Infine, Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!

11L’Anticristo e le Profezie di Mons. Fulton Sheen

L’Anticristo non si chiamerà così; altrimenti non avrebbe seguaci. Egli non indosserà calze rosse, né vomiterà zolfo, né porterà un tridente né una coda come Mefistofele nel Faust. Questo per aiutare il Diavolo a convincere gli uomini che egli non esiste. Quando l’uomo lo nega, più diventa potente. Dio ha definito Sé stesso come “Io sono colui che sono”, e il Diavolo come “Io sono colui che non sono.”Da nessuna parte nella Sacra Scrittura troviamo descritto il Diavolo come un buffone. Piuttosto è descritto come un angelo caduto dal cielo, come “il principe di questo mondo”, il cui scopo è convincerci che non c’è la vita eterna. La sua logica è semplice: se non c’è il paradiso non c’è inferno; se non c’è l’inferno, allora non c’è peccato; se non c’è peccato, allora non c’è nessun giudice, e se non c’è giudizio, allora il male è bene e il bene è il male. Ma come farà a convincerci alla sua religione? La convinzione russa pre-comunista, è che egli verrà travestito come il Grande umanitario; parlerà di pace, prosperità e abbondanza non come mezzo per condurci a Dio, ma come fini in sé. . .. . . La terza tentazione in cui Satana chiese a Cristo di adorarlo e tutti i regni del mondo sarebbero stati suoi, diventerà la tentazione di avere una nuova religione, senza una croce, una liturgia, senza un mondo a venire, una religione per distruggere una religione, o una politica che è una religione – quella che rende a Cesare anche le cose che sono di Dio. In mezzo a tutto il suo amore per l’umanità e apparente suo discorso di libertà e di uguaglianza, si avrà un grande segreto che egli non dirà a nessuno: egli non crede in Dio. Perché la sua religione sarà la fratellanza senza la paternità di Dio, egli vuole ingannare anche gli eletti. Egli ha istituito una controchiesa che sarà la scimmia della Chiesa, perché lui, il Diavolo, è la scimmia di Dio. Avrà tutte le note e le caratteristiche della Chiesa, ma in senso inverso e svuotata del suo contenuto divino. Sarà un corpo mistico dell’Anticristo che in tutte le cose esteriori somiglierà al corpo mistico di Cristo. . .. . . Ma il XX secolo si unirà alla controchiesa perché sostiene di essere infallibile quando il suo capo visibile parla ex cathedra da Mosca sul tema dell’economia e della politica, e come capo pastore del comunismo mondiale’.

(Arcivescovo Fulton J. Sheen, Communism and the Conscience of the West [Bobbs-Merril Company, Indianapolis, 1948], pp. 24-25)

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L’Arcivescovo Fulton Sheen profetizzò su questi tempi presenti?

Joseph Pronechen, in questo suo articolo pubblicato sul National Catholic Register, ci ricorda quanto l’arcivescovo Fulton Sheen sia stato profetico nei suoi sermoni. Quello che disse 70 anni sembra sia stato detto proprio per i nostri giorni. 

L’articolo è stato tradotto da Riccardo Zenobi.

“L’unica via d’uscita è spirituale…il tempo è più vicino di quanto pensiate”

L’arcivescovo Fulton Sheen ha profetizzato per questi tempi?

In una conversazione di 72 anni fa, il vescovo Fulton Sheen sembrava tanto un visionario quanto un profeta del passato.

“Siamo alla fine della cristianità”, disse durante una conversazione nel 1947. Chiarendo che non si riferiva al cristianesimo o alla Chiesa, disse “la cristianità è la vita economica, politica, sociale ispirata dai principi cristiani. Questa sta finendo – la vedremo morire. Guardate ai sintomi: la rottura della famiglia, divorzio, aborto, immoralità, disonestà generalizzata”.

Profetico allora, aveva già preavvisato nella trasmissione radio del 26 gennaio 1947:

“Perché così pochi si accorgono della serietà della nostra crisi attuale?” chiese 72 anni fa. Diede la risposta: “In parte perché gli uomini non vogliono credere che i loro tempi siano malvagi, in parte perché ciò implica troppa autoaccusa, e principalmente perché non hanno standard di riferimento al di fuori di loro stessi attraverso i quali misurare i loro tempi…
Solo coloro che vivono di fede sanno realmente cosa sta accadendo nel mondo. Le grandi masse (mediatiche) senza fede non sono consapevoli del processo distruttivo che sta avvenendo”.

Certamente sembra un’istantanea del momento attuale. Per focalizzare il tutto, Sheen sottolinea che “i giorni in cui Sodoma fu distrutta, la Sacra Scrittura descrive il sole come brillante; il regno di Baldassare finì nelle tenebre; la gente vide Noè prepararsi per il diluvio 120 anni prima che avvenisse, ma gli uomini non credettero. Nel mezzo di un’apparente prosperità, unità del mondo, il decreto per gli angeli procede ma le masse continuano nelle loro sordide routine. Come disse Nostro Signore: Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. (Matteo 24; 38-39)”.

Sheen si domanda se siamo appena consapevoli dei segni dei tempi perché “i principi basilari del mondo moderno si dissolvono di fronte ai nostri occhi” venendo rimpiazzati dagli assunti che l’uomo ha
(1) “nessuna altra funzione nella vita che produrre e acquisire ricchezza”
(2) l’idea che l’uomo è naturalmente buono e “non ha bisogno di un Dio che gli dia diritti, o un redentore che lo salvi dalla colpa, perché il progresso è automatico grazie all’educazione scientifica e all’evoluzione, che un giorno renderà l’uomo una sorta di dio”, e
(3) l’idea che la ragione non è fatta per scoprire “il senso e il fine della vita, ossia la salvezza dell’anima, ma solo per escogitare nuovi avanzamenti tecnici per fare su questa terra una città dell’uomo che prenda il posto della città di Dio”.

La tecnologia non sta avanzando enormemente, chiedendo l’obbedienza di gran parte della popolazione?

Sheen sottolinea che i segni dei tempi mostrano che siamo “alla fine di una era di civilizzazione non religiosa, che guardava alla religione come ad un’aggiunta alla vita, un pio extra, una costruttrice di morale per l’individuo ma di nessuna rilevanza sociale, un’ambulanza che si prende cura dei relitti dell’ordine sociale finché la scienza non avrà raggiunto un punto in cui non ci saranno relitti; che chiamerà Dio solo come un difensore di idee nazionali, o un partner silente…ma che non ha nulla da dire su come gli affari debbono essere condotti”.

A quel punto il grande vescovo disse qualcosa che sulle prime sembra scioccante se guardiamo all’oggi: “La nuova era nella quale stiamo entrando è ciò che può essere chiamata la fase religiosa della storia umana”.

Ma disse subito che questo non significava che gli uomini “torneranno a Dio”. Piuttosto, passeranno dall’indifferenza all’avere una passione per “un assoluto”. La lotta sarà “per le anime degli uomini…Il conflitto del futuro è tra l’assoluto che è il Dio-uomo e l’assoluto che è l’uomo dio; il Dio che divenne uomo e l’uomo che fa sé stesso Dio; fratelli in Cristo e compagni nell’anti-Cristo”.

Sheen prosegue nel descrivere l’anti-Cristo, cosa che lasceremo per un’altra volta, oltre a dire “la sua religione sarà la fraternità senza la paternità di Dio, e imbroglierà anche gli eletti”.

Il santo vescovo introduce anche il Comunismo, che ebbe luogo in ciò che accadde all’epoca e oltre, come ancora oggi vediamo. Ricordiamo ciò che Nostra Signora di Fatima disse sulla Russia che diffonderà i suoi errori (Comunismo) se il mondo non porrà attenzione alle direttive di Nostra Signora.

Continuando con i nostri tempi

Il lungimirante Sheen ricordò, “Dio non permetterà all’ingiustizia di diventare eterna. Rivoluzioni, disintegrazioni, caos, devono ricordare che il nostro modo di pensare è stato sbagliato, i nostri sogni sono stati empi. La verità morale è vendicata dalle rovine che seguono quando è stata ripudiata. Il caos dei nostri tempi è il più forte argomento negativo che ma possa essere avanzato per il cristianesimo…La disintegrazione che segue l’abbandono di Dio diventa così un trionfo di significato, una riaffermazione del fine…L’avversità è l’espressione della condanna divina del male, il registro del Giudizio Divino…Le catastrofi rivelano che il male si auto-sconfigge; non possiamo abbandonare Dio senza farci del male”.

Sheen diede un’altra ragione per cui una crisi deve venire – “prevenire una falsa identificazione della Chiesa e del mondo”. Nostro Signore volle che i suoi seguaci fossero differenti da coloro che non lo sono: vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. (Giovanni 15, 19).

Anche in quei giorni del 1947 Sheen vide “mediocrità e compromesso caratterizzare le vita di molti cristiani. Molti leggono gli stessi romanzi come moderni pagani, educano i loro figli senza Dio, ascoltano gli stessi commentatori che non hanno altri standard che giudicare l’oggi dal ieri e il domani dall’oggi, permettono a pratiche pagane come il divorzio e il risposarsi di insinuarsi nella famiglia; ci sono carenze, presunti leader operai cattolici che raccomandano comunisti per il Congresso, o scrittori cattolici che accettano presidenze in organizzazioni dichiaratamente comuniste per instillare idee totalitarie nei film. Non c’è più il conflitto e l’opposizione che si suppone ci caratterizzi. Stiamo influenzando il mondo meno di quanto il mondo ci influenzi. Non c’è separazione”.

Citò san Paolo rivolto ai Corinzi “Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità? Quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar?”

Sheen rispecchiò perfettamente i titoli dei media del 2018-19 quando si tratta di persone che lottano per la fede, per la vita, per il matrimonio. “Il male verrà a rigettarci, a disprezzarci, a odiarci, a perseguitarci, e allora dobbiamo definire la nostra lealtà, affermare la nostra fedeltà e mettere in chiaro da quale parte stiamo. Come si manifestano gli alberi forti e deboli finché non soffia il vento? La nostra quantità certo diminuirà, ma la nostra qualità aumenterà. Allora si verificheranno le parole del Nostro Maestro: chi non raccoglie con me, disperde” (Matteo 12, 30).

Guardando all’orizzonte

Già nel 1947 Sheen vide “l’arrivo del Giorno della Bestia, quando non vi sarà compravendita a meno che gli uomini non abbiano il segno della Bestia che divora i figli della Madre delle Madri”.

I buon vescovo notò – ricordiamo che era il 1947 – “Con la disintegrazione della famiglia con un divorzio ogni due matrimoni in 35 maggiori città degli Stati Uniti, con 5 divorzi ogni 6 matrimoni a Los Angeles – non si può negare che qualcosa sia scattato…Chiunque abbia qualcosa a che fare con Dio oggi viene odiato, sia che la sua vocazione sia di annunciare il Suo Divin Figlio, Gesù Cristo, o di essere ebreo, o di seguirlo come Cristiano”.

Ciò che Sheen avrebbe detto oggi dato che siamo deteriorati molto oltre ciò che già vide:

“Ogni tanto nella storia al diavolo viene data una lunga corda, per cui non dobbiamo mai dimenticare che Nostro Signore disse a Giuda e ai suoi accoliti: Questa è la vostra ora. Dio ha il Suo giorno, ma il male ha la sua ora in cui il pastore viene colpito e il gregge disperso”.

Ciononostante Sheen non teme per la Chiesa ma per il mondo nel parlare dell’emergere dell’anti-Cristo contro Cristo.

“Tremiamo non perché Dio possa essere detronizzato, ma che la barbarie possa regnare; non è la Transustanziazione che può morire, ma la casa; non i sacramenti che svaniscono, ma la legge morale. La Chiesa non può avere parole per la donna gemente diverse da quelle di Cristo sulla via del Calvario: non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli.” (Luca 23, 28)

Lungo i secoli la Chiesa ebbe i suoi Venerdì Santi, ci ricorda, ma c’è sempre la Domenica di Pasqua “perché Gesù promise che le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28, 20)

Per quanto le cose possano essere squallide, non c’è stato mai “un argomento così forte per il bisogno del Cristianesimo, poiché gli uomini stanno scoprendo che la loro miseria e i loro dolori, le loro guerre e le loro rivoluzioni aumentano in proporzione diretta al loro rifiuto del Cristianesimo. Il male si auto sconfigge; solo il bene si auto preserva”.

Raccomandazioni profetiche

Come i profeti del passato, Sheen fu saldo nella speranza, dando raccomandazioni pratiche vere oggi come lo furono nel 1947.

Per prima cosa, i cristiani “devono capire che un momento di crisi non è un momento di disperazione, ma di opportunità. Più possiamo anticipare il destino, più possiamo evitarlo. Quando avremo compreso che siamo sotto l’Ira Divina, saremo candidati per la Misericordia Divina. Fu per la carestia che il figliol prodigo disse: ‘mi alzerò, e tornerò da mio padre’. La disciplina divina crea speranza. Il buon ladrone arrivò a Dio tramite la crocefissione. Il cristiano scopre una base per l’ottimismo nel peggior andazzo del pessimismo, perché la sua Pasqua è entro tre giorni dal Venerdì Santo”.

Sheen offrì anche questo grande incoraggiamento pieno di speranza: “Una delle sorprese del paradiso sarà vedere quanti santi sono stati fatti nel mezzo di caos, guerra e rivoluzione”. Indica la grande moltitudine di fronte al trono di Dio e identificata come “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello” (Apocalisse 7, 14).

C’è dell’altro per spronarci, saldi nella speranza. Sheen ricorda che dopo che “Nostro Signore descrisse la catastrofe che sarebbe caduta su una civilizzazione moralmente disordinata…non disse “Temete”, ma quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Luca 21, 28).

Sheen disse a tutti i cattolici, ebrei e protestanti “che il mondo sta servendo le vostre anime con una terribile chiamata – la chiamata a sforzi eroici alla spiritualizzazione. I cattolici devono accrescere la loro fede, appendere un crocefisso nelle loro case per ricordarsi che anche noi dobbiamo portare una croce, raccogliere la famiglia ogni sera per recitare il Rosario le cui preghiere possano essere tramite di intercessione per il mondo; andare alla Messa quotidiana in modo che lo spirito di amore e di sacrificio possa brillare nei nostri affari, nella nostra vita sociale e nei nostri doveri. Anime ancora più eroiche possono intraprendere l’Ora Santa quotidianamente, particolarmente in parrocchie coscienti dei bisogni di preghiere di riparazione e di supplica, conducendo tali devozioni nelle loro chiese”.

Sheen sprona tutti a pregare. “Le forze del male sono unite; le forze del bene divise. Possiamo non essere capaci di incontrarci nello stesso banco di chiesa – volesse Dio che lo facessimo – ma possiamo incontrarci sulle nostre ginocchia”.

Ulteriori necessità

Sheen aggiunse ordini per il nostro bene spirituale ed eterno. “Coloro che hanno la fede farebbero meglio a permanere nello stato di grazia e coloro che non l’hanno farebbero meglio a scoprire cosa significa, poiché nell’età ventura ci sarà una sola via per fermare le ginocchia vacillanti, e sarà di inginocchiarsi a pregare. Il più importante problema del mondo oggigiorno è la vostra anima, poiché la lotta è per essa”.

C’è una sola via d’uscita dalle condizioni caotiche, rivela il vescovo in questione. “L’unica via d’uscita da questa crisi è spirituale, perché il problema non è come manteniamo i nostri libri, ma come manteniamo le nostre anime. Il tempo è più vicino di quanto pensiate”.

Ci ha avvisati di rivolgerci a san Michele in preghiera. Un tempo recitavamo la preghiera di san Michele dopo ogni singola Messa fino agli anni ’60. Oggi, alcune diocesi stanno restaurando la pratica. Magari lo facessero tutte. Dobbiamo rivolgerci specialmente a Nostra Signora, consiglia Sheen, e poi pregare, “Come hai formato la Parola fatta carne nel Tuo grembo, formalo nei nostri cuori. Sii in mezzo a noi mentre lingue di fuoco scendono sui nostri cuori freddi e se fosse notte, allora vieni, o Signora Celeste, mostraci ancora una volta la Luce del Mondo nel cuore di un giorno”.

E lo farà. Come Lei disse a Fatima, alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà.

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Pubblicato da gianluca05

Pace: l’altra condizione della Madonna di Julio Loredo Da quando Papa Francesco ha annunciato che consacrerà la Russia (e l’Ucraina) al Cuore Immacolato di Maria, insieme a tutti i vescovi del mondo – ai quali ha rivolto un preciso appello in questo senso – tutto il mondo cattolico vive nell’attesa di questo storico evento. C’è chi, mosso da spirito pio, vede nel gesto pontificio una soluzione definitiva che metterà fine alla guerra, porterà alla conversione della Russia e al risanamento morale del mondo moderno. Altri, invece, mossi da spirito critico, vi segnalano possibili omissioni e contraddizioni. In ogni caso, bisogna rimarcare come l’annuncio di Papa Francesco – mettendo Fatima al centro degli avvenimenti contemporanei – abbia toccato una fibra profonda nell’opinione pubblica mondiale. L’atto di Francesco si collega a una precisa richiesta fatta dalla Madonna a Fatima nel 1917. Parlando ai pastorelli, la Madonna volle parlare al mondo intero, esortando tutti gli uomini alla preghiera, alla penitenza, all’emendazione della vita. In modo speciale, Ella parlò al Papa e alla sacra Gerarchia, chiedendo loro la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Queste richieste, la Madre di Dio le fece di fronte alla situazione religiosa in cui si trovava il mondo intero all’epoca delle apparizioni. La Madonna indicò tale situazione come estremamente pericolosa. L’empietà e l’impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini sarebbe esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra 1914-1918. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi, secondo il richiamo fatto a Fatima. Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per i cattolici: “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa (...) I buoni saranno martirizzati. Il Santo Padre dovrà soffrire molto”. “Per impedire tutto questo – continua la Madonna – verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”. Dopo un periodo di estrema tribolazione e di terribili castighi “come non si sono mai visti” (santa Giacinta di Fatima), la Madonna promette il trionfo finale: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. Ancor oggi gli esperti discutono sulla validità o meno delle varie consacrazioni fatte da Pio XII e da Giovanni Paolo II. La Madonna aveva posto tre condizioni: che la consacrazione fosse fatta dal Sommo Pontefice, che menzionasse la Russia, e che fosse fatta in unione con tutti i vescovi del mondo. In un modo o nell’altro, a tutte le consacrazioni – 1942, 1952, 1982, 1984 – mancava almeno una di delle condizioni. Dopo aver affermato perentoriamente che la consacrazione del 1984, fatta da Giovanni Paolo II, non era valida, la veggente suor Lucia aveva cambiato opinione, attestando invece la sua conformità a quanto richiesto dalla Madonna. Questa è la posizione più diffusa negli ambienti della Chiesa e fra i fedeli in generale. Non vogliamo entrare in un tema tanto complesso. Facciamo però notare che, alla Cova da Iria, la Madonna indicò due condizioni, entrambe indispensabili, perché si allontanassero i castighi con cui ci minacciava. Una di queste condizioni era la consacrazione. Supponiamo che sia stata fatta nel modo richiesto dalla santissima Vergine. Rimane la seconda condizione: la divulgazione della pratica della comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Ci sembra evidente che questa devozione non si è propagata fino a oggi nel mondo cattolico nella misura desiderata dalla Madre di Dio. E vi è ancora un’altra condizione, implicita nel messaggio ma anch’essa indispensabile: è la vittoria del mondo sulle mille forme di empietà e di impurità che oggi, molto più che nel 1917, lo stanno dominando. Tutto indica che questa vittoria non è stata ottenuta, e, al contrario, che in questa materia ci avviciniamo sempre più al parossismo. Così, un mutamento di indirizzo dell’umanità sta diventando sempre più improbabile. E, nella misura in cui avanziamo verso questo parossismo, diventa più probabile che avanziamo verso la realizzazione dei castighi. A questo punto bisogna fare una osservazione, e cioè che, se non si vedessero le cose in questo modo, il messaggio di Fatima sarebbe assurdo. Infatti, se la Madonna affermò nel 1917 che i peccati del mondo erano giunti a un tale livello da richiedere il castigo di Dio, non parrebbe logico che questi peccati siano continuati ad aumentare per più di mezzo secolo, che il mondo si sia rifiutato ostinatamente e fino alla fine di prestare ascolto a quanto gli fu detto a Fatima, e che il castigo non arrivi. Sarebbe come se Ninive non avesse fatto penitenza e, nonostante tutto, le minacce del profeta non si fossero realizzate. Per di più, la stessa consacrazione richiesta dalla Madonna non avrebbe l’effetto di allontanare il castigo se il genere umano dovesse restare sempre più attaccato alla empietà e al peccato. Infatti, fintanto che le cose staranno così, la consacrazione avrà qualcosa di incompleto. Insomma, siccome non si è operato nel mondo l’enorme trasformazione spirituale richiesta alla Cova da Iria, stiamo sempre più avanzando verso l’abisso. E, nella misura in cui avanziamo, tale trasformazione sta diventando sempre più improbabile. Applaudiamo l’atto di Papa Francesco e ci sommiamo toto corde a esso se seguirà i requisiti posti dalla Madonna a Fatima. Tuttavia, finché a questo atto non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro l’immoralità dilagante – aborto, omosessualità, LGBT, mode indecenti, pornografia, gender e via dicendo – la semplice consacrazione della Russia – per quanto gradita alla Divina Provvidenza – non allontanerà il castigo. Mi sia permesso di sollevare un’altra perplessità, e non di piccolo peso. A Fatima la Madonna indicò, come l’elemento allora più dinamico del processo rivoluzionario che portava l’umanità verso l’abisso, gli “errori della Russia”, ossia il comunismo, che proprio nell’Unione Sovietica trovò la sua sede e fuoco di espansione. Non ci sarà una vera conversione finché questa ideologia non sarà rigettata in ogni sua manifestazione. Ora, proprio in questo campo il pontificato di Papa Francesco si è contraddistinto per la sua prossimità all’estrema sinistra: dalla vicinanza alla dittatura cubana, al sostegno ai “movimenti popolari” latinoamericani di matrice marxista, senza dimenticare i contatti col patriarca Kiryll, che della dittatura sovietica fu fedele servitore e propagandista. Anche qui, salvo miglior giudizio, ci sembra che, finché all’atto di venerdì a San Pietro non seguirà una vera e propria crociata spirituale contro il comunismo e i suoi epigoni, la sola consacrazione della Russia non fungerà da toccasana per risparmiare una catastrofe alla civiltà contemporanea. Fonte: TFP - Tradizione Famiglia Proprietà -

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