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19I padri sinodali hanno disprezzato il clamore dei cattolici amazzonici

I padri sinodali hanno disprezzato il clamore dei cattolici amazzonici
I padri sinodali hanno disprezzato il clamore dei cattolici amazzonici

Il 4 ottobre, alla vigilia dell’apertura dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, i rappresentanti dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira (IPCO) hanno consegnato ufficialmente alla Segreteria del Sinodo una “Petizione ai Padri Sinodali per una Amazzonia cristiana e prospera (piuttosto che un enorme ‘baraccopoli verde’ diviso in ghetti tribali).”

Il documento è stato firmato da più di ventimila residenti dell’Amazzonia brasiliana, peruviana ed ecuadoriana, le cui firme sono state raccolte da giovani volontari dell’IPCO in campagne pubbliche nelle strade delle principali città amazzoniche durante le vacanze scolastiche.

Il Documento finale dell’Assemblea sinodale non ha risposto a nessuna delle richieste che la popolazione amazzonica aveva rispettosamente avanzato. Ha invece dato ascolto alle rivendicazioni dei gruppi internazionali che promuovono la psicosi ambientale e di una minoranza di militanti indigenisti portati a Roma dalla Rete Ecclesiale Panamazzonica/Red Eclesial Pan-Amazónica ( REPAM ).

Riconoscendo l’influenza di questa lobby ideologica pubblicitaria, già nel primo paragrafo del Documento finale i Padri Sinodali salutano per “la notevole presenza di persone provenienti dal mondo amazzonico, che hanno organizzato atti di sostegno con diverse attività”, e per la “massiccia presenza dei mezzi di comunicazione internazionali» (Documento finale, n. 1).

Mentre i firmatari della Petizione IPCO chiedevano al Sinodo di “ringraziare Dio per l’evangelizzazione dei missionari e per l’azione civilizzatrice dei colonizzatori, che hanno portato i benefici del progresso” ( Petizione, n. 1 ), i Padri sinodali hanno denunciato “l’azione militare, politica e culturale colonizzazione” motivato “dall’avidità e dall’ambizione dei conquistatori” (DF n. 15), considerava negativa “l’influenza della civiltà occidentale” (DF n. 14) e, peggio ancora, affermava che “l’annuncio di Cristo è stato fatto spesso in collusione con poteri che sfruttavano le risorse e opprimevano le popolazioni” (DF n. 15). Tutto ciò è contrario alla verità storica e costituisce un insulto agli eroici missionari che hanno realizzato una delle più grandi epopee missionarie dalla fondazione della Santa Madre Chiesa.

Inoltre, i Padri sinodali hanno praticamente rinunciato alla conversione degli indigeni ancora pagani, dichiarando che «il dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale deve essere assunto come via indispensabile di evangelizzazione » (DF n. 24), e che la Chiesa deve compiere una «conversione culturale ” e limitare l’annuncio della Buona Novella all’“essere presenti, rispettare e riconoscere i propri valori, vivere e praticare l’inculturazione e l’interculturalità” (DF n. 41). I Padri sinodali abbandonano categoricamente la loro missione tradizionale: «Rifiutiamo un’evangelizzazione di stampo colonialista. Annunciare la Buona Novella di Gesù implica riconoscere i semi della Parola già presenti nelle culture. L’ evangelizzazione che proponiamo oggi per l’Amazzonia è l’annuncio inculturato che genera processi interculturali» (DF n. 55).

Invece di ascoltare il «grido di angoscia delle persone di fronte al pericolo che l’Amazzonia si trasformi in un’immensa ‘baraccopoli verde’» (Petizione, n. 5), i Padri sinodali si sono intromessi impropriamente in questioni scientifiche per le quali non hanno mandato divino o competenze tecniche. competenza (evidente manifestazione di “clericalismo”). Di conseguenza, hanno falsamente dichiarato che la deforestazione colpisce “quasi il 17% della foresta amazzonica totale e minaccia la sopravvivenza dell’intero ecosistema” (DF n. 11); che “la regione amazzonica è essenziale per la distribuzione delle precipitazioni nelle regioni del Sud America” (DF n. 6), e che “lo sviluppo di politiche energetiche che riducano drasticamente le emissioni di biossido di carbonio (CO 2 ) e altre emissioni legate ai cambiamenti climatici c’è urgente bisogno di gas” (DF n. 77).

Inoltre, il Documento finale descrive una presunta “situazione drammatica di distruzione che colpisce l’Amazzonia”, la cui giungla sarebbe “in una corsa frenetica verso la morte” che porterebbe “alla scomparsa del territorio e dei suoi abitanti, soprattutto delle popolazioni indigene” ( DF n.2). Ciò sarebbe il risultato della “appropriazione e privatizzazione dei beni naturali” e di quelli che chiamano “megaprogetti insostenibili”, cioè “energia idroelettrica, concessioni forestali, monocolture, strade, corsi d’acqua, ferrovie, progetti minerari e petroliferi” (DF n. 10), derivante dall’attuale “modello economico di sviluppo predatorio ed ecocida” (DF n. 46) e dall’“estrattivismo predatorio che risponde alla logica dell’avidità tipica del paradigma tecnocratico dominante” (DF n. 67).

I Padri sinodali ritengono necessaria una “conversione ecologica individuale e comunitaria che salvaguardi un’ecologia integrale ” (DF n. 73), assumendo “una vita semplice e sobria” (DF n. 17) e “cambiando le nostre abitudini alimentari (eccesso consumo di carne e pesce/molluschi) a stili di vita più sobri” (DQ n. 84).

Invece di “ripudiare con forza le ideologie neopagane ” che diffondono “un concetto distorto di rispetto della natura” (Petizione n. 2), il Documento finale del Sinodo afferma la necessità di preservare “i fiumi e le foreste, che sono spazi sacri, come fonti di vita e saggezza” (DF n. 80), e che la vita delle comunità amazzoniche “si riflette nelle credenze e nei riti riguardanti l’azione dei molteplici spiriti divini, con e nel territorio, con e in relazione alla natura” (DF n. 14). Allo stesso modo, il “buon vivere” dei popoli indigeni (sic!) sarebbe caratterizzato da un’esistenza “in armonia con se stesso, con la natura, con gli esseri umani e con l’essere supremo, poiché esiste un’intercomunicazione tra l’intero cosmo , dove nulla esclude o è escluso. … Tale comprensione della vita è caratterizzata dalla connettività e dall’armonia dei rapporti tra acqua, territorio e natura, vita comunitaria e cultura, Dio e le diverse forze spirituali” (DF n. 19).

Invece di “ripudiare l’ utopia comunista-tribalista ” della Teologia della Liberazione (Petizione, n. 3), i Padri sinodali hanno dichiarato che “la teologia indiana, la teologia dal volto amazzonico e la pietà popolare, sono già una ricchezza del mondo indigeno, della sua cultura e spiritualità” (DF n. 54) e che “l’ecoteologia, la teologia della creazione, le teologie indigene e la spiritualità ecologica” devono essere incluse nei curricoli accademici della formazione sacerdotale dal volto amazzonico (DF n. 108).

Nostra Signora di Guadalupe
Nostra Signora di Guadalupe, Patrona delle Americhe e simbolo del trionfo del cattolicesimo sul paganesimo.

L’IPCO lamenta il fatto che, invece di aprire i loro animi alla richiesta finale della Petizione affinché la Beata Vergine preservi l’unità cattolica e la vocazione delle nazioni amazzoniche, i Padri sinodali abbiano invece risposto agli effluvi soprannaturali emanati dalla figura della Pachamama presente nell’Aula del Sinodo e venerato in cerimonie idolatriche nei giardini vaticani e nella chiesa di Santa Maria in Transpontina. Non facendo una dichiarazione chiara per deplorare questo evento senza precedenti, hanno anche ignorato il profondo shock che ha causato nei fedeli di tutto il mondo.

L’IPCO auspica che Papa Francesco, nell’annunciata Esortazione Apostolica post-sinodale, respinga gli errori sopra denunciati e la rivoluzione ecclesiologica che il Documento finale auspica con le sue proposte di concedere ministeri ecclesiali ufficiali, ampi e a rotazione a laici di entrambe le sessi, di aprire alle donne i ministeri del lettorato e dell’accolitato e di autorizzare l’ordinazione sacerdotale dei leader di comunità sposati.

San Paolo, 30 ottobre 2019

Istituto Plinio Corrêa de Oliveira

La Società Americana per la Difesa della Tradizione, della Famiglia e della Proprietà ( TFP ) si unisce all’Istituto Plinio Correa de Oliveira e ad altre organizzazioni sorelle simili in tutto il mondo per denunciare i risultati del Sinodo pan-amazzonico che rappresenta una rivoluzione ecclesiologica all’interno della Chiesa. Le osservazioni sopra riportate evidenziano le nostre preoccupazioni e quelle di innumerevoli cattolici in America, nella regione amazzonica e nel mondo.

dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira 30 ottobre 2019

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