manifestazione. Ora, proprio in questo campo il pontificato di Papa Francesco si è contraddistinto per la sua prossimità all’estrema sinistra: dalla vicinanza alla dittatura cubana, al sostegno ai “movimenti popolari” latinoamericani di matrice marxista, senza dimenticare i contatti col patriarca Kiryll, che della dittatura sovietica fu fedele servitore e propagandista. Anche qui, salvo miglior giudizio, ci sembra che, finché all’atto di venerdì a San Pietro non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro il comunismo e i suoi epigoni, la sola consacrazione della Russia non fungerà da toccasana per risparmiare una catastrofe alla civiltà contemporanea. Fonte: TFP - Tradizione Famiglia Proprietà -

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