Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

15Santa Elisabetta del Portogallo: una regina, moglie e madre modello

Santa Elisabetta del Portogallo: una regina, moglie e madre modello
Santa Elisabetta del Portogallo: una regina, moglie e madre modello

La storia del nostro santo inizia con il re Giacomo I d’Aragona, conosciuto come il Conquistatore per le sue glorie militari e come il Santo per la sua ammirevole pietà. Ruppe i rapporti con il figlio ed erede Pietro (detto il Grande) perché il suo matrimonio con la principessa Costanza, figlia del re di Sicilia, fu contratto senza il consenso paterno.

Questo strano conflitto finì inaspettatamente. Quando nel 1271 nacque Elisabetta, primo frutto di questa unione, Giacomo I considerò la sua nascita un segno di predilezione da parte della prozia, santa Elisabetta d’Ungheria. Il neonato incantò così tanto il grande guerriero che questi perdonò suo figlio e desiderò esercitare la tutela sulla ragazza nei suoi primi anni. Iniziò così la vita di questo futuro santo.

La santità è nata in lei dal momento in cui si è risvegliata alla vita. Quando piangeva come qualunque altro bambino, bastava mostrarle un crocifisso o un’immagine della Vergine per farla tacere. Tanta unzione e dolcezza emanava da quel piccolo esserino che le dame di palazzo ritenevano una grazia contemplarla.

Elisabetta perse il virtuoso nonno all’età di cinque anni e ritornò a casa dei suoi genitori, dove crebbe in grazia e santità. All’età di otto anni recitava quotidianamente l’Ufficio Divino.

La Sacra Regina dà un grande impulso al Portogallo.

Elisabetta pensò inizialmente di consacrare a Dio la sua verginità. Tuttavia, attraverso l’illuminazione divina e la raccomandazione del suo confessore, capì che il suo ruolo di principessa richiedeva che accettasse un marito e facesse risplendere sul trono le virtù evangeliche. Pertanto sposò Dennis, re del Portogallo, all’età di dodici anni.

Legge eterna e naturale: il fondamento della morale e del diritto

Alla corte portoghese continuò ad essere un modello di virtù, come lo era stata in Aragona. Il suo eccellente esempio spinse molte nobili dame a vivere la vita cristiana. La fama del suo eccellente esempio raggiunse rapidamente tutti gli angoli del Portogallo, suscitando ovunque santa emulazione.

Elisabetta arrivò in Portogallo in un momento in cui il giogo musulmano non minacciava più la nazione. Il Portogallo ha esteso i suoi confini fino ai limiti attuali, entrando in una nuova era di pace e prosperità. Il re Dennis ricostruì le città devastate dalla guerra e fondò ospedali e scuole, inclusa la famosa Università di Coimbra. Restaurò e costruì chiese e orfanotrofi per i figli dei caduti nelle guerre. Si dedicò all’agricoltura con tale impegno da ricevere i titoli di Re Contadino e Padre del Regno. Naturalmente anche Santa Elisabetta ebbe un ruolo cruciale in questi compiti, tanto da meritarle l’epiteto di Regina dei contadini.

Dolore e pazienza nell’affrontare l’infedeltà coniugale

Elisabetta fu un esempio di rispetto, amore e obbedienza verso suo marito. Pur dotato di molte qualità che lo rendevano amico della giustizia e della verità, quest’ultimo fu sviato in gioventù. Mantenne molte relazioni illecite dalle quali nacquero diversi figli bastardi.

Poiché l’offesa fatta a Dio era più grave che a lei, e visto il suo comportamento scandaloso, la regina soffrì e praticò la virtù della pazienza con le miserie morali del marito. Ha pregato e si è sacrificata per lui, cercando di attirarlo verso una vita virtuosa. Il re Dennis capì la magnanimità di sua moglie e le permise di praticare le sue devozioni e opere di beneficenza. La sua pazienza lo portò infine a riconoscere i suoi errori, a fare ammenda per la sua depravazione e a fare penitenza per i suoi peccati.

Scopri tutto sulle profezie di Nostra Signora del Buon Successo sui nostri tempi

Suo figlio, il principe Afonso, non mostrò la stessa rassegnazione di fronte ai peccati del re. Desiderava nobilmente porre fine all’oltraggio fatto a sua madre. Un giorno si dichiarò in aperta rivolta contro il padre, che decise di sorprendere il figlio e rinchiuderlo in una torre fino alla fine dei suoi giorni.

La regina scoprì il piano del marito e mandò a avvisare il figlio del pericolo. Alcuni cortigiani mal intenzionati l’accusarono davanti al re di sostenere il figlio ribelle e di averlo persino aiutato a mettere al sicuro le armi. Il re eccessivamente credulone espulse Elisabetta dal palazzo, la privò di tutte le entrate e la bandì nella città di Alenquer.

Afonso ha chiesto l’aiuto di Aragona e Castiglia contro suo padre. Una guerra civile era inevitabile. Consapevole di questo pericolo, Elisabetta lasciò Alenquer contro gli ordini del marito e andò a trovarlo a Coimbra. Si gettò ai suoi piedi e lo pregò di perdonare suo figlio. Re Dennis la accolse gentilmente e la autorizzò a fare pace con quest’ultimo. La regina si recò a Pombal, dove il principe era a capo delle sue truppe, e ristabilì la pace assicurandogli il perdono del re.

Un esempio impressionante della giustizia di Dio

La regina aveva un paggio molto virtuoso, prudente e degno di fiducia. Gli affidò il compito di fare l’elemosina ai poveri. Un altro paggio, colpito dall’invidia, andò dal re e gli disse che la fiducia della regina nel paggio proveniva da un’inclinazione peccaminosa. Il re, allora abbandonandosi a una vita irregolare, credette al calunniatore e progettò segretamente di uccidere il buon paggio. Un giorno, passando davanti a un mulino per la calce, chiamò gli operai e ordinò loro che, quando qualcuno fosse venuto a chiedere se avevano fatto ciò che aveva ordinato il re, lo prendessero e lo gettassero nella grande fornace a morire.

Dieci motivi per cui il “matrimonio” omosessuale è dannoso e dovrebbe essere deprecato

Il giorno successivo, re Dennis mandò il paggio della regina al mulino per chiedere se gli ordini del re fossero stati eseguiti. Tuttavia la Provvidenza vegliava sul giovane virtuoso. Passando davanti ad una chiesa, il paggio si fermò a pregare. Quando vide che cominciava la Messa, rimase. Finita la prima Messa, ne cominciò una seconda, poi una terza, e il pio paggio rimase in chiesa a pregare.

Nel frattempo il re, sopraffatto dall’impazienza, chiamò un altro servitore, il calunniatore, e lo mandò al mulino per verificare se il suo ordine fosse stato eseguito. Immediatamente gli operai afferrarono lo sventurato e lo gettarono nella fornace.

Successivamente arrivò il primo paggio e chiese dell’ordine del re. Ritornato al palazzo riferì al sovrano della sua missione. Il re fu sorpreso di vederlo vivo e chiese cosa fosse successo. Il paggio gli disse che si era fermato in chiesa per una preghiera veloce mentre si recava al mulino. Il padre morente gli aveva raccomandato di assistere a tutte le messe che trovava in corso. Pertanto partecipò a tre messe successive prima di eseguire l’ordine del re.

Il monarca riconobbe nell’episodio il giudizio di Dio che testimoniava l’innocenza della regina, la rettitudine del paggio e la malizia del calunniatore.

Un’operatrice di miracoli durante la sua vita

La regina Elisabetta operò numerosi miracoli durante la sua vita. Una volta, mentre lavava i piedi ai poveri per devozione, incontrò una donna con un’ulcera che emanava un fetore insopportabile. Lavò e curò la ferita e la baciò per superare la sua avversione. Al contatto con le labbra della regina, la piaga scomparve.

Uguaglianza e disuguaglianza tra gli uomini

Una notte, nel sonno, Elisabetta ebbe l’ispirazione dello Spirito Santo di costruire una chiesa in Suo onore. Ha inviato gli architetti nel luogo più adeguato per progettare l’edificio. Sono tornati dicendo che le fondamenta erano già state gettate e che la costruzione poteva iniziare. Tutti rimasero stupiti da quello sviluppo sorprendente, perché fino al giorno prima non c’era traccia di fondamenta. Per ricordare ai posteri questo prodigio, il re ordinò che fosse scritto un documento. Quando la regina arrivò sul luogo per assistere al miracolo, rimase in estasi alla vista di molti testimoni.

Uno dei suoi miracoli più noti riguardava le rose. Mentre portava del denaro nel grembiule per aiutare i poveri, incontrò suo marito, che le chiese cosa tenesse lì. Elisabetta rispose che c’erano delle rose. Era inverno in Europa quando tutta la natura sembrava morta e non crescevano fiori. Il re le chiese di aprire il grembiule per vedere cosa aveva. La regina lo aprì e ne uscirono bellissime rose profumate.

Dedica eroica alla morte del re

Il re era malato e decise di andare da Lisbona a Santarém per cambiare clima. La sua febbre aumentò notevolmente durante il viaggio ed Elisabetta si affrettò a mandare un messaggio a suo figlio. Quando arrivò a Santarém con il re, non lo lasciò mai né giorno né notte e si prese cura di lui con le sue stesse mani. Studiò i momenti favorevoli per parlargli di Dio, il rigore del giudizio divino, l’orrore del peccato, la compunzione con cui bisogna detestarlo e la purezza di coscienza richiesta per presentarsi davanti a Dio. Allo stesso tempo, secondo l’intenzione del sovrano, fece molte elemosine e ordinò preghiere speciali per lui in tutto il regno.

La scienza conferma: gli angeli portarono la casa della Madonna di Nazareth a Loreto

Dopo la morte di re Dennis, avvenuta il 6 gennaio 1325, la regina si tolse le vesti reali, si tagliò i capelli e indossò un semplice abito del Terz’Ordine di San Francesco. Dopo aver cercato di fare tutto il possibile per l’anima del re defunto, si dedicò interamente alla cura dei poveri e dei malati negli ospedali e ad altre opere di misericordia. Essendo regina, lo fece con particolare efficacia ed elevazione d’animo.

Nello stesso anno compì un pellegrinaggio a Santiago de Compostela per il riposo eterno del marito e lì lasciò la sua corona, gioielli, abiti regali e molti altri doni di grande valore.

La Santa Regina morì il 4 luglio 1336, all’età di 65 anni. Sulla sua tomba si moltiplicarono i miracoli. Elisabetta venne però beatificata solo nel 1516 e canonizzata nel 1625. In quell’occasione, quando ne aprirono la tomba, il suo corpo era incorrotto nonostante fossero trascorsi quasi trecento anni dalla sua morte.

* * *Opere consultate:

Les Petits Bollandistes, Vies des Saints, Bloud et Barral, Parigi, 1882, volume 8, pp. 33 ss.

Fr. Ribadaneira, “Flos Sanctorum”, in Dr. Eduardo Maria Villarasa, La Leyenda de Oro, L. González & Compañía, 1897, Barcellona, ​​tomo III, pp. 47 e ss..

Edelvives, El Santo de Cada Dia , Editoriale Luis Vives, SA, Saragozza, 1948, tomo IV, pp. 81 e ss.

Fr. Justo Perez de Urbel, OSB, Año Cristiano, Ediciones Fax, Madrid, 1945, tomo III, pp. 66 e ss.

Fr. José Leite, SJ, Santos de Cada Dia, Editorial AO, Braga, 1998, tomo II, pp. 375 e ss.

Link originale in portoghese: https://www.ipco.org.br/santa-isabel-de-portugal-modelo-de-rainha-esposa-e-mae

Plinio Maria Solimeo 10 agosto 2023

Articoli correlati

Marguerite Bourgeoys: la storia di un’insegnante, sorella e santa

Come Santa Gemma Galgani parlò al suo angelo custode e divenne santa

Il principe Bertrand chiede il ritorno all’ordine sotto Nostra Signora la Regina

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.